Ppi, Ivass: nel 2014 77 imprese hanno collocato 642 pacchetti

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Ivass assicurazioni LogoNel corso del 2014 le imprese italiane hanno riscosso nel 1.532 milioni di premi per le polizze abbinate ai finanziamenti (Ppi). Cinque rami rappresentano il 99,2% della raccolta. Il maggiore (56,7% sul totale) è relativo ai prodotti vita per le coperture caso morte, seguito da alcuni rami danni, nell’ordine: perdite pecuniarie (18,7%), malattia (11,5%), infortuni (8,3%) e incendio (4%). In totale 77 imprese hanno collocato nel 2014 in Italia 642 pacchetti Ppi, raffrontabili con 335 prodotti stand-alone. Lo rende noto l’Ivass.

Secondo l’analisi dell’Ivass i pacchetti sono collocati prevalentemente dal canale finanziario (78,4% dalle banche e 14% dagli intermediari finanziari), mentre la presenza di agenzie e broker, canali tradizionali della distribuzione assicurativa, è residuale (7,6%). Il 51,5% dei premi riguarda pacchetti collegati a prestiti personali, il 37,9% è collegato a mutui ed il restante 10,5% fa riferimento a forme di finanziamento miste.

Per la quasi totalità (96%), i premi vengono acquisiti attraverso polizze collettive in cui il contraente è la banca o la finanziaria che eroga il finanziamento e il cliente aderisce individualmente alla polizza in qualità di assicurato. Due terzi della raccolta Ppi è effettuata da imprese a controllo estero o direttamente da imprese estere autorizzate ad operare in Italia (contro il 30% delle soluzioni stand alone, i prodotti assicurativi che coprono rischi simili ai pacchetti Ppi ma che non sono venduti in collegamento a finanziamenti).

I prodotti stand-alone comunicati dalle imprese e rilevati per comparazione coprono in misura superiore rischi relativi ai rami Danni (36,7% Infortuni, 34% Incendio, 13,3% Veicoli terrestri, contro l’11,9% per coperture Vita) e sono distribuiti prevalentemente tramite agenzie: solo il 17,5% di questa raccolta è infatti avvenuta tramite banche o intermediari finanziari.

Le Ppi sono state sottoscritte da 5,9 milioni di individui, il 93,1% dei quali ha aderito a polizze collettive. Due terzi degli assicurati acquistano il pacchetto assicurativo in collegamento a prestiti personali. In media ogni assicurato ha acquistato coperture assicurative afferenti a tre distinti rami. I prodotti stand-alone comunicati sono stati invece sottoscritti da 7,1 milioni di individui.

Nel 2014, le imprese hanno riconosciuto alle reti distributive 676 milioni di compensi provvigionali fissi per i pacchetti Ppi. Le provvigioni concesse per i pacchetti Ppi rappresentano il 44,1% del valore dei premi lordi, contro il 23,2% per i prodotti stand-alone. Nell’ambito delle Ppi, la quota di provvigioni è inferiore alla media per i pacchetti collegati a mutui (39%), mentre, per tipo di imprese, è più alta (47,8%) per le imprese a controllo estero. Il canale bancario-finanziario riceve provvigioni molto superiori rispetto alle agenzie e ai brokers (oltre 45,8% in rapporto ai premi, contro rispettivamente il 12,5% ed il 9,6%).

Per i prodotti stand-alone, se si tralasciano i brokers, che intermediano soltanto lo 0,7% dei premi, la quota di provvigioni rispetto ai premi è meno variabile tra i vari tipi di distributori: in particolare quella delle banche (22,8%) è simile a quella delle agenzie (23,3%).

Considerando i cinque rami che rappresentano la quasi totalità della raccolta premi delle Ppi nel 2014 (ad eccezione del ramo Perdite pecuniarie), i caricamenti medi sono superiori rispetto a quelli stand-alone. Lo scarto massimo è riscontrabile per il ramo Incendio, che evidenzia un’aliquota di caricamento media del 38,7% per i pacchetti Ppi e del 15,8% per le tariffe stand-alone.

Dalla comparazione operata tra i caricamenti medi (e mediani) per i pacchetti Ppi ed i prodotti stand-alone si rileva un aumento medio di 7,2 punti percentuali per i caricamenti dei pacchetti Ppi rispetto ai prodotti stand-alone dello stesso ramo. La tendenza è diffusa presso tutte le imprese e si riscontra nei rami Vita, mentre è virtualmente assente nel comparto Danni.

I pacchetti Ppi collegati a prestiti personali, sottolinea l’Ivass, hanno inoltre un sovra-caricamento rispetto alle coperture stand-alone (superiore, in termini percentuali rispetto ai premi di tariffa, a quello delle Ppi collegate a mutui), in parte giustificato dall’esigenza di coprire i costi fissi per la gestione del contratto. La ponderazione effettuata evidenzia che il sovra-caricamento è correlato positivamente con i premi (la differenza tra le due medie aumenta a 9,4 punti, a 14 punti quella tra le mediane), ma non altera la forma della distribuzione.

Con riferimento a un assicurato-tipo, l’aggravio sul premio per effetto del maggior caricamento del prodotto Ppi è in media di 138 Euro (373 contro 235), un divario che secondo l’Istituto (il cui monitoraggio è proseguito nel corso del 2016 e sarà mantenuto anche in futuro) “è difficilmente giustificabile con differenziali di specializzazione e personalizzazione del servizio assicurativo”.

Consulta l’analisi dell’Ivass