Abi, a fine novembre 2010 sospesi mutui a oltre 35.000 famiglie per 4,4 miliardi

 

Nel dettaglio, la soluzione più frequente per le operazioni di sospensione ha riguardato l’intera rata (88% dei casi). La causa prevalente, che ha determinato la necessità di ricorrere alla sospensione sia nelle posizioni “in bonis” che in quelle con ritardo nei pagamenti, è stata la cessazione del rapporto di lavoro subordinato (rispettivamente 44,3% e 45,3%). Dal punto di vista “territoriale”, il maggior numero di domande ammesse è al Nord con il 53,3%, segue il Centro (25,2%), infine Sud e Isole (21,5%).

In particolare, l’Accordo sulla sospensione delle rate di rimborso dei mutui siglato nel dicembre 2009 tra Abi e Associazioni dei consumatori, è diretto ad offrire uno strumento immediato di aiuto alle famiglie. Le caratteristiche principali sono:
• sospensione fino a 12 mesi, anche nei confronti dei clienti con ritardi nei pagamenti fino a 180 giorni consecutivi;

• mutui di importo fino a 150.000 euro, accesi per acquisto, costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale;
• clienti con un reddito imponibile fino a 40.000 euro annui, che hanno subito o subiscono nel biennio 2009 e 2010 eventi particolarmente negativi (morte di un familiare, perdita dell’occupazione, insorgenza di condizioni di non autosufficienza, ingresso in cassa integrazione).

L’iniziativa costituisce la misura minima alla quale le banche possono aderire, ferma restando la piena libertà di ciascun istituto di offrire al cliente condizioni migliori rispetto a quanto previsto dall’Accordo. Ad oggi hanno offerto condizioni migliorative 172 banche, rappresentative del 64% del mercato.

Abi, a fine novembre 2010 sospesi mutui a oltre 35.000 famiglie per 4,4 miliardi ultima modifica: 2011-01-26T19:55:23+00:00 da Flavio Meloni

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