Rossi, Banca d’Italia: necessaria razionalizzazione delle banche, che porterà riduzione dei livelli occupazionali

Banca d'Italia Logo 2Il principale problema delle banche italiane è rappresentato dalla bassa redditività, a cui si aggiunge un livello elevato di crediti deteriorati. Per superare questi ostacoli è necessario accelerare l’opera di razionalizzazione delle struttura e dell’organizzazione degli istituti di credito, che porterà inevitabilmente a degli interventi a ribasso sui livelli occupazionali. A sostenerlo è stato Salvatore Rossi, direttore generale della Banca d’Italia e presidente dell’Ivass, nel corso del suo intervento durante la XLVIII Giornata del credito.

“La crisi finanziaria globale ha radicalmente mutato il contesto nel quale operano le banche di tutto il mondo; fare banca oggi è assai più difficile di quanto non lo fosse prima della crisi – ha sottolineato Rossi -. Due fattori stanno guidando il cambiamento: la riforma delle regole di gioco della finanza, che ormai da tempo vengono quasi tutte stabilite a livello sovranazionale; il formidabile sviluppo della tecnologia, anch’esso su scala globale. Per fare banca oggi occorre, coeteris paribus, più capitale di un decennio fa e di una qualità tale da meglio assorbire le perdite che possono emergere durante la normale vita della banca. Questa non può più espandere la dimensione del proprio bilancio ricorrendo liberamente all’indebitamento, data l’introduzione di un limite al grado di leva finanziaria. Sul capitale e sulla liquidità, alle prescrizioni globali emesse dal Comitato di Basilea e dal Financial stability board si sono aggiunte in Europa quelle comunitarie, culminate nella complessa ma incompleta architettura dell’Unione bancaria. Il secondo fattore di cambiamento, quello tecnologico, ha radici lontane, che precedono lo scoppio della crisi finanziaria globale. Ma è indubbio che proprio negli anni della crisi quei progressi, sulla spinta della diffusione esponenziale di internet, dell’incessante processo di digitalizzazione, del ricorso via via crescente alla moneta e agli strumenti di pagamento elettronici, abbiano registrato una formidabile accelerazione”.

In questo contesto la reazione dell’industria bancaria si articola, secondo Rossi, su diversi livelli: “Accrescere, innanzitutto, la capacità di resistere a shock esterni, a turbolenze sui mercati finanziari, in modo da continuare a sostenere l’economia anche in fasi avverse. Ma anche dismettere le attività che non sono strettamente funzionali al mestiere della banca, così da concentrarsi sul core business; accrescere i livelli di efficienza e di produttività; utilizzare i risparmi di costo per aumentare gli investimenti, sia in tecnologia sia in formazione delle risorse. Si tratta, in altri termini, di cambiare il modello di attività. Non bisogna generalizzare, non tutte le banche devono porre in essere tutte le misure, o adottarle tutte insieme. La cura va tarata in base alla situazione. Per le banche che la crisi ha reso molto deboli, lo spettro di azione dovrà però essere ampio e incisivo. È una prescrizione valida per tutta Europa, ma in particolare lo è per l’Italia”.

Un buon governo societario, ha continuato Rossi, “è condizione necessaria per intraprendere le misure che ho appena menzionato. Soprattutto, rende possibile un rapido accesso al mercato dei capitali nel momento in cui vi sia bisogno di reperire risorse fresche. In Italia negli scorsi anni sono stati adottati importanti provvedimenti di riforma della governance delle banche, in particolare di quelle cooperative. Con la trasformazione delle grandi popolari in società per azioni vengono meno le disfunzioni spesso associate all’eccessiva autoreferenzialità del management, conseguenza dell’uso distorto del voto capitario. La riforma delle Banche di Credito Cooperativo va pure nella direzione di consentire ove occorra il tempestivo ricorso al mercato dei capitali. Fa parte di questo complessivo processo di rafforzamento degli assetti di governo societario delle banche anche il protocollo d’intesa tra il governo e l’Acri sui rapporti tra fondazioni e banche partecipate”.

Leggi il testo integrale dell’intervento di Salvatore Rossi

Rossi, Banca d’Italia: necessaria razionalizzazione delle banche, che porterà riduzione dei livelli occupazionali ultima modifica: 2016-10-04T16:42:21+00:00 da Redazione

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