Prestiti: crescono a ottobre quelli agli Stati, ma i privati restano a secco

Si conferma anche a ottobre il crowding out, l’effetto spiazzamento che affligge l’Eurozona. Secondo gli ultimi dati diffusi dalla Bce, il mese scorso i prestiti concessi dalle banche per finanziare il debito pubblico dei Paesi europei hanno continuato ad aumentare, mentre parallelamente i finanziamenti al settore privato hanno registrato l’ennesima contrazione.

Nel dettaglio, a ottobre l’offerta di credito bancario ai governi è salita dell’8,8% su base annua (era l’8,2% a settembre), con un aumento del 2,9% dei prestiti e del 12,3% della sottoscrizione di titoli del debito pubblico.

L’offerta di credito al settore privato ha invece conosciuto una riduzione dello 0,7% (era stata dello 0,9% a settembre). A causa della bassa domanda e dei maggiori vincoli introdotti dalle banche per ll’erogazione del credito, i finanziamenti alle imprese hanno sperimentato un calo dell’1,8% su base annua. Il ridimensionamento ha interessato tutte le tipologie di prestiti: quelli fino a 12 mesi, tipicamente utilizzati per finanziare il capitale circolante, si sono contratti del 2% (percentuale invariata rispetto a settembre); quelli tra i 12 e i 60 mesi sono passati dal meno 4,1% di settembre all’attuale meno 4,4%; quelli oltre i cinque anni, infine, sono stati interessati da una discesa dello 0,8%.

I finanziamenti a singoli e famiglie, invece sono cresciuti complessivamente dello 0,5% (era più 0,1% a settembre). Specificamente, i mutui sono aumentati dell’1,3% (contro lo 0,7% di settembre), mentre il credito al consumo ha accusato una flessione dello 0,8% (maggiore dello 0,4% di settembre).

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Prestiti: crescono a ottobre quelli agli Stati, ma i privati restano a secco ultima modifica: 2012-11-28T15:36:40+00:00 da Flavio Meloni

Print Friendly
© RIPRODUZIONE RISERVATA