Unicredit, nel 2015 utile netto a 1,7 miliardi

Unicredit LogoIl consiglio di amministrazione di Unicredit ha approvato i risultati del IV trimestre 2015 e dell’esercizio 2015.

L’utile netto di gruppo, si legge in una nota, raggiunge 1,7 miliardi nell’esercizio 2015, pari a oltre 2,2 miliardi, escludendo componenti non ricorrenti per circa 540 milioni legate principalmente agli oneri di ristrutturazione relativi al Piano Strategico, all’accordo sulla cessione di Ukrsotsbank, ai contributi straordinari per i nuovi oneri per rischio sistemico in Italia e in Polonia e a maggiori accantonamenti su crediti denominati in franchi svizzeri (CHF) in Croazia. Il RoTE è al 4,1% nell’esercizio 2015 (5,4% escludendo le componenti non ricorrenti).

Il CET1 ratio fully loaded pro-forma migliora a 10,94% con una significativa generazione di capitale di 92pb a/a. Il CET1 ratio transitional pro-forma raggiunge 10,73% (+32pb a/a), il Tier 1 ratio transitional pro-forma si attesta a 11,64% e il Total Capital ratio transitional pro-forma a 14,36%. Il Leverage ratio Basel 3 transitional pro-forma è pari a 4,69% e il fully loaded pro-forma a 4,53%.

La qualità dell’attivo di Gruppo continua a migliorare nel 4trim15, con i crediti deteriorati lordi in ulteriore calo a €79,8 mld (-1,2% trim/trim, -5,5% a/a) con un solido coverage ratio al 51,2% (pari al 52,5% escludendo le cessioni di crediti deteriorati del 2015). Le sofferenze lorde sono sostanzialmente stabili trim/trim a €51,1 mld, grazie principalmente alle cessioni di portafogli, con un coverage ratio del 61,0% (pari al 62,2% escludendo le cessioni di crediti deteriorati del 2015). Il rapporto Sofferenze Nette/Crediti Totali Netti è pari a 4,2% nel 4trim15 [6]. Gli altri crediti deteriorati lordi sono in ulteriore calo del 4,7% trim/trim e dell’11,0% a/a, principalmente per via dei minori flussi in entrata dai crediti in bonis. In Italia, la qualità dell’attivo continua a registrare progressi, con un trend dei crediti deteriorati di UniCredit S.p.A. decisamente migliore rispetto a quello del settore bancario italiano (campione ABI [7]) a fine dicembre 2015 e con il più alto coverage ratio dei crediti deteriorati lordi pari al 50,9% (al 52,5% escludendo le cessioni di crediti deteriorati del 2015).

La Core Bank registra un utile netto di €894 mln nel 4trim15 (escluse componenti straordinarie per circa €254 mln) e di oltre €3,7 mld nell’esercizio 2015 (escluse componenti straordinarie per circa €492 mln). Positivo l’andamento dei ricavi (+5,9% trim/trim, +0,6% FY/FY) grazie alla buona crescita delle commissioni (+3,2% trim/trim, +4,7% FY/FY). Le Attività Finanziarie Investite (AFI) [8] salgono a €916 mld grazie all’ottimo incremento della raccolta netta (+€31,8 mld o +28,0% FY/FY) sostenuto dai prodotti di risparmio gestito (AuM) e dai depositi.

Eccellente il livello del nuovo credito erogato, grazie al forte aumento del credito a medio e lungo termine per oltre €50 mld nell’esercizio 2015, sostenuto dai mutui sia al segmento corporate sia alle famiglie.

In occasione dell’Assemblea annuale degli azionisti, il Consiglio di Amministrazione di UniCredit proporrà per l’esercizio finanziario 2015 il pagamento di un dividendo da riserve di utili di 12 €cent per azione ordinaria e di risparmio, mediante attribuzione di azioni di nuova emissione oppure, su specifica richiesta degli azionisti, mediante versamento in contanti (c.d. scrip dividend). La data di stacco del dividendo è stabilita per il 18 aprile 2016, la data di registrazione (“record date”) per il 19 aprile 2016 e la data di pagamento per il 3 maggio 2016. Termini e condizioni del pagamento dello scrip dividend saranno riportati nella Relazione degli Amministratori all’Assemblea dei Soci, che sarà resa disponibile al più tardi 30 giorni prima dell’Assemblea stessa, prevista per il 14 aprile 2016.

