Intesa Sanpaolo, utile netto a 1.064 miliardi nel primo trimestre 2015

Intesa SanpaoloIl primo trimestre dell’anno si è chiuso per Intesa Sanpaolo con un utile netto di 1.064 miliardi di euro, raddoppiato rispetto a un anno prima, grazie soprattutto al balzo del risultato dell’attività di negoziazione, e conferma la promessa, contenuta nel piano d’impresa, di distribuire 2 miliardi di dividendi cash nel 2015.

Si tratta del risultato netto più elevato dal primo trimestre 2009, spiega una nota. Le attese raccolte da Reuters indicavano un utile netto di 658 milioni

Il Gruppo nel primo trimestre del 2015 ha registrato un forte miglioramento della redditività – superiore agli obiettivi del Piano di Impresa 2014-2017 – nonostante il permanere di un contesto di mercato difficile, confermando la solidità dello stato patrimoniale:

●    utile netto pari a oltre il 50% dei dividendi annunciati per l’esercizio 2015: salito a 1.064 milioni di euro, il dato trimestrale più elevato dal primo trimestre 2009, rispetto ai 48 milioni del quarto trimestre 2014 e ai 503 milioni del primo trimestre 2014;

●    utile ante imposte in forte crescita a 1.785 milioni di euro, il dato trimestrale più elevato dal secondo trimestre 2008, rispetto a 374 milioni del quarto trimestre 2014 a 953 milioni del primo trimestre 2014;

●    risultato della gestione operativa in significativo aumento: a 2.647 milioni di euro, il dato trimestrale più elevato dal secondo trimestre 2007, +48,6% rispetto al quarto trimestre 2014 e +30,9% rispetto al primo trimestre 2014;

●    risultato ante imposte positivo e in crescita per tutte le business unit, con un apporto nel primo trimestre 2015 di 723 milioni di euro daWealth Management (+42,6% rispetto al primo trimestre 2014), derivanti per 285 milioni da Private Banking (+34,4%), 128 milioni da Asset Management (+75,3%) e 310 milioni da Insurance (+39,6%), di 594 milioni da Banca dei Territori (+5,1%), 685 milioni da Corporate e Investment Banking (+8,7%) e 166 milioni da Banche Estere (+11,4%);

●    forte crescita dell’ammontare di risparmio gestito: aumento di circa 22 miliardi di euro nel primo trimestre 2015, con circa 14 miliardi di raccolta netta, di cui circa 4 miliardi convertiti da raccolta amministrata; aumento di circa 65 miliardi da fine 2013, con circa 45 miliardi di raccolta netta, di cui circa 23 miliardi convertiti da raccolta amministrata;

●    supporto all’economia reale: circa 9 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine nel primo trimestre 2015, con circa 8 miliardi in Italia di cui oltre 6 miliardi erogati a famiglie e piccole e medie imprese, che risultano in crescita di oltre il 40% rispetto al primo trimestre 2014; 3.500 aziende italiane riportate in bonis da posizioni di credito deteriorato nel trimestre, che si aggiungono alle 9.000 dell’intero 2014;

●    sostenuta dinamica delle commissioni nette: 1.812 milioni nel primo trimestre 2015, in linea con il quarto trimestre 2014 e +14,7%rispetto al primo trimestre 2014, la crescita su base annua più elevata dalla nascita di Intesa Sanpaolo;

●    elevata efficienza, con un cost/income al 44,3% nel primo trimestre 2015, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee;

●    costante controllo degli oneri operativi: -10,2% rispetto al quarto trimestre 2014 e +1% rispetto al primo trimestre 2014;

●    miglioramento nel trend del credito, con flussi di nuovi crediti deteriorati provenienti da crediti in bonis che registrano il valore trimestrale più basso dal primo trimestre 2011: flussi netti a 1,2 miliardi di euro nel primo trimestre 2015, rispetto a 2,5 miliardi del quarto trimestre 2014 (-52%) e a 1,5 miliardi del primo trimestre 2014 (-21%); flussi lordi a 2,3 miliardi di euro, rispetto a 3,3 miliardi del quarto trimestre 2014 (-32%) e a 2,8 miliardi del primo trimestre 2014 (-20%);

●    diminuzione degli accantonamenti che riflette il miglioramento del trend del credito:
–     il valore trimestrale più basso dal terzo trimestre 2011 per gli stanziamenti a fronte dei rischi creditizi, pari a 755 milioni di euro nel primo trimestre 2015, in diminuzione del 27% rispetto ai 1.034 milioni del quarto trimestre 2014 e del 29,9% rispetto ai 1.077 milioni del primo trimestre 2014,
–    un livello di copertura specifica dei crediti deteriorati salito al 47% a fine marzo 2015, rispetto al 46,8% di fine 2014 (media dei concorrenti italiani: 40% nel quarto trimestre 2014), con una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze al 62,7% a fine marzo 2015, analoga a quella di fine 2014,
–    un livello di copertura complessiva dei crediti deteriorati, considerando le garanzie reali, pari al 136% a fine marzo 2015 (al 146% considerando anche le garanzie personali), con una copertura complessiva della componente costituita dalle sofferenze pari al 138% (al146% considerando anche le garanzie personali),
–    un robusto buffer di riserva sui crediti in bonis, pari allo 0,8% a fine marzo 2015, in linea con fine 2014;

