Quale sarà l’effetto dell’inflazione? I risultati di uno studio di Banca Monte dei Paschi

 

Una prima previsione porta l’Area Reaserch a ipotizzare un ulteriore taglio del costo del denaro da 25 basis points nel primo trimestre 2012. Non solo, ma in un contesto economico in cui la crescita economica sarà praticamente pari allo 0% l’intera area Euro sarà anche difficile per la Bce trovare misure per contrastare l’aumento dei prezzi.

Due i motivi principali per cui la Bce dovrà allentare il morso sull’inflazione anche nei mesi a venire: la situazione debitoria in area Euro e le tensioni sul mercato interbancario. Nel rapporto dell’Area Research si legge anche, relativamente ai debiti sovrani, che “a preoccupare, oltre alla Grecia, sono anche altri paesi dell’area Euro, Italia in primis, il cui debito pubblico commerciabile è pari a oltre 1500 miliardi di euro con evidenti conseguenze disastrose per l’intero sistema finanziario europeo qualora il paese dovesse risultare insolvente. Sotto queste condizioni l’inflazione non fa paura, tutt’altro: l’inflazione diviene un valido alleato per ridurre i rendimenti reali e consentire un sostenibile aggiustamento dei conti pubblici, soprattutto in contesti di bassa crescita o addirittura crescita negativa (-7,34% a/a e -1,01% il Pil della Grecia e del Portogallo rispettivamente nel secondo trimestre del 2011)”.

Se da un lato quindi l’inflazione è auspicabile per non cadere nella spirale deflattiva, dall’altro è anche vero che l’accelerazione dell’indice dei prezzi al consumo comporta una riduzione del potere di acquisto delle famiglie.

In Italia dopo il forte calo del potere di acquisto registrato nel biennio 2008-2009, il dato è tornato a contrarsi su base tendenziale (-0,3% nel secondo trimestre 2011) e la recente accelerazione dei prezzi al consumo continuerà a pesare sulla spesa personale. Questo va ad aggiungersi a una manovra fiscale restrittiva che, secondo la revisione al documento di finanza pubblica, da un lato innalzerà la pressione fiscale (che potrebbe salire al 44,9%, dal 43,5% attuale e dal 40,8% del 2000) e dall’altro andrà a ridurre la spesa pubblica (con la spesa per investimenti nel triennio 2011-2013 dovrebbe contrarsi del 25% rispetto al 2010) con un effetto restrittivo sull’economia. Secondo le stime dell’Area Research di Banca Monte dei Paschi di Siena nel 2012 i consumi privati  torneranno a contrarsi (-0,4%, rispetto al +1% nei primi 6 mesi del 2011).

Quale sarà l’effetto dell’inflazione? I risultati di uno studio di Banca Monte dei Paschi ultima modifica: 2011-11-07T16:49:08+00:00 da Flavio Meloni

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