Riforma del credito, le osservazioni di Altroconsumo ai decreti di recepimento della direttiva

L’Italia si appresta a recepire la direttiva sul credito al consumo 48/2008 con un insieme di norme abbastanza corposo che andrà a modificare il TUB e la normativa sulla trasparenza. Le norme sono rimaste fino al 21 maggio scorso in pubblica consultazione sul sito del MEF e Altroconsumo ha inviato le sue osservazioni ai testi per migliorare la portata delle norme secondo il dettato della direttiva.

Un’osservazione generale che emerge dall’analisi dei decreti di recepimento è che sulle questioni importanti (tipo definizione del nuovo Taeg o informativa precontrattuale, o pubblicità, o contratto) il MEF lascia alla Banca d’Italia il compito di provvedere con apposito provvedimento – ha spiegato Anna Vizzari, dell’Ufficio studi di Altroconsumo -. Si tratta a nostro avviso di un’inutile perdita di tempo visto che la direttiva è molto chiara su questi aspetti, quasi imperativa (sono addirittura previsti degli allegati per il modulo europeo di raccolta delle informazioni e per la definizione del Taeg). Le nostre osservazioni tendono a far inserire da subito nel decreto dei paletti specifici rifacendosi alle norme della direttiva”.

Secondo l’associazione i sono degli aspetti molto importanti a vantaggio dei consumatori: innanzitutto l’articolo 125 quinquies che afferma che, in caso di contratti collegati, in caso di inadempimento da parte del fornitore, il consumatore, dopo aver inutilmente effettuato la costituzione in mora del fornitore, ha diritto alla risoluzione del contratto e al rimborso da parte del finanziatore delle eventuali rate già pagate. Poi l’articolo 125 sexies che parlando di rimborso anticipato afferma che nessuna penale di estinzione anticipata può essere applicata se il capitale residuo del prestito è pari o inferiore a 10.000 euro.
Due norme che vanno ben oltre la portata della direttiva migliorando la tutela del consumatore”, ha affermato Anna Vizzari.

Entrando nel merito delle istanze Altroconsumo ha chiesto di introdurre una norma specifica che precisi che nel caso di prestiti finalizzati stipulati in negozio spetta al finanziatore far acquisire al cliente l’informativa precontrattuale (modulo europeo) predisponendo appositi stand presso i fornitori di beni e servizi. “Si tratta di una richiesta molto importante tesa a superare il gap informativo riscontrato sul campo con le inchieste nei negozi che dimostrano un’offerta poco trasparente e professionale proprio dei prestiti finalizzati – prosegue la rappresentante di Altroconsumo –. Abbiamo inoltre chiesto che fosse sempre allegato al contratto la tabella di ammortamento in modo da permettere al consumatore di conoscere fin da subito rate periodiche e capitale residuo”.

In caso di cessione del credito hanno richiesto che la comunicazione al consumatore sia sempre preventiva alla cessione, usando l’iter previsto dall’articolo 118 del TUB per le variazioni unilaterali delle condizioni economiche.
Vorremmo poi che fosse previsto per gli scoperti di conto non affidati un indicatore sintetico del costo, utilissimo per far capire al consumatore quanto gli costa veramente andare in rosso sul conto. Vorremmo poi che gli articoli di recepimento della direttiva oltre che inseriti nel TUB continuassero a rimanere all’interno anche del Codice del Consumo (la proposta del MEF invece prevede la loro abrogazione dal Codice del Consumo)”.

In riferimento alle nuove norme sui mediatori creditizi Altroconsumo ha chiesto che le società abbiano un capitale minimo versato di 120.000 euro e che la copertura assicurativa abbia un massimale di 3 milioni di euro all’anno.
L’Organismo previsto nel TUB a controllo dell’attività dei mediatori deve prevedere al suo interno anche dei rappresentanti delle associazioni dei consumatori e l’esame da sostenere per l’abilitazione deve riguardare anche la normativa a tutela del consumatore”.

Il MEF sempre in pubblica consultazione ha anche inserito le nuove norme sulla trasparenza. “Tra queste norme ce n’è una poco simpatica nell’allegato 2 che abroga i comma 1 e 3 dell’articolo 2 bis della legge 2/2009 quelli che avevano modificato le norme sulla commissione di massimo scoperto e affermato che non poteva essere applicato sui conti non affidati e su quelli con fido con un periodo di rosso inferiore a 30 giorni consecutivi. E poi la parte in cui si affermava che sui conti affidati la commissione applicata non può superare lo 0,5% a trimestre del fido accordato. Le norme sono state abrogate, ma non si dice nulla sul futuro: si tornerà alla CMS? Resteranno le obbrobriose spese introdotte dalle banche sui conti non affidati?”, ha concluso Anna Vizzari.

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Riforma del credito, le osservazioni di Altroconsumo ai decreti di recepimento della direttiva ultima modifica: 2010-06-06T09:35:06+00:00 da Flavio Meloni

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