●    patrimonializzazione molto solida, con coefficienti patrimoniali su livelli largamente superiori ai requisiti normativi. Al 31 marzo 2015, tenendo conto dei dividendi maturati nel trimestre, il Common Equity ratio pro-forma a regime è risultato pari al 13,2%, livello top tra le maggiori banche europee, e il Common Equity ratio secondo i criteri transitori in vigore per il 2015 al 13,2%;

●    elevata liquidità e forte capacità di funding: attività liquide per 110 miliardi di euro ed elevata disponibilità di attivi stanziabili presso le Banche Centrali, corrispondenti a una liquidità di 58 miliardi, a fine marzo 2015; rispettati già oggi i requisiti di liquidità Liquidity Coverage Ratio e Net Stable Funding Ratio di Basilea 3, in largo anticipo sulla data prevista per l’entrata in vigore a regime (2018); operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding: nel primo trimestre del 2015 mediamente in essere 14,8 miliardi di euro (7,1 miliardi mediamente in essere nel 2014), costituite per 13,5 miliardi dall’operazione TLTRO con scadenza quadriennale (cui il Gruppo ha partecipato per 12,6 miliardi nell’ultimo quadrimestre del 2014 e per 10 miliardi a fine marzo 2015) e per 1,3 miliardi da operazioni standard di mercato aperto con scadenza a una settimana;

●    molteplici iniziative del Piano di Impresa in corso, con un forte coinvolgimento delle persone:
•    New Growth Bank:
–    Banca 5®:
▫    introdotto il modello di business “specializzato” di Banca 5® in oltre 2.200 filiali, con oltre 3.000 gestori dedicati e ricavi per cliente già aumentati da 70 a 90 euro;

