Abi, bollettino mensile: prestiti cresciuti del 5,5% a dicembre 2020. Tassi dei mutui fermi a 1,27%

Abi, Rapporto mensileA dicembre 2020 i finanziamenti a imprese e famiglie sono aumentati del 5,5% rispetto a un anno prima. Hanno continuato invece a scendere i tassi di interesse sul totale dei prestiti e si sono mantenuti stabili quelli sui mutui. La notizia arriva dall’Associazione bancaria italiana (Abi), che ha diffuso oggi i dati del rapporto mensile di gennaio 2021.

Dinamica dei prestiti bancari a dicembre 2020

A dicembre 2020, i prestiti a imprese e famiglie sono cresciuti del 5,5% rispetto al 2019. “Tale evidenza emerge dalle stime basate sui dati pubblicati dalla Banca d’Italia, relativi ai finanziamenti a imprese e famiglie (calcolati includendo i prestiti cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni, ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni)”, precisa il rapporto mensile dell’Abi.

A novembre 2020, per i prestiti alle imprese si registra un aumento del 8,1% su base annua. L’aumento è del 2,2% per i prestiti alle famiglie.

Tassi sui mutui stabili all’1,27%

Secondo le stime dell’Associazione bancaria, a dicembre 2020 i tassi di interesse sulle operazioni di finanziamento si sono ridotti ulteriormente, sui minimi storici. In particolare, il tasso medio sul totale dei prestiti è sceso al 2,28% dal 2,30% di novembre (era al 6,18% prima della crisi, a fine 2007), mentre il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è sui livelli dei minimi storici all’1,27%, come a novembre (era parti a 5,72% a fine 2007).

Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è sceso all’1,30% (1,33% il mese precedente; 5,48% a fine 2007).

I tassi della Bce e l’andamento di Euribor ed Eurirs

Banca Centrale Europea e Fed hanno lasciato i tassi invariati. In particolare il 10 dicembre 2020 il consiglio direttivo della Bce ha confermato il saggio di riferimento fermo a zero e quello sui depositi in negativo e pari a -0,5%.

Sempre in territorio negativo e in calo l’Euribor a 3 mesi: -0,54% il valore registrato nella media di dicembre 2020. In calo anche il tasso sui contratti di interest rate swaps.

Il tasso Euribor a tre mesi nella media del mese di dicembre 2020 era pari a -0,54% (-0,52% il mese precedente). Nella media dei primi dieci giorni di gennaio 2021 è salito a -0,55%.

Il tasso sui contratti di Interest rate swaps (Irs) a 10 anni era pari, a dicembre 2020, a -0,26% (-0,24% ad novembre 2020). Nella media dei primi dieci giorni di gennaio 2021 si è registrato un valore pari a -0,25%. A dicembre 2020, il differenziale tra il tasso swap a 10 anni e il tasso Euribor a 3 mesi è risultato, in media, di 28 punti base (28 p.b. anche il mese precedente e 53 p.b. un anno prima).

Sofferenze in calo a novembre 2020

Le sofferenze nette, cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse, a novembre 2020 si sono attestate a 23,6 miliardi di euro, in riduzione rispetto ai 29,3 miliardi di novembre 2019 (-5,8 miliardi pari a -19,6%) e ai 38,2 miliardi di novembre 2018 (-14,6 miliardi pari a -38,3%).

Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di oltre 65 miliardi (pari a -73,5%).

Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali si è ridotto all’1,35% a novembre 2020. Era 1,69% a novembre 2019; 2,22%, a novembre 2018; 4,89%, a novembre 2015.