Abi: banche solide pur in un contesto di deterioramento della qualità del credito

“Questo andamento non deve tuttavia portare ad esprimere giudizi affrettati circa la condizione strutturale della qualità del credito delle banche italiane. Se si confrontano gli andamenti delle sofferenze appena descritti con quelli dell’ultima recessione prima della Grande crisi, cioè quella del 1992-93, ci si rende conto che il sistema produttivo italiano manifesta una buona solidità relativa, commisurata cioè alla violenza dello shock macroeconomico: allora, nella fase più acuta della crisi, il tasso di decadimento era arrivato al 3,8%, oggi siamo di oltre 1 p.p. sotto quel valore pur a fronte di una perdita di pil di quattro volte maggiore rispetto a quella di allora.

Secondo le ultime previsioni dell’ABI, perfino in uno scenario macroeconomico particolarmente avverso, nel 2013 il tasso di decadimento non dovrebbe aumentare sostanzialmente rispetto al dato del 2011.

A fronte di tale contesto, le banche italiane hanno operato con la dovuta prudenza mantenendo intatta la loro solidità. Anche il Governatore della Banca d’Italia, nelle sue considerazioni finali del 31 maggio, ha evidenziato come le ispezioni effettuate abbiano rilevato una corretta gestione dei crediti a più elevato rischio di deterioramento.

Occorre inoltre considerare che dall’inizio della crisi le banche italiane hanno compiuto importanti progressi nel rafforzamento patrimoniale con un “core tier 1” che oggi si colloca intorno al 10 percento, in linea con la media europea e adeguato a coprire il tipo di rischi assunti.

Pur in un quadro in cui la qualità del credito è peggiorata, la minore rischiosità sistemica delle banche italiane deriva anche dal loro modello commerciale. Questo, infatti, implica una ridotta esposizione verso attività finanziarie e, in particolare, verso strumenti derivati complessi che sono stati all’origine della crisi e che, nonostante gli sforzi sul fronte regolamentare, continuano a generare rischi ben maggiori rispetto alle normali esposizioni creditizie, come testimoniato ancora recentemente dalle vicende di una grande banca internazionale”.

Abi: banche solide pur in un contesto di deterioramento della qualità del credito ultima modifica: 2012-08-10T10:32:41+00:00 da Flavio Meloni

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