▫    in corso di implementazione “Intesa Sanpaolo Casa”, dedicata alla mediazione e intermediazione immobiliare, con l’apertura di 20 agenzie immobiliari entro il  2015 nelle città più importanti;
–    Banca multicanale:
▫ nuovi processi multicanale testati con successo e clienti multicanale aumentati di circa 600 mila dal 2014 a 5 milioni (la prima banca multicanale in Italia, con circa l’ 80% dei prodotti disponibili tramite la piattaforma multicanale);
–    Private Banking:
▫ completata la costituzione del centro di competenza dedicato ai clienti High Net Worth e lanciate iniziative dedicate ai clienti High Net Worth;
▫    condivisione della best practice come leva per accrescere la redditività (ad esempio, affinamento della segmentazione della clientela, lancio di nuovi prodotti assicurativi dedicati alla clientela di Intesa Sanpaolo Private Banking);
▫    espansione internazionale organica, con la prossima apertura di una filiale di Private Banking a Londra e il rafforzamento di Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse);
– Asset Management:
▫    nuova gamma di prodotti introdotti nell’offerta della Divisione Private Banking (ad esempio Prodotti “best expertise”);
– Insurance:
▫    integrazione di Intesa Sanpaolo Previdenza in Intesa Sanpaolo Vita;
▫    lancio di una nuova offerta distintiva nel ramo danni di prodotti abitazione e auto;
▫    lancio di un nuovo prodotto multiramo (polizza con componente tradizionale e unit link);
–    Banca a 360° per le imprese:
▫    in corso di implementazione a livello di Gruppo la nuova strategia per il Transaction Banking e iniziative commerciali;
▫    sviluppati il nuovo modello commerciale e l’offerta di prodotti del Polo della Finanza di Impresa (nuovo Mediocredito Italiano);
•    Core Growth Bank:
–    cattura del potenziale reddituale inespresso:
▫    in corso di realizzazione il progetto “evoluzione del servizio di cassa”: già circa 1.240 filiali con il servizio di cassa che chiude alle ore 13e circa 130 filiali dedicate esclusivamente alla consulenza;
▫    nuovo portale di e-commerce, pronto per cogliere pienamente il potenziale di attività di EXPO 2015;
▫    introdotto il nuovo modello di servizio nella Divisione Banca dei Territori, con la costituzione di tre catene del valore commerciali, la creazione di circa 1.200 nuovi ruoli manageriali e l’innovazione del modello di servizio per le imprese;
▫    definito il nuovo layout di filiale retail;
▫    pienamente operativo il modello Asset Light della Divisione Corporate e Investment Banking, con benefici in termini di cross selling;
▫    in corso nella Divisione Corporate e Investment Banking il programma di eccellenza commerciale, a partire dal segmento Corporate e Public Finance;
▫    riorganizzazione della Divisione Corporate e Investment Banking per presidiare i principali clienti internazionali;
▫    avviati la nuova segmentazione e il nuovo modello di servizio per i clienti affluent della Divisione Banche Estere;
▫    in corso di implementazione la strategia internazionale di Banca IMI, focalizzata su prodotti-chiave selezionati;
–    governo continuo dei costi:
▫    prosegue la semplificazione del presidio territoriale: con ulteriori 46 filiali chiuse nel primo trimestre del 2015, per un totale di circa 320 dal 2014;
▫    semplificazione delle entità giuridiche: già realizzate la riduzione – nell’attività di leasing, factoring, credito specialistico e consulenza –  da 7 fabbriche di prodotto a una sola (nuovo Mediocredito Italiano) e 4 fusioni di banche regionali nella Capogruppo;
–    gestione dinamica del credito e dei rischi:
▫    attivata la filiera dedicata alla gestione proattiva del credito: pienamente operativa per la Divisione Banca dei Territori e la Divisione Corporate e Investment Banking, con circa 500 specialisti dedicati; lancio in Paesi pilota per la Divisione Banche Estere;
▫ operativa la gestione integrata dei crediti incagliati;
•    Capital Light Bank:
–    piena operatività, con 630 persone dedicate e circa 4,7 miliardi di euro di riduzione degli attivi non strategici già conseguiti;
–    nuovo sistema di performance management pienamente operativo su ciascuna asset class;
–    Re.O.Co. (Real Estate Owned Company) pienamente operativa, con un impatto positivo per il Gruppo stimato in circa 15 milioni di euro dal 2014;
•    persone e investimenti come fattori abilitanti:
–    circa 3.600 persone già riconvertite su iniziative prioritarie;
–    attuato il Piano di Investimento destinato ai dipendenti del Gruppo,  con il più alto numero di partecipanti nella storia del Gruppo;
–    aumento del grado di soddisfazione delle persone del Gruppo, cresciuto di 23 punti percentuali rispetto al 2013;
–    in corso di realizzazione il programma “Big Financial Data” per la gestione integrata dei dati commerciali e finanziari;
–    pienamente operativo il Chief Innovation Officer;
–    pienamente operativo il “Centro per l’Innovazione”, per la formazione e lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e della “filiale ideale”, presso la nuova Torre Intesa Sanpaolo a Torino
–    lanciato un programma di digitalizzazione su larga scala per accrescere l’efficienza e il livello di servizio nei processi operativi prioritari.

I risultati di conto economico del primo trimestre 2015

Il conto economico consolidato del primo trimestre 2015 registra proventi operativi netti pari a 4.753 milioni di euro, in aumento del 15,2% rispetto ai 4.127 milioni del quarto trimestre 2014 e del 15,7% rispetto ai 4.108 milioni del primo trimestre 2014.

In quest’ambito, nel primo trimestre 2015 gli interessi netti ammontano a 1.973 milioni, in diminuzione del 4,2% rispetto ai 2.060 milioni del quarto trimestre 2014 e del 6% rispetto ai 2.100 milioni del primo trimestre 2014.

Le commissioni nette sono pari a 1.812 milioni di euro, invariate rispetto al quarto trimestre 2014. In dettaglio, si registra una diminuzione del 5,3% delle commissioni da attività bancaria commerciale e un aumento dell’ 8,1% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,…), nel cui ambito la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli sale del 45,7%, quella relativa al risparmio gestito cresce del 4,3% (comprendente commissioni di performance per circa 30 milioni di euro nel primo trimestre 2015 – registrate su base annuale sui fondi “a finestra” – e per circa 100 milioni nel quarto trimestre 2014) e quella relativa ai prodotti assicurativi flette dell’ 1,1%. Le commissioni nette del primo trimestre 2015 sono in aumento del 14,7% rispetto ai 1.580 milioni del primo trimestre 2014. In dettaglio, le commissioni da attività bancaria commerciale risultano invariate, mentre si registra una crescita del 30,7% per quelle da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito l’apporto da risparmio gestito sale del 50,9%, quello da prodotti assicurativi aumenta del 16,7%, e quello da intermediazione e collocamento di titoli cresce dello 0,7%.

