Rossi, Ivass: “Necessario stimolare un profondo cambiamento culturale nel settore assicurativo”

Ivass LogoL’attuale livello dei tassi di interesse ha portato a un “contesto di rendimenti finanziari bassi e volatili nel quale stiamo vivendo da anni” e che ha “scosso fin nelle fondamenta l’intero mondo assicurativo”. Così Salvatore Rossi, presidente dell’Ivass, nel suo discorso di apertura del convegno “L’avvio di Solvency II. L’attuazione del nuovo regime: questioni aperte, implicazioni per i modelli di business e riflessi sulla comunicazione istituzionale e finanziaria”.

A livello globale, ha spiegato Rossi, il mercato assicurativo è chiamato ad affrontare “una sfida ben più impegnativa di quella posta da un cambiamento, per quanto radicale, delle regole del gioco”. Una sfida che deve essere combattuta su due fronti. “Uno strutturale: l’innovazione tecnologica. L’altro, apparentemente di natura congiunturale, ma che ormai tende ad assumere una connotazione strutturale: il contesto di rendimenti finanziari bassi e volatili nel quale stiamo vivendo da anni. Ho detto bassi, ma avrei potuto dire negativi, almeno con riferimento al segmento a breve termine. Quanto velocemente le nuove tecnologie scompagineranno gli attuali modelli di business? Fino a quando le politiche monetarie manterranno i tassi di interesse ai livelli attuali, o anche più bassi? Capire le tendenze e le sfide sottostanti alla condizione attuale del mercato assicurativo dovrebbe essere obiettivo comune di regolatori e imprese”.

In questo contesto sono tre le priorità individuate da Rossi: “stimolare un profondo cambiamento culturale” nel settore assicurativo; armonizzare le prassi di vigilanza, individuando e adottando le pratiche migliori; rendere il patrimonio informativo, di cui oggi si dispone, affidabile, facilmente comprensibile e utilizzabile.

Anche la presidente dell’Ania, Maria Bianca Farina, ha richiamato l’attenzione sulla sfida rappresentata dall’entrata in vigore di Solvency II, sottolinenando però che “il cambiamento più grande e più forte è quello che riguarda il capitale, la misura del capitale”, con le oscillazioni che riguardano ad esempio i titoli di Stato. “Mi sembra molto illogico – ha aggiunto Farina – che si metta un capital charge in titoli di Stato soprattutto quando le aziende hanno la maggior parte del business nello Stato stesso”.

La persistenza dei bassi tassi di interesse comporterà la necessità di “mettere mano ai prodotti tradizionali, alle regole che li presidiano, agli investimenti che sono sottesi – ha continuato Farina -. È una sfida che abbiamo avanti e la nostra industria dovrà trasformarsi. Non potremo più essere come siamo stati fino ad oggi e dovremo lavorare tutti insieme, aziende e regolatori, per continuare ad essere gestori del risparmio di medio e lungo termine”.

Nel corso del suo intervento l’amministratore delegato di UnipolSai, Carlo Cimbri, ha invece richiamato l’attenzione sulla “simmetria competitiva tra Paesi e tra aziende di questi Paesi”, che Solvency II ha creato. “Questa è la partita che si sta giocando”.

Per Cimbri si sta “cercando di intervenire su una figura ibrida, aggiungendo una mostruosità a una figura ibrida che è l’Europa con pezzi di sovranità spostati dagli Stati e altri no. Quando sento parlare di limiti alla concentrazione nei titoli di Stato mi preoccupo”.

Solvency II spinge ulteriormente “verso questa caratteristica di investitori di titoli governativi dove poi ci sono delle differenze nelle valutazione di questi governativi. Questo vuol dire spostare masse di denaro da una parte all’altra con conseguenze per alcuni Paesi, come l’Italia, sul costo del debito. Se fossi negli Stati Uniti e fossi in Ohio potrei investire in treasury, cioè nei titoli federali ma in Europa non ci sono gli Eurobond. È una partita questa che, quindi, non ha nulla a che vedere con il rischio”.

Rossi, Ivass: “Necessario stimolare un profondo cambiamento culturale nel settore assicurativo” ultima modifica: 2016-03-03T20:22:14+00:00 da Paolo Tosatti

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