Prestiti, Banca d’Italia: in Umbria calo del 2,7% nei primi otto mesi dell’anno

Banca Italia LogoNel primo semestre dell’anno è proseguito il calo dei finanziamenti all’economia umbra, in particolare nel settore delle imprese. Il prolungarsi della recessione si è riflesso sulla domanda di prestiti, la cui debolezza si è accentuata. A tale situazione si è associato un orientamento dell’offerta ancora improntato alla cautela per l’elevato rischio di credito. La qualità dei finanziamenti è ulteriormente peggiorata, soprattutto per le imprese delle costruzioni e dei servizi. I depositi detenuti dalla clientela residente sono ancora cresciuti, seppure a un ritmo inferiore rispetto agli anni precedenti. È quanto emerge dal bollettino della Banca d’Italia relativo all’economia dell’Umbria.

Secondo l’analisi nel primo semestre del 2014 i prestiti bancari alla clientela residente in regione hanno continuato a diminuire (-2,7 per cento su base annua, -2,8 in dicembre), risentendo della debolezza dell’attività economica e di condizioni di offerta ancora improntate a cautela, in particolare nei confronti delle imprese. La diminuzione dei finanziamenti a queste ultime si è lievemente intensificata, passando dal -3,4 per cento dello scorso dicembre al -3,6 di giugno. Il calo dei prestiti alle famiglie consumatrici si è invece attenuato (-0,4 per cento, dal -1,3). La dinamica negativa dell’insieme dei prestiti, più pronunciata di quella nazionale, è stata più intensa per i primi cinque gruppi bancari. Nel corso dei mesi estivi, secondo dati provvisori, gli andamenti sarebbero rimasti sostanzialmente inalterati.

Il credito alle imprese

Considerando i prestiti erogati sia dalle banche sia dalle società finanziarie, in giugno il credito al settore produttivo regionale è diminuito del 3,7 per cento su base annua (-2,9 in dicembre). La contrazione ha riguardato tutti i principali comparti di attività economica e le diverse forme tecniche. In particolare hanno continuato a calare in misura significativa gli anticipi su crediti commerciali (-11,3 per cento), in conseguenza del minore volume di affari delle aziende. Le operazioni a scadenza protratta si sono ridotte del 7,9 per cento, riflettendo la debole dinamica degli investimenti in capitale fisso. La flessione è stata maggiore per le imprese dei servizi (-5,0 per cento), in particolare per quelle commerciali che risentono del difficile quadro congiunturale. Nell’ambito delle attività manifatturiere, si è accentuata la diminuzione dei prestiti alle imprese siderurgiche, mentre hanno ripreso a crescere i finanziamenti ai comparti dei mezzi di trasporto e del tessile-abbigliamento. Secondo le indicazioni tratte dalla rilevazione della Banca d’Italia presso i principali intermediari che operano in Umbria (Regional Bank Lending Survey, RBLS), nel primo semestre del 2014 si è accentuata la debolezza della domanda di prestiti da parte delle imprese (fig. 5a); le indicazioni per il secondo semestre non fanno presagire un’inversione di tendenza. Le richieste di finanziamenti sono state dirette prevalentemente a soddisfare il fabbisogno di circolante e la necessità di ristrutturazione del debito esistente. Dal lato dell’offerta l’orientamento è ancora cauto, soprattutto nei confronti delle imprese delle costruzioni, anche se il processo di irrigidimento delle condizioni di accesso al credito si è pressoché arrestato. La selettività degli intermediari ha continuato a manifestarsi principalmente nell’applicazione di spread più elevati nei confronti delle posizioni più rischiose. Per oltre la metà delle aziende intervistate dalla Banca d’Italia, nei primi sei mesi dell’anno le condizioni complessive di indebitamento sono rimaste nel complesso stazionarie; fra le restanti, prevalgono i giudizi di peggioramento. Le imprese hanno indicato un aumento dei costi accessori, a fronte di una riduzione dei tassi di interesse. Sulla base dei dati segnalati dagli intermediari, nel primo semestre i tassi applicati sui prestiti a medio e lungo termine per il complesso delle imprese sono calati di 55 punti base, al 4,62 per cento. Quelli sui finanziamenti a breve sono invece rimasti sostanzialmente stabili al 7,56 per cento, anche per via dell’ulteriore aumento registrato nel settore delle costruzioni (13 punti base, al 9,41 per cento).

Il credito alle famiglie

I finanziamenti erogati dal complesso degli intermediari bancari e finanziari alle famiglie consumatrici umbre sono diminuiti, anche se a un ritmo meno intenso rispetto alla fine del 2013 (-0,8 per cento in giugno; -1,5 lo scorso dicembre; tav. a11). Il credito al consumo ha registrato una flessione dell’1,8 per cento (dal -2,8 di dicembre), concentrata nel comparto delle società finanziarie. I prestiti per l’acquisto di abitazioni si sono ridotti dello 0,6 per cento (-0,7 in dicembre); dopo il forte calo registrato nel biennio precedente, nel primo semestre dell’anno le nuove erogazioni di mutui sono aumentate del 6,9 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2013. I risultati della RBLS indicano per le famiglie una domanda di prestiti in ripresa, in particolare nella componente destinata all’acquisto di abitazioni. Vi ha contribuito un allentamento dei criteri di offerta, che si è tradotto soprattutto in un miglioramento delle condizioni applicate. Secondo la rilevazione sui tassi di interesse, il costo dei finanziamenti per l’acquisto di abitazioni è sceso al 3,75 per cento (dal 3,98 di dicembre).

Leggi il bollettino della Banca d’Italia

 

 

Prestiti, Banca d’Italia: in Umbria calo del 2,7% nei primi otto mesi dell’anno ultima modifica: 2014-11-07T17:16:34+00:00 da Redazione

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