Il risultato dell’attività di negoziazione è pari a 602 milioni di euro rispetto agli 81 milioni del quarto trimestre 2014, con la componente relativa alla clientela che aumenta a 157 milioni da 40 milioni, quella di capital markets e attività finanziarie AFS che cresce a 88 milioni da 34 milioni, quella dell’attività di trading e tesoreria che sale a 358 milioni da 3 milioni e quella dei prodotti strutturati di credito che registra un saldo negativo di 2 milioni rispetto a uno positivo di 4 milioni. Il risultato dell’attività di negoziazione di 602 milioni del primo trimestre 2015 si confronta con i 151 milioni del primo trimestre 2014, trimestre in cui l’apporto della componente relativa alla clientela era stato di 62 milioni, quello della componente di capital markets e attività finanziarie AFS di 42 milioni, quello dell’attività di trading e tesoreria di 37 milioni e quello dei prodotti strutturati di credito di 10 milioni. Senza la riclassificazione IAS – effettuata in anni passati – di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione a finanziamenti e crediti e ad attività finanziarie disponibili per la vendita, si sarebbe registrato un impatto negativo ante imposte sul risultato dell’attività di negoziazione del primo trimestre 2015 pari a 2 milioni.

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 343 milioni di euro, rispetto ai 186 milioni del quarto trimestre 2014 e ai 255 milioni del primo trimestre 2014.

Gli oneri operativi ammontano a 2.106 milioni di euro, con un calo del 10,2% rispetto ai 2.346 milioni del quarto trimestre 2014, che risentivano della stagionalità di fine anno, a seguito di una diminuzione del 4,1% per le spese del personale, del 21% per le spese amministrative e dell’ 8% per gli ammortamenti; gli oneri operativi del primo trimestre 2015 risultano in crescita dell’ 1% rispetto ai 2.086 milioni del corrispondente trimestre 2014, a seguito di un aumento dell’ 1,9% per le spese del personale e del 6,1% per gli ammortamenti  e di una diminuzione del 2,2% per le spese amministrative.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 2.647 milioni di euro, in aumento del 48,6% rispetto ai 1.781 milioni del quarto trimestre 2014 e del 30,9% rispetto ai 2.022 milioni del primo trimestre 2014, con un cost/income ratio nel primo trimestre 2015 al 44,3%, rispetto al 56,8% del quarto trimestre 2014 e al 50,8% del primo trimestre 2014.

Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette (accantonamenti per rischi e oneri, rettifiche su crediti e rettifiche su altre attività) è pari a 890 milioni di euro, rispetto ai 1.412 milioni del quarto trimestre 2014 e ai 1.144 milioni del primo trimestre 2014. Gli accantonamenti per rischi e oneri ammontano a 126 milioni (comprendenti circa 75 milioni di oneri relativi al fondo di risoluzione europeo stimati per l’intero 2015), rispetto ai 294 milioni del quarto trimestre 2014 (comprendenti circa 160 milioni derivanti dalla normativa in Ungheria, in merito ai rimborsi alla clientela, riguardante il locale sistema bancario e quindi anche la controllata del Gruppo nel Paese, CIB Bank ) e ai 55 milioni del primo trimestre 2014; le rettifiche nette su crediti sono pari a 755 milioni, rispetto ai 1.034 milioni del quarto trimestre 2014 e ai 1.077 milioni del primo trimestre 2014; le rettifiche nette su altre attività sono pari a 9 milioni, rispetto agli 84 milioni del quarto trimestre 2014 e ai 12 milioni del primo trimestre 2014.

La voce utili/perdite su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti registra un saldo positivo di 28 milioni di euro, rispetto ai 5 milioni del quarto trimestre 2014 e ai 75 milioni del primo trimestre 2014.

Il risultato corrente al lordo delle imposte è pari a 1.785 milioni di euro, rispetto ai 374 milioni del quarto trimestre 2014 e ai 953 milioni del primo trimestre 2014.

Il risultato netto consolidato è pari a 1.064 milioni di euro, rispetto ai 48 milioni del quarto trimestre 2014 e ai 503 milioni del primo trimestre 2014, dopo la contabilizzazione di:
–    imposte per 647 milioni di euro;
–    oneri di integrazione e di incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 6 milioni;
–    oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione (al netto delle imposte) per 26 milioni;
–    perdite delle attività non correnti in via di dismissione (al netto delle imposte) per 19 milioni;
–    una quota di utili di pertinenza di terzi per 23 milioni.

