Vincenzo Barba, presidente Assoprofessional: “Siamo contrari alla segnalazione, ma se sarà reintrodotta che almeno sia severamente disciplinata”

Barba, AssoprofessionalSe la direttiva comunitaria 2014/17/UE dovesse reintrodurre una forma di segnalazione eccessivamente deregolamentata si rischierebbe di mettere a repentaglio l’attuale assetto organizzativo che le società di mediazione creditizia hanno faticosamente costruito in questi ultimi anni. Vincenzo Barba, presidente di Assoprofessional, associazione di categoria dei professionisti del credito quali mediatori creditizi, agenti in attività finanziaria e agenti operanti nei sistemi di pagamento, esprime notevole preoccupazione per gli scenari che potrebbero aprirsi qualora il legislatore italiano decidesse di aprire nuovamente il mercato del credito alla figura del “segnalatore” privo di requisiti.

Sarebbe certamente una cosa negativa dare ai segnalatori la possibilità di rientrare nel mercato – spiega Barba – e Assoprofessional è assolutamente contraria. Significherebbe fare un passo indietro e buttare per aria il lavoro fatto dal 2010 in poi, anno di entrata in vigore del decreto 141 che tanto pesantemente ha ridisegnato il comparto creditizio. Significherebbe ricreare uno scenario borderline incapace di offrire garanzie sia al consumatore che alla filiera distributiva”.

Assoprofessional è certa che un’eccessiva liberalizzazione della segnalazione danneggerà il mercato. Un mercato ancora provato dalle difficoltà che ha dovuto fronteggiare nel recente passato. Crisi economica molto pesante che ancora non è del tutto alle spalle ed esigenze di adeguamento ai dettami normativi introdotti con il D.Lgs 141/10 hanno costretto le società a fare numerosi sacrifici in termini di capitalizzazione, obblighi formativi, strutturazione dei controlli ecc. “Non vorremmo che tutti i nostri sforzi non fossero serviti a nulla e purtroppo il rischio c’è – sottolinea il numero uno di Assoprofessional -.  D’altro canto, però è necessario fare i conti con la realtà. La figura del segnalatore non è mai uscita dal mercato ma ha sempre continuato a operare nel sottobosco ed è oggi un fenomeno fuori controllo, del quale è probabilmente difficile comprendere le reali dimensioni. Quindi, se proprio il legislatore deciderà di reintrodurre la segnalazione, ci auguriamo che almeno la disciplini severamente e proponga delle regole che non affossino ulteriormente il business delle società del credito e il lavoro dei loro collaboratori. Ricordiamo che anche il D.Lgs 141/10 fu introdotto per disciplinare un mercato che non aveva regole, dove il mediatore faceva l’agente e l’agente faceva il mediatore, dove non erano richiesti particolari requisiti per svolgere la professione, nessun tipo di formazione né requisiti patrimoniali. Tutto ciò andava a discapito del consumatore e alterava le dinamiche del mercato, che doveva fare i conti con pratiche tanto scorrette quanto diffuse. La direttiva sembra paventare uno scenario molto simile. Quindi, ferma restando la nostra contrarietà, se proprio bisogna aprire nuovamente alla segnalazione che almeno la si regolamenti adeguatamente e rigorosamente”.

Barba è convinto che il legislatore non potrà non tener conto delle preoccupazioni che il mercato sta manifestando e dello stato di allerta che si è venuto a creare: “Le nostre ansie hanno una loro ragion d’essere e, in fase di recepimento della direttiva 2014/17/UE, il legislatore dovrebbe tenerlo in buona considerazione. Bisogna sottolineare, infatti, che tale direttiva non è di massima ma di minima armonizzazione: ciò significa che lo Stato italiano, se volesse, potrebbe non recepire totalmente quanto previsto laddove la normativa nazionale sia maggiormente tutelante rispetto a quella dell’Unione”, ha concluso il presidente di Assoprofessional.

Vincenzo Barba, presidente Assoprofessional: “Siamo contrari alla segnalazione, ma se sarà reintrodotta che almeno sia severamente disciplinata” ultima modifica: 2016-01-20T17:34:54+00:00 da Valentina Petracca

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