Abi, al via Tavolo con i consumatori sui mutui

Il mutuo rappresenta una scelta che impegna una famiglia per anni. Di qui l’importanza di lavorare insieme per far crescere la consapevolezza, mettendo a disposizione informazioni chiare sugli elementi da tenere in considerazione per decidere tra un tasso fisso ed un variabile. Senza dimenticare gli strumenti messi a disposizione dalle banche per “proteggersi” dalle eccessive fluttuazioni. In questo ultimo caso, pur scegliendo la variabilità, si può sapere subito quale potrà essere l’incidenza massima della rata.

Le ultime tendenze del mercato dei mutui ipotecari residenziali registrano una prevalenza dei contratti a tasso variabile, il cui costo è parametrato all’andamento dei tassi. Peraltro, negli ultimi mesi va aumentando il numero di coloro che preferiscono i mutui a tasso fisso. Nel secondo semestre 2010, il 47% dei nuovi mutui stipulati è stato a “tasso variabile”, il 24% a “tasso fisso”, il 26,5% a “tasso variabile con Cap” ossia con un tetto massimo, il 2,5% a “tasso misto”.

Fisso o variabile: la scelta va fatta sulla base delle proprie disponibilità economiche, presenti e prospettiche, tenendo conto della durata del mutuo che si va a sottoscrivere. Per le banche non c’è differenza.

Per le banche c’è indifferenza a vendere prodotti con tasso fisso o variabile, perché entrambi sono indicizzati su previsioni relative al periodo scelto. La redditività per la banca è la stessa. Le banche trovano vantaggio quando il cliente è soddisfatto delle proprie scelte finanziarie.

Abi, al via Tavolo con i consumatori sui mutui ultima modifica: 2011-03-18T08:19:12+00:00 da Flavio Meloni

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