Lo stato patrimoniale al 31 marzo 2015

Per quanto riguarda lo stato patrimoniale consolidato, al 31 marzo 2015 i crediti verso la clientela sono pari a 346 miliardi di euro, in aumento del 2,1% rispetto al 31 dicembre 2014 e al 31 marzo 2014 (in crescita dello 0,2% rispetto al quarto trimestre 2014 e in flessione del 2,5% rispetto al primo trimestre 2014 se si considerano i volumi medi trimestrali anziché quelli di fine periodo). Il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, incagliati, ristrutturati e scaduti/sconfinanti) ammonta – al netto delle rettifiche di valore – a 33.629 milioni di euro, in aumento dello 0,5% rispetto ai 33.461 milioni del 31 dicembre 2014. In quest’ambito, i crediti in sofferenza crescono a 14.413 milioni di euro rispetto ai 14.178 milioni del 31 dicembre 2014, con un’incidenza sui crediti complessivi pari al 4,2% (invariata rispetto al 31 dicembre 2014) e un grado di copertura del 62,7% (invariato rispetto a fine 2014). Considerando, oltre alle rettifiche specifiche, anche il valore delle garanzierelative alle sofferenze, il grado di copertura complessivo delle stesse è pari al 138% includendo le garanzie reali e al 146% includendo anche le garanzie personali. Gli incagli rimangono invariati a 15.485 milioni di euro rispetto a dicembre 2014, i ristrutturati diminuiscono a 2.536 milioni da 2.546 milioni di fine 2014 e i crediti scaduti/sconfinanti scendono a 1.195 milioni di euro da 1.252 milioni di fine 2014.

Le attività finanziarie della clientela risultano pari a 867 miliardi di euro (dopo le elisioni per le componenti che costituiscono sia raccolta diretta sia raccolta indiretta), in crescita del 4,9% rispetto al 31 dicembre 2014 e del 6,2% rispetto al 31 marzo 2014. Nell’ambito delle attività finanziarie della clientela, la raccolta diretta bancaria ammonta a 370 miliardi, in aumento del 2,8% rispetto al 31 dicembre 2014 e in flessione dello 0,7% rispetto al 31 marzo 2014, e il complesso di raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche è pari a 126 miliardi, in aumento del 6,5% rispetto al 31 dicembre 2014 e del 27,3% rispetto al 31 marzo 2014; la raccolta indiretta ammonta a 496 miliardi, in aumento del 6,4% rispetto al 31 dicembre 2014 e del 12% rispetto al 31 marzo 2014. L’ammontare di risparmio gestito raggiunge i 323 miliardi, in aumento del 7,2% rispetto al 31 dicembre 2014 e del 19,9% rispetto al 31 marzo 2014; la nuova produzione vita nel primo trimestre 2015 ammonta a 6,5 miliardi di euro (+2,9% rispetto al primo trimestre 2014). La raccolta amministrata è pari a 172 miliardi, in aumento del 5% rispetto al 31 dicembre 2014 e in flessione dello 0,3% rispetto al 31 marzo 2014.

I coefficienti patrimoniali al 31 marzo 2015  – calcolati applicando i criteri transitori in vigore per il 2015, tenendo conto dei dividendi maturati nel primo trimestre – risultano pari a:
–    13,2% per il Common Equity ratio (13,6% a fine 2014),
–    13,8% per il Tier 1 ratio (14,2% a fine 2014),
–    16,6% per il coefficiente patrimoniale totale (17,2% a fine 2014).

La stima del common equity ratio pro-forma del Gruppo a regime è pari al 13,2% (13,3% al 31 dicembre 2014), applicando ai dati di bilancio del 31 marzo 2015 i parametri indicati a regime e considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse, la prevista distribuzione dell’utile assicurativo del primo trimestre 2015 e il Danish compromise (per cui gli  investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale, con un beneficio di 13 centesimi di punto).

Le scelte strategiche perseguite hanno permesso a Intesa Sanpaolo di confermarsi come uno dei gruppi bancari più solidi a livello internazionale, i cui punti di forza – oltre a quanto precedentemente detto in merito alla qualità dei crediti e al livello dei coefficienti patrimoniali – sono costituiti da:
●    robusta liquidità:
–    elevata disponibilità di attivi stanziabili presso le Banche Centrali (inclusi gli attivi stanziabili ricevuti a collaterale ed esclusi quelli dati a collaterale), pari a un livello corrispondente a una liquidità di 58 miliardi di euro a fine marzo 2015,
–    elevato ammontare di attività liquide (costituite da attivi stanziabili disponibili – esclusi gli attivi stanziabili ricevuti a collaterale – e attivi stanziabili dati a collaterale), pari a 110 miliardi di euro a fine marzo 2015,
–    le operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding sono ammontate mediamente nel primo trimestre del 2015 a 14,8 miliardi di euro  (7,1 miliardi mediamente nel 2014), costituite per 13,5 miliardi dall’operazione TLTRO con scadenza quadriennale (cui il Gruppo ha partecipato per 12,6 miliardi nell’ultimo quadrimestre del 2014 e per 10 miliardi a fine marzo 2015) e per 1,3 miliardi da operazioni standard di mercato aperto con scadenza a una settimana,
–    fonti di raccolta stabili e ben diversificate, con raccolta diretta – bancaria – da clientela (inclusi i titoli emessi) costituita per il 72% dalla componente retail,
– ad oggi effettuata raccolta a medio lungo termine per circa 7 miliardi, di cui 1,8 miliardi relativi alla componente retail,
– per quanto riguarda la componente wholesale della raccolta a medio lungo termine, sono stati collocati sui mercati internazionali eurobondper 3,25 miliardi di euro e covered bond per un miliardo di euro (la domanda, per oltre il 75% estera, in media ha superato il target del 160%);
●    leverage contenuto:
–    leverage ratio (6,5% al 31 marzo 2015) e rapporto tra patrimonio netto tangibile e attivo tangibile tra i migliori nel confronto con i principali gruppi bancari europei.