Si conferma la nostra capacità di generare capitale attraverso la gestione – ha dichiarato Federico Ghizzoni, amministratore delegato della Banca – Una crescita di oltre 90 punti base che ci consente di rafforzare in maniera significativa i coefficienti patrimoniali. Il CET 1 fully loaded pro-forma sfiora l’11% e supera già i requisiti che attualmente sono previsti per il 2018. UniCredit ha chiuso il 2015 con un utile di oltre €2,2 miliardi, escluse le componenti non ricorrenti che scontano già gran parte degli oneri di ristrutturazione legati al Piano Strategico, nonché alcune voci straordinarie come il contributo per il salvataggio di quattro banche in Italia. Questo è un risultato di grande valore considerato il contesto macroeconomico difficile a livello europeo, in particolare per il settore bancario. L’attuazione del nostro piano procede a ritmi sostenuti e in questi pochi mesi sono stati affrontati e risolti nodi importanti come l’Austria e l’Ucraina; stiamo inoltre lavorando al taglio dei costi con rapidità e determinazione. La qualità dei nostri crediti è in costante miglioramento, la situazione di quelli deteriorati e delle sofferenze è totalmente sotto controllo e assai gestibile per un gruppo di dimensione internazionale come il nostro che può vantare livelli di copertura molto elevati.”

Azioni del Piano Strategico realizzate nei primi 3 mesi

–       Ottima performance della rete commerciale Retail e Corporate, con oltre 32 mln di clienti nell’esercizio 2015 (+1 mln FY/FY) e quote di mercato crescenti nella maggior parte dei paesi.

–       Il contenimento dei costi è un pilastro importante del Piano Strategico. La riduzione negli FTE [9] è di circa 1.300 nel 4trim15 e di circa 3.500 nell’esercizio 2015, mentre le filiali scendono di 121 unità nel 4trim15 e di 582 nell’esercizio 2015.  In data 5 febbraio, UniCredit ha siglato un accordo con i sindacati per l’uscita di 2.700 FTE su base volontaria.

–       La semplificazione del Gruppo procede come da Piano, grazie all’accordo sulla cessione di Ukrsotsbank e al trasferimento delle controllate in CEE che procede di buon passo. Le sinergie interdivisionali tra CIB e le banche commerciali stanno dando ottimi risultati, con un aumento significativo delle quote di mercato per i prodotti di CIB.

–       La divisione CEE è ancora una volta uno dei principali contributori alla crescita dei ricavi e all’utile. Due clienti su tre hanno scelto UniCredit come banca partner in CEE.

–       Le commissioni di Gruppo sono in crescita per via dell’aumento delle AFI che sono aumentate più delle stime previste dal Piano Strategico.

–       Procede la trasformazione digitale. UniCredit ha stanziato c. €200 mln per investimenti in start-up finanziarie in tutto il mondo con la collaborazione del Gruppo Anthemis, società di venture capital e consulenza che si focalizza esclusivamente sul “fintech”. Tali investimenti strategici permetteranno di trasformare l’evoluzione fintech in un’opportunità, arricchendo la proposta commerciale del Gruppo e accelerando l’evoluzione digitale. UniCredit investirà in due veicoli dedicati:

  • un fondo azionario proprietario, focalizzato su start-up ben consolidate e su investimenti di follow-on, con un impegno di capitale pari a €175 mln, e
  • un veicolo che investe in start-up di nuova costituzione, nel quale UniCredit agirà come “anchor investor“, con un impegno di capitale pari a $25 mln.

–       UniCredit registra un netto miglioramento rispetto ai target patrimoniali, grazie alla generazione di capitale di 92pb nel 2015. Continua il miglioramento nella qualità dell’attivo.

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Unicredit, nel 2015 utile netto a 1,7 miliardi ultima modifica: 2016-02-10T12:27:03+00:00 da Redazione

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