Umberto Filotto, Assofin: “Si può reintrodurre la segnalazione solo se si riqualifica la figura del mediatore creditizio”

 

Filotto, AssofinLa direttiva europea n. 17 del 4 febbraio 2014 sul credito ipotecario che entrerà in vigore il 21 marzo porterà profonde modifiche e, soprattutto, regole comuni nel settore dei mutui e dei contratti immobiliari. L’obiettivo della direttiva è quello di arginare le pratiche scorrette ed ingannevoli che si sono diffuse negli ultimi anni che hanno condotto ad una profonda crisi del sistema immobiliare e garantire una soglia minima di tutela e trasparenza, attraverso l’eliminazione delle differenze regolamentari che creano ostacoli, riducono la concorrenza e le possibilità di scelta sul mercato e fanno aumentare il costo dell’erogazione di crediti. Ma la direttiva sta facendo parlare di se soprattutto perché porta con se la reintroduzione dell’istituto della segnalazione. Negli ultimi mesi, diverse associazioni di categoria sono intervenute sul tema segnalando situazioni di possibile criticità e intravedendo ulteriori difficoltà con le quali il mercato del credito dovrà confrontarsi nel prossimo futuro. Ne parliamo con Umberto Filotto, segretario generale Assofin, associazione italiana del credito al consumo e immobiliare.

La reintroduzione della segnalazione è una previsione della direttiva 2014/17/UE del Parlamento europeo. Potrà piacere o meno, ma in base all’attuale iter normativo non ci sono molti spazi di interpretazione, sarà reintrodotta perché è contemplata nel testo della norma comunitaria – spiega Filotto -. Partendo da questo presupposto, sarebbe auspicabile riqualificare la figura del mediatore creditizio che oggi, formalmente, può fare davvero poco. Secondo Assofin sarebbe opportuno che tutta una serie di atti materiali potessero essere compiuti direttamente e legittimamente dal mediatore. Questo gli conferirebbe una dignità operativa che lo differenzierebbe rispetto alla figura del segnalatore. Il mediatore dovrebbe poter seguire tutta la fase istruttoria della pratica, ad eccezione della fase deliberativa che chiaramente spetta al soggetto che eroga i fondi. Ma tutto quello che precede questo momento potrebbe essere istruito dal soggetto legittimamente abilitato, ossia il mediatore”.

Secondo Assofin dunque, tutto ciò che costituisce l’elemento materiale istruttorio della pratica dovrebbe poter essere svolto dal mediatore. “Teoricamente oggi l’attività del mediatore dovrebbe limitarsi a quello che di fatto finisce per essere la segnalazione. Se il mediatore non viene professionalmente riqualificato e si reintroduce il segnalatore allora si rischia di fare fatica a capire quale sia la differenza tra le due figure. Se invece si prevede che il mediatore possa coprire professionalmente una parte più ampia del processo allora ci sarebbe una connotazione completamente diversa. Al momento, dal punto di vista operativo non si sa bene cosa accadrà anche perché l’inquadramento giuridico della figura del segnalatore è ancora in discussione. In ogni caso, il veicolo che attualmente è utilizzato per il recepimento parla di mutui e non sembrano esserci i presupposti per riferirlo ad altri prodotti finanziari”.

Umberto Filotto, Assofin: “Si può reintrodurre la segnalazione solo se si riqualifica la figura del mediatore creditizio” ultima modifica: 2016-02-25T13:57:11+00:00 da Valentina Petracca

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