UBI, l’amministratore delegato Vittorio Massiah presenta il piano industriale 2011-2013/2015

Il piano industriale 2011/2015 di Ubi Banca pone come obiettivo un utile netto (escluso l’effetto della Ppa) pari a circa 700 milioni di euro nel 2013 e a oltre 1,1 miliardi di euro nel 2015. Includendo l’effetto della Ppa, l’utile netto atteso si attesta a oltre 600 milioni di euro nel 2013 e a circa 1,1 miliardi di euro nel 2015.

Come si legge nel comunicato, Ubi intende raggiungere questi risultati attraverso: 1. la crescita dei proventi operativi: a 4,2 miliardi di euro al 2013 e a circa 5 miliardi al 2015. 2. il contenimento degli oneri operativi all’attuale livello: circa 2,5 miliardi di euro nonostante

investimenti in arco di piano di 700 milioni di euro. 3. il raggiungimento di un cost/income (al netto dell’effetto della PPA) del 56,7% al 2013 e del 48,2% al 2015. 4. un mix di capitale di alto livello: Common Equity ratio all’8,2% al 2013 e all’8,9% al 2015. 5. il mantenimento di un basso profilo di rischio. 6. il rafforzamento dell’equilibrio strutturale attraverso una crescita degli impieghi coerente con la crescita della raccolta: impieghi/raccolta diretta al 100% nel 2013 e al 96% nel 2015.

Il pay out sarà maggiore del 50% dell’utile di ogni esercizio, con la cedola prevista costantemente in crescita, per un cumulo dividendi nell’arco del piano superiore all’ammontare dell’aumento di capitale. Il piano consente una riduzione netta dell’organico di circa 1.000 persone, di cui 800 aggiuntive a quelle già previste per il 2011.

Il Piano si basa sulle seguenti linee guida, volte a massimizzare la qualità nelle sue varie declinazioni:

  • Ottimizzazione della struttura patrimoniale
  • Rafforzamento dell’equilibrio strutturale
  • Innovazione del modello distributivo
  • Ridefinizione del ruolo delle Società Prodotto in ottica di:

v  specializzazione e complementarietà con l’offerta delle Banche Rete;

v  riorientamento delle reti terze sull’acquisizione di nuova clientela da indirizzare sulle Banche Rete per incrementarne la fidelizzazione ed il tasso di cross-selling;

v  ottimizzazione del loro assetto patrimoniale e della loro struttura finanziaria.

  • Mantenimento dell’attuale livello dei costi pur in presenza di significativi investimenti
  • Consolidamento del basso profilo di rischio
  • Rafforzamento della già solida politica dei dividendi

Lo stesso Piano è stato approvato per raggiungere i seguenti obiettivi:

  • Obiettivi finanziari:

–          un ritorno veloce ad una redditività coerente con il costo del capitale

v   ROTE 2013: 10,0%

v   ROTE 2015: 14,9%

–          il mantenimento di un’elevata solidità patrimoniale

v   Common Equity ratio 2013: 8,2% (Basel 3, fully phased)

v   Common Equity ratio 2015: 8,9% (Basel 3, fully phased)

–          il rafforzamento dell’equilibrio strutturale

 Impieghi/Raccolta Diretta1 2013: 100%, 2015: 96%

 Posizione interbancaria netta a tendere sostanzialmente pareggiata

  • Il Piano Industriale si propone inoltre:

–          il rafforzamento della Customer Satisfaction

–          il rafforzamento della diffusione dell’identità di Gruppo tra i dipendenti

–          il consolidamento della percezione da parte dei clienti, del personale, degli investitori e del Territorio nel suo insieme, di UBI Banca = Banca di Qualità

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UBI, l’amministratore delegato Vittorio Massiah presenta il piano industriale 2011-2013/2015 ultima modifica: 2011-05-18T14:56:55+00:00 da Flavio Meloni

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