Saxo Bank, gli outlook per il quarto trimestre 2015

Saxo Bank LogoSaxo Bank ha pubblicato gli outlook per il quarto trimestre 2015. L’analisi si concentra, come sempre, sui tre mercati (valute, commodities ed equity), con un focus particolare alla situazione greca, ed è corredata da una contestualizzazione macroeconomica.

Il calo del prezzo del petrolio e di altre materie prime, si legge in una nota, ha messo i mercati emergenti fortemente sotto pressione. È qui che Saxo Bank vede le maggiori speranze. Tra i rischi all’incremento della crescita globale, la scelta dei tempi del movimento dei tassi di interesse Usa rimane un’ombra sopra queste economie, ma proprio la volatilità che si genera crea le opportunità di trading.

Sui mercati emergenti si è abbattuta la tempesta perfetta del debito indotto da un vertiginoso dollaro Usa e fatiscenti prezzi delle materie prime. Tuttavia, secondo i Trade Essenziali di Saxo Bank per il Q4, c’è speranza, e opportunità di investimento, anche se il ciclo del ‘pretend and extend’ persiste.

“Il processo del ‘pretend and extend’ ha innescato un circolo vizioso per cui il debito in dollari emesso dai Paesi emergenti è stato convertito in valuta locale – ha spiegato Steen Jakobsen, chief economist di Saxo Bank -. Il rafforzamento del dollaro ha aumentato sia l’onere del debito (erano necessari più dollari per ripagare il debito) sia ridotto i prezzi delle commodity, esportate da molti dei Paesi Emergenti. A sua volta, questo ha significato meno domanda e meno crescita per i Mercati Emergenti. Questo è avvenuto in un contesto caratterizzato da un’economia globale basata sulla creazione di denaro per decreto, riserve di dollari, commodity e debito denominati in dollari e un dollaro in apprezzamento. Non c’è da meravigliarsi che la crescita mondiale sia in caduta libera, l’unica sorpresa è rappresentata dai politici che sembrano meravigliati”.

Guardando attraverso la volatilità e la rotta attuale dei mercati emergenti il chief economist Jakobsen vede un lato positivo:  “La tempesta perfetta che infuria sui Mercati Emergenti rappresenta la più grande opportunità degli ultimi decenni”.

Steen Jakobsen ritiene che il modo migliore per fare trading su questi mercati sia attraverso il Forex grazie alla maggiore liquidità e facilità di accesso. Molti mercati emergenti non sono abbastanza profondi per soddisfare robusti mercati azionari. Inoltre, studi accademici dimostrano che più dell’80% di tutti i rendimenti sui mercati emergenti provengono dal mercato valutario e non da obbligazioni e azioni. In ogni caso egli considera che i mercati emergenti in generale siano da acquistare, poiché il fatto di essere oggi nel mezzo di una tempesta non ci preclude un futuro in cui il sole torna a brillare.

Qui di seguito le idee di trading per il prossimo trimestre:

 Materie Prime

Le commodities hanno trascorso la maggior parte del mese di settembre a cercare di stabilizzarsi dopo che diverse materie prime, come i metalli industriali, hanno raggiunto livelli al ribasso che non si vedevano dall’inizio del millennio. L’eccesso di produzione di prodotti chiave, dai metalli all’energia, fino alle colture, continua a generare il caos nei Paesi emergenti, la cui prosperità dipende dalle esportazioni di materie prime. Ole Hansen si aspetta che, come entreremo nell’ultimo trimestre del 2015 vedremo la luce alla fine del tunnel, dato che le scorte si ridurranno. Ma se la domanda, di cui la Cina è il paese chiave, non riuscisse a tenere il passo, allora il tunnel non farebbe che allungarsi, lasciandoci solo un lieve barlume di speranza.

  • Macro

Mads Koefoed, Saxo Bank Head of Macro prospetta che il rialzo dei tassi potrebbe essere l’evento chiave dell’ultimo quarter. I Mercati Emergenti, tuttavia, rimangono un fattore esemplificativo di quanto l’estrema debolezza registrata dopo la perdita di propensione al rischio degli investitori di fine estate potrebbe essere eccessiva.

  • Forex

John Hardy, Head of FX Strategy in Saxo Bank, ritiene La decisione di settembre del Fomc ha mostrato ai mercati che la politica della Fed è globale, in particolare per i Paesi emergenti. Il Q4 potrebbe vedere i propensi al rischio, spostarsi su valute come il RUB, BRL, TRY e ZAR, mentre chi ha un approccio più conservativo dovrebbe guardare altrove, in Messico e in Polonia, per esempio.

  • Obbligazioni

L’Head of Fixed Income Trading di Saxo Bank, Simon Fasdal, ritiene che come previsto, la paura ha invaso i mercati durante il terzo trimestre, e rimane una forza da non sottovalutare adesso che ci troviamo sul punto di iniziare il quarto trimestre. Ma non sbagliamoci, Fasdal, considera questo il punto in cui le opportunità cominciano a bussare. Primo, la generale rotazione e l’allontanamento dagli asset dei mercati emergenti hanno aumentato la differenza di rendimento tra i mercati sviluppati e i mercati emergenti in modo significativo. Secondo, la mancanza di crescita sta giocando un ruolo troppo grande. L’idea sottostante ai Mercati Emergenti è la loro ”emersione” in economie più sviluppate.

  • Asia

Kay Van-Petersen, Asia Macro Strategist, sostiene che anche se molti ritengono che il calo nei mercati emergenti sia esagerato e che abbiamo già toccato i minimi, la realtà potrebbe essere diversa. Il denaro a buon mercato arrivato dal Quantitative Easing della Fed, così come l’elevato stimolo economico della Cina durante la crisi finanziaria, ha gonfiato pesantemente gli asset finanziari. La crescita globale sta rallentando, le materie prime devono ancora trovare una soglia minima e gli asset dei Mercati Emergenti devono ancora recuperare il ritardo accumulato con il continuo deterioramento dei valori fondamentali macroeconomici.

  • Azioni

Peter Garnry, Head of Equity Strategy, dice che il terzo trimestre del 2015 sarà ricordato come un campanello d’allarme considerando che le azioni globali si trovano nel loro periodo più violento, misurato dalla prima e dalla seconda più grande ondata di volatilità, dalla crisi finanziaria del 2008. Le azioni dei mercati sviluppati sono in calo del 6,2% nel trimestre, ma le azioni dei Mercati Emergenti sono vertiginosamente scese del 16,2%.

Egli ritiene che questo sottovaluti le forze sottostanti a molti mercati emergenti, che si stanno trasformando da meri esportatori e produttori di materie prime, in economie più equilibrate e maggiormente in crescita, con i consumi interni (soprattutto quelli della classe media) in crescita. La transizione è già in atto, e i capitali torneranno a confluire verso i mercati emergenti, non appena vi sarà chiarezza sulle prospettive dei tassi Usa.

Saxo Bank, gli outlook per il quarto trimestre 2015 ultima modifica: 2015-10-08T11:39:12+00:00 da Redazione

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