Prestiti, Altroconsumo: l’offerta nei punti vendita non è trasparente. Nel 63% dei casi informazioni errate sul Taeg

E i dati emersi sono sconfortanti: su 284 punti vendita visitati, ben 274 non hanno fornito ai clienti nessun foglio informativo contenente le caratteristiche dei prodotti offerti. Peggio, hanno dato al consumatore dei volantini pubblicitari. Solo 10 hanno consegnato il documento con le indicazioni della rateizzazione.

In particolare, sono state esaminate 323 offerte di rateizzazione e ne è stata valutata la trasparenza relativamente ai costi e alle condizioni, tramite fogli informativi e Taeg. Sono state esaminate anche le carte fedeltà con funzione revolving proposte dalle catene commerciali.

Taeg, questo sconosciuto
Fingendosi potenziali clienti, i ricercatori di Altroconsumo hanno visitato 284 negozi raccogliendo 323 offerte di finanziamento per l’acquisto di elettrodomestici, mobili o un attrezzo sportivo. E hanno constatato che è molto difficile farsi un’idea del Taeg, il tasso annuo effettivo globale che dà al consumatore l’idea del costo complessivo dell’acquisto. Infatti il 63% degli esercenti non ha fornito l’informazione corretta: di questi il 39% ha fornito un Taeg sbagliato (rispetto alle rate e alle spese comunicate) e il 24% non ne ha fornito alcuno. Perciò l’associazione invita a “non accontentarsi dei volantini” e a “farsi consegnare il foglietto informativo e il contratto previsto dalla legge per ricalcolate il Taeg”.

Le carte fedeltà con funzione revolving
Nonostante il richiamo della Banca d’Italia a non utilizzare il contesto del punto vendita per far adottare le carte revolving, carte di credito che consentono di acquistare un bene pagandolo a rate. “Nel corso dell’inchiesta sono state offerte 12 carte fidelity revolving il cui tasso medio, se utilizzate fuori dalla catena dell’insegna, era del 18,47% con punte del 21,56%” spiega un comunicato di Altroconsumo.

Le richieste dell’Associazione
Di qui l’allarme dell’associazione, che richiede interventi strutturali che migliorino la trasparenza dell’offerta  nel credito al consumo. “Dall’indagine balza all’attenzione la scarsa trasparenza che caratterizza le offerte nel 63% dei casi. E la situazione è stagnante nel tempo: da indagini omologhe nel 2007 e nel 2009 gli operatori peccavano in chiarezza e correttezza nel 72% e nel 69% delle volte” precisa la nota. Altroconsumo auspica perciò che “Bankitalia passi dalle parole ai fatti, non solo invitando i soggetti del credito al consumo a un maggiore sforzo organizzativo, ma individuando meccanismi sanzionatori”. E conclude dichiarando di attendere “l’applicazione effettiva nel 2011 della legge di recepimento della direttiva europea 2008/48 sul credito al consumo, che responsabilizzerà maggiormente l’intermediario e sposterà l’attenzione sulla leva della trasparenza dal bene che si acquista, il prodotto stesso, al fruitore, il consumatore”.

Prestiti, Altroconsumo: l’offerta nei punti vendita non è trasparente. Nel 63% dei casi informazioni errate sul Taeg ultima modifica: 2010-09-06T07:00:00+00:00 da Flavio Meloni

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