Al 31 marzo 2015, la struttura operativa del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola in 5.779 sportelli bancari – di cui 4.392 in Italia e 1.387 all’estero – con 89.315 dipendenti.

I risultati per area di Business

La Divisione Banca dei Territori include:
–    clientela Retail (clienti privati con attività finanziarie fino a 100.000 euro e attività/aziende con bassa complessità di esigenze);
–    clientela  Personal (clienti privati con attività finanziarie da 100.000 euro a un milione di euro);
–    clientela Imprese, costituta da aziende con fatturato di gruppo non superiore a  350 milioni.
Nella Divisione sono inoltre incluse Banca Prossima, che opera – attraverso le filiali del Gruppo con presidi locali e specialisti dedicati – al servizio degli enti nonprofit, e società prodotto quali Mediocredito Italiano, che è il Polo della Finanza di Impresa, Intesa Sanpaolo Personal Finance, specializzata nel credito al consumo, e Setefi, specializzata nella gestione dei pagamenti elettronici.

La Divisione Banca dei Territori nel primo trimestre 2015 registra:

–    proventi operativi netti per 2.348 milioni,  pari a circa il 49% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (59%  nel  primo trimestre 2014), -1% rispetto a  2.372  milioni del quarto trimestre 2014 e -3,3% rispetto a  2.427 milioni del primo trimestre 2014;
–    oneri operativi per 1.233 milioni, -4,4% rispetto a 1.290  milioni del quarto trimestre 2014 e -2,4% rispetto a 1.263 milioni del primo trimestre 2014;
–    un risultato della gestione operativa di 1.115 milioni, +3,1% rispetto a  1.082  milioni del quarto trimestre 2014 e -4,2% rispetto a 1.164 milioni del primo trimestre 2014;
–    un cost/income ratio al 52,5%, rispetto al 54,4% del quarto trimestre 2014 e al 52%  del primo trimestre 2014;
–    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche nette pari a  521 milioni, rispetto a 846 milioni del quarto trimestre 2014 e a 599 milioni del primo trimestre 2014;
–    un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 594 milioni,  rispetto a  235  milioni del quarto trimestre 2014 e a 565 milioni del primo trimestre 2014;
–    un risultato netto pari a 351 milioni, rispetto a 71 milioni del quarto trimestre 2014 e a 332  milioni del primo trimestre 2014.

La Divisione Corporate e Investment Banking comprende:
–    International Network & Global Industries, cui compete la relazione con circa 1.200 gruppi industriali multinazionali che operano in otto settori chiave ad elevato potenziale di crescita (automotive & industrial; basic resources & diversified; consumer, retail & luxury; healthcare & chemical; infrastructures; oil & gas; power & utilities; telecom, media & technology), e cui è inoltre affidata la responsabilità delle filiali estere, degli uffici di rappresentanza e delle società estere corporate (Société Européenne de Banque e Intesa Sanpaolo Bank Ireland), nonché l’assistenza specialistica per il sostegno ai processi di internazionalizzazione delle aziende italiane e per il sostegno all’export;
–    Corporate e Public Finance, cui compete la relazione con circa 700 gruppi italiani di grandi e medie dimensioni e che opera altresì al servizio della clientela Stato, enti pubblici, enti locali, università, public utilities, general contractor e sanità pubblica e privata;
–    Global Banking & Transaction, cui compete la relazione con le istituzioni finanziarie, la gestione dei servizi transazionali relativi ai sistemi di pagamento, dei prodotti e servizi di trade e export finance, nonché la custodia e il regolamento di titoli italiani (local custody);
–    Banca IMI, deputata all’attività di investment banking (M&A e advisory), finanza strutturata, capital markets e primary market (equity e debt capital market);
Nel perimetro della Divisione rientra inoltre l’attività di gestione del portafoglio proprietario del Gruppo.

