Valerio Angeletti, presidente della Fimaa: “Lavoriamo affinché il 2014 sia il punto di partenza per un ritorno alla normalità”

Valerio Angeletti

“La ratio della riforma della disciplina della mediazione creditizia introdotta dal decreto legislativo 141 e dalle sue successive modifiche era quella di dar vita a figure professionali dotate di specifiche competenze e di determinati requisiti, rigidamente indicati dalle norme, in grado di operare nella filiera del credito. Partendo da questo presupposto, l’interpretazione restrittiva delle legge fornita dal ministero, che limita di fatto l’attività del mediatore alla raccolta delle firme dei clienti esclusivamente durante la fase pre-istruttoria della pratica di finanziamento del mutuo, senza contemplare la possibilità di autenticare tali richieste sui moduli di proposta contrattuale che le banche predispongono nella fase successiva, appare inaccettabile, proprio perché mortifica la loro professionalità e snatura il senso del loro lavoro”. Per Valerio Angeletti, presidente nazionale della Fimaa, Federazione italiana mediatori e agenti d’affari, la questione della raccolta delle firme della clientela da parte dei mediatori è troppo importante per poter essere liquidata tramite una semplice nota del ministero dell’Economia e delle Finanze. “A cosa servono, allora, la formazione che è loro richiesta e l’esperienza che accumulano durante lo svolgimento della loro attività?

Su questo punto siete inamovibili…

Certo. Riteniamo che il ministero debba fare un passo indietro e cancellare il divieto di raccolta delle firme imposto ai mediatori, visto che l’intento del decreto legislativo 141 era quello di favorire la qualificazione e la professionalizzazione del mediatori. Anche per questo la Fimaa si è sempre battuta per fare in modo che quella del collaboratore venisse riconosciuta come una figura professionale specifica della filiera del credito.

Ha ragione chi sostiene che la scelta del ministero finirà per alimentare l’abusivismo?

Quello dell’abusivismo è un problema che esiste da tempo e che certo non è stato originato dall’interpretazione restrittiva delle norme da parte del ministero. Certamente però se le persone non vedono riconosciuta la propria professionalità è lecito domandarsi che motivo abbiano di assoggettarsi a una serie di regole che nascono in teoria proprio per tutelare le loro competenze. Si aumentano oneri e gravami ma poi si restringono le possibilità di operare: è evidentemente un’incongruenza. Senza dubbio sarebbe auspicabile che il percorso di miglioramento della filiera della mediazione creditizia venisse portato avanti in uno spirito di collaborazione tra tutti i soggetti interessati. Serve ad esempio rimettere mano all’istituto della segnalazione, che noi abbiamo proposto di trasformare in una segnalazione strumentale, con il coinvolgimento degli operatori immobiliari, degli avvocati e dei commercialisti. Perché ciò sia possibile è però necessario elaborare un sistema di tracciatura di tutti i soggetti coinvolti.

Ha parlato di “percorso di miglioramento”. Negli ultimi anni, tuttavia, l’impressione che molti condividono è piuttosto quella di un peggioramento…

Quello che ci stiamo lasciando alle spalle è stato un anno particolarmente difficile, soprattutto per il settore dei mutui, che già veniva da un periodo non certo felice. In questo senso l’incertezza economica e la difficoltà delle banche di mantenere i livelli di erogazione raggiunti in passato non hanno certo aiutato.

L’anno prossimo andrà meglio?

Qualche sintomo, seppure leggerissimo, di ripresa è stato registrato, e questo dovrebbe aumentare i margini operativi dei mediatori. In questi anni inoltre le società hanno avuto modo di adattare le proprie strutture e il proprio modello di business alle nuove disposizione introdotte dal decreto 141. Questi due elementi ci fanno ben sperare. Gli anni passati hanno visto un peggioramento del quadro economico che ha coinvolto ogni tipo di settore e attività. Quello che ci attende non sarà certo l’anno della ripresa, ci auguriamo però che possa essere un punto di partenza per una graduale risalita verso una situazione di “normalità”.

Valerio Angeletti, presidente della Fimaa: “Lavoriamo affinché il 2014 sia il punto di partenza per un ritorno alla normalità” ultima modifica: 2013-12-02T15:06:26+00:00 da Paolo Tosatti

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