Tree Finance, Botti: “Mediatori creditizi e legge 141: si sgombra il campo da scarsa trasparenza e conflitto di interessi”

Bisognava fare chiarezza – continua Botti – e portare nuovamente gli istituti bancari a ristabilire il giusto contatto con i mediatori creditizi, e un rinnovato rapporto fiduciario, garantendo l’erogazione del debito nei tempi e nei termini stabiliti. Con la nuova disciplina legislativa finalmente si accorcia la filiera tra il consumatore finale e l’erogazione del mutuo; si elimina quel potenziale conflitto di interessi in cui l’agente immobiliare si viene a trovare quando, oltre a svolgere la sua tipica attività, si adopera anche a segnalare un prodotto creditizio uscendo dai confini tracciati dal suo ruolo precipuo”.

Queste parole giungono da un imprenditore che ha iniziato la sua carriera imprenditoriale più di vent’anni fa come agente immobiliare, dando vita al network Professionecasa ed è oggi presidente di un Gruppo (Tree Group) che raccoglie oltre 1.500 affiliati fra agenti immobiliari e mediatori creditizi.

Umberto Botti, insieme ad altri imprenditori, già alla fine del 2007 aveva intuito che il mondo del credito stava subendo un cambiamento epocale e per questo motivo nel 2008 è stato promotore e co-fondatore di Assomea.

Assomea, è nata nel 2008 con il compito di supportare i mediatori creditizi nello svolgimento delle loro attività e non si è mai inserita in contesti diversi da quelli che un’associazione deve sostenere. Anzi, in previsione dell’arrivo della legge 141, ha giocato d’anticipo e si è messa al tavolo con le istituzioni per meglio definire, venendo incontro al legislatore, ruolo e competenza del mediatore creditizio. Si sono posti i giusti paletti per sgomberare il campo dalle ambiguità e dai conflitti di interessi che oggi stanno penalizzando il ruolo e la professionalità del mediatore creditizio stesso. Purtroppo – continua il presidente – devo esprime qualche perplessità rispetto alle dichiarazioni e alle azioni di alcune associazioni di categoria del mondo immobiliare che a mio avviso, hanno distorto la loro ragione d’essere, cercando di tutelare presunti interessi che però nulla hanno a che vedere con la trasparenza e la professionalità che la chiarezza dei ruoli esplicata nella nuova normativa prevede che siano. Sono convinto – conclude Umberto Botti – che ogni professione, inclusa quella dell’agente immobiliare, se supportata da una concreta attività associativa, rivolta anche alle relazioni a livello istituzionale, si possa migliorare ed elevare maggiormente, soprattutto in termini di qualità professionale; il tutto sempre tenendo presente un rapporto di assoluta trasparenza ed etica del lavoro nei confronti del consumatore finale: famiglie, aziende, investitori istituzionali o privati”.

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Tree Finance, Botti: “Mediatori creditizi e legge 141: si sgombra il campo da scarsa trasparenza e conflitto di interessi” ultima modifica: 2010-10-04T09:41:27+00:00 da Flavio Meloni

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