La Divisione Corporate e Investment Banking nel primo trimestre 2015 registra:

–    proventi operativi netti per  956 milioni, pari a circa il 20% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (21% nel primo trimestre 2014), +25,4% rispetto a 763 milioni del quarto trimestre 2014 e +9,3% rispetto a  875 milioni del primo trimestre 2014;
–    oneri operativi per 224 milioni, -14,6% rispetto a 262 milioni del quarto trimestre 2014 e +7,7% rispetto a 208 milioni del primo trimestre 2014;
–    un risultato della gestione operativa di 732 milioni, +46,3% rispetto a 500 milioni del quarto trimestre 2014 e +9,7% rispetto a  667 milioni del primo trimestre 2014;
–    un cost/income ratio al 23,4%,  rispetto al 34,4% del quarto trimestre 2014 e al 23,8%  del primo trimestre 2014;
–    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche nette pari a  47 milioni, rispetto a  125  milioni del quarto trimestre 2014 e a 84 milioni del primo trimestre 2014;
–    un saldo netto delle attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti nullo, rispetto a -22 milioni del quarto trimestre 2014 e a  47 milioni del primo trimestre 2014;
–    un risultato corrente al lordo delle imposte pari a  685 milioni, rispetto a  354  milioni del quarto trimestre 2014 e a 630 milioni del primo trimestre 2014;
–    un risultato netto pari a 461 milioni, rispetto a 236 milioni del quarto trimestre 2014 e a  421 milioni del primo trimestre 2014.

La Divisione Banche Estere presidia l’attività del Gruppo sui mercati esteri nei quali è presente tramite banche controllate e partecipate che svolgono attività di commercial banking, fornisce indirizzo, coordinamento e supporto alle controllate, è responsabile della definizione delle linee strategiche di sviluppo del Gruppo relativamente alla presenza diretta sui mercati esteri, con esplorazione sistematica e analisi di nuove opportunità di crescita sui mercati già presidiati e su nuovi mercati, del coordinamento dell’operatività delle banche estere e della gestione delle relazioni delle banche estere con le strutture centralizzate della Capogruppo e con le filiali o altri uffici esteri della Divisione Corporate e Investment Banking. La Divisione presidia le seguenti aree geografiche: i) Europa Sud Orientale, con Privredna Banka Zagreb in Croazia, Banca Intesa Beograd in Serbia, Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina in Bosnia-Erzegovina, Intesa Sanpaolo Bank Albania e Intesa Sanpaolo Bank Romania; ii) Europa Centro Orientale, con Banka Koper in Slovenia, VUB Banka in Slovacchia e CIB Bank in Ungheria; iii) CIS e South Mediterranean, con Banca Intesa nella Federazione Russa e Bank of Alexandria in Egitto.

La Divisione Banche Estere nel primo trimestre 2015 registra:

–    proventi operativi netti per 506 milioni, pari a circa il 11% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (12%  nel  primo trimestre 2014), -0,3% rispetto a  508  milioni del quarto trimestre 2014 e +3,9% rispetto a  487 milioni del primo trimestre 2014;
–    oneri operativi per 254 milioni, -10,4% rispetto a 284 milioni del quarto trimestre 2014 e +1,6% rispetto a 250 milioni del primo trimestre 2014;
–    un risultato della gestione operativa di 252 milioni, +12,5% rispetto a 224 milioni del quarto trimestre 2014 e +6,3% rispetto a 237 milioni del primo trimestre 2014;
–    un cost/income ratio al 50,2% rispetto al 55,9%  del quarto trimestre 2014 e al 51,3%  del primo trimestre 2014;
–    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche nette pari a  85 milioni, rispetto a  188 milioni del quarto trimestre 2014 e a 89 milioni del primo trimestre 2014;
–    un saldo netto delle attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti negativo per un milione, rispetto al saldo anch’esso negativo per un milione del quarto trimestre 2014 e a quello positivo per un milione del primo trimestre 2014;
–    un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 166 milioni, rispetto a 35 milioni del quarto trimestre 2014 e a 149 milioni del primo trimestre 2014;
–    un risultato netto pari a 120 milioni, rispetto a 7 milioni del quarto trimestre 2014 e a 114  milioni del primo trimestre 2014;

La Divisione Private Banking serve il segmento di clientela di fascia alta (Private e High Net Worth Individuals) e include Banca Fideuram, Fideuram Investimenti, Intesa Sanpaolo Private Banking, Sirefid, Fideuram Fiduciaria, Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) e Fideuram Asset Management Ireland.

La Divisione Private Banking nel primo trimestre 2015 registra:

–    proventi operativi netti per 427 milioni, pari a circa il 9% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (9%  nel  primo trimestre 2014), +9,3% rispetto a  391  milioni del quarto trimestre 2014 e +22% rispetto a  350 milioni del primo trimestre 2014;
–    oneri operativi per 128 milioni,  -12,5% rispetto a 146 milioni del quarto trimestre 2014 e +6,7% rispetto a  120 milioni del primo trimestre 2014;
–    un risultato della gestione operativa di 299 milioni, +22,4% rispetto a 244 milioni del quarto trimestre 2014 e +30% rispetto a 230 milioni del primo trimestre 2014;
–    un cost/income ratio al 30%, rispetto al 37,5% del quarto trimestre 2014 e al 34,3%  del primo trimestre 2014;
–    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche nette pari a 14 milioni, rispetto a  35 milioni del quarto trimestre 2014 e a 18 milioni del primo trimestre 2014;
–    un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 285milioni, +36,1% rispetto a 209  milioni del quarto trimestre 2014 e +34,4% rispetto a 212 milioni del primo trimestre 2014;
–    un risultato netto pari a 178 milioni, +40,4% rispetto a 127 milioni del quarto trimestre 2014 e +45,9% rispetto a 122 milioni del primo trimestre 2014.

