Abi, caduta dei prestiti in rallentamento

Abi Logo BuonoSecondo gli ultimi dati relativi a settembre 2013, in media per il complesso dei Paesi dell’Area dell’Euro il tasso di variazione su base annua dell’attività di finanziamento è di -1,8%, in Germania -0,3%, in Francia +1,2%, in Spagna -10%, in Italia -2,3%. Se si tiene conto anche dell’andamento dell’economia e si considera quindi la variazione del rapporto tra prestiti e pil a giugno 2013 l’intera area dell’Euro presentava un valore negativo per il -2,3%, la Germania del -1,8%, la Francia registra un marginale valore positivo (+0,11%), la Spagna -8,9% e l’Italia -2,3%. Lo si apprende dall’ultimo outlook mensile dell’Abi.

A ottobre 2013, si legge nell’analisi, l’ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in Italia, 1.857 miliardi di euro (cfr. Tabella 1) è nettamente superiore all’ammontare complessivo della raccolta da clientela, 1.727,5 miliardi di euro.

A seguito del perdurare della crisi e dei suoi effetti, la rischiosità dei prestiti in Italia è ulteriormente cresciuta, le sofferenze nette sono risultate a settembre 2013 pari a 75,2 mld, le lorde 144,5 mld; il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è del 4,3% a settembre (3,93% ad agosto 2013; 3,03% a settembre 2012). Il rapporto sofferenze lorde su impieghi è del 7,5% a settembre 2013 (5,9% un anno prima), valore che raggiunge il 13,2% per i piccoli operatori economici (11,1% a settembre 2012), il 12% per le imprese (9% un anno prima) ed il 6,2% per le famiglie consumatrici (5,3% a settembre 2012).

In Italia diminuisce fortemente, su base annua, la raccolta a medio e lungo termine cioè tramite obbligazioni, (ad ottobre -9,7%, pur con un aumento su base mensile in valore assoluto di circa 3,2 miliardi di euro), mentre l’andamento della raccolta complessiva (depositi da clientela residente + obbligazioni) registra un incremento di 8,7 mld di euro rispetto al mese precedente, pur rimanendo ad ottobre 2013 negativa la variazione su base annua (-0,1%; -1,1% a settembre 2013). Ad ottobre i depositi aumentano di 5,5 mld di euro rispetto a settembre (su base annua, +4,6% ad ottobre contro +3,4% di settembre 2013).

Ad ottobre 2013 il tasso medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (depositi + obbligazioni + pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) in Italia si è collocato all’1,91% (1,92% a settembre 2013). Il tasso praticato sui depositi è passato dall’1,02% di settembre all’1% di ottobre, quello sulle obbligazioni si è attestato al 3,45% (3,43% a settembre), quello sui PCT è risultato pari al 2,20% (2,03% a settembre).

In flessione la dinamica dei finanziamenti a famiglie e imprese in Italia: -3,5% la variazione annua ad ottobre 2013, stesso valore di agosto, -3,2% a settembre 2013. (cfr. Tabella 1). L’andamento è in linea con l’evoluzione delle principali grandezze macroeconomiche (Pil e Investimenti). Tale andamento è confermato anche dai recenti dati pubblicati dall’Istat e relativi al terzo trimestre del 2013.

Ad ottobre 2013, i tassi di interesse sui prestiti si sono assestati in Italia su livelli storicamente bassi: il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è posizionato al 3,38% (dal 3,56% di settembre 2013), mentre il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni al 3,59% (dal 3,67% del mese precedente), il tasso medio sul totale dei prestiti è risultato pari al 3,83% (2 centesimi al di sopra del mese precedente).

Lo spread fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie permane in Italia su livelli particolarmente bassi, ad ottobre 2013 è risultato pari a 192 punti base (189 punti base a settembre 2013), prima dell’inizio della crisi finanziaria tale spread superava i 300 punti.

Abi, caduta dei prestiti in rallentamento ultima modifica: 2013-11-21T19:01:06+00:00 da Redazione

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