La Divisione Asset Management fornisce soluzioni di asset management rivolte alla clientela del Gruppo, alle reti commerciali esterne al Gruppo e alla clientela istituzionale tramite Eurizon Capital. Ad Eurizon Capital fanno capo le controllate Eurizon Capital SA (Lussemburgo), specializzata nella gestione di fondi comuni lussemburghesi a basso tracking error, VUB Asset Management (Slovacchia), controllata da Eurizon Capital SA con il 50,12%, cui fanno capo l’ungherese CIB IFM e la croata PBZ Invest (polo dell’asset management nell’Est Europa), e Epsilon Associati SGR, specializzata nella gestione di prodotti strutturati e di fondi comuni tramite metodologie quantitative e controllata al 51% da Eurizon Capital e per il restante 49% da Banca IMI, e il 49% della società cinese di asset management Penghua Fund Management.

La Divisione Asset Management nel primo trimestre 2015 registra:

–    proventi operativi netti per 160 milioni, pari a circa il 3% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (2%  nel  primo trimestre 2014), -10% rispetto a 178 milioni del quarto trimestre 2014 e +58,4% rispetto a 101 milioni del primo trimestre 2014;
–    oneri operativi per 32 milioni, -14,4% rispetto a 37 milioni del quarto trimestre 2014 e +14,3% rispetto a  28 milioni del primo trimestre 2014;
–    un risultato della gestione operativa di 128 milioni, -8,8% rispetto a 140 milioni del quarto trimestre 2014 e +75,3% rispetto a 73 milioni del primo trimestre 2014;
–    un cost/income ratio al 20%, rispetto al 21% del quarto trimestre 2014 e al 27,7%  del primo trimestre 2014;
–    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche nette nullo, rispetto a  2  milioni del quarto trimestre 2014 e al saldo anch’esso nullo del primo trimestre 2014;
–    un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 128 milioni, -7,8% rispetto a 139 milioni del quarto trimestre 2014 e +75,3% rispetto a 73 milioni del primo trimestre 2014;
–    un risultato netto pari a 94 milioni,  rispetto a  93 milioni del quarto trimestre 2014 e a 47  milioni del primo trimestre 2014.

La Divisione Insurance sviluppa l’offerta dei prodotti assicurativi rivolti alla clientela del Gruppo e include Intesa Sanpaolo Vita (che controlla anche Intesa Sanpaolo Assicura) e Fideuram Vita.

La Divisione Insurance nel primo trimestre 2015 registra:

–    proventi operativi netti per 345 milioni, pari a circa il 7% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (6% nel primo trimestre 2014), +90,1% rispetto a 181 milioni del quarto trimestre 2014 e +32,2% rispetto a  261 milioni del primo trimestre 2014;
–    oneri operativi per 35 milioni,  -17,4% rispetto a 42 milioni del quarto trimestre 2014 e -10,3% rispetto a  39 milioni del primo trimestre 2014;
–    un risultato della gestione operativa di 310 milioni, +123% rispetto a 139 milioni del quarto trimestre 2014 e +39,6% rispetto a 222 milioni del primo trimestre 2014;
–    un cost/income ratio al 10,1%, rispetto al 23,4% del quarto trimestre 2014 e al 14,9%  del primo trimestre 2014;
–    un risultato corrente al lordo delle imposte pari a  310 milioni, rispetto a 139 milioni del quarto trimestre 2014 e a 222 milioni del primo trimestre 2014;
–    un risultato netto pari a 204 milioni, rispetto a 71 milioni del quarto trimestre 2014 e a 144 milioni del primo trimestre 2014.

Le prospettive per l’esercizio in corso

Per il Gruppo Intesa Sanpaolo, nel 2015 è attesa una crescita dei proventi operativi netti favorita dalle commissioni nette, del risultato della gestione operativa e del risultato corrente al lordo delle imposte, con una riduzione del costo del rischio, nel quadro di una redditività sostenibile.  E’ confermato l’impegno alla distribuzione di due miliardi di euro di dividendi cash per l’esercizio 2015, indicato nel Piano di Impresa 2014-2017.

Leggi il comunicato

Intesa Sanpaolo, utile netto a 1.064 miliardi nel primo trimestre 2015 ultima modifica: 2015-05-12T13:02:01+00:00 da Redazione

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