Abi: mutui, tassi al 2,13% ad agosto. Erogazioni a tasso fisso scese del 35,2% da inizio anno

Abi, Rapporto mensileAd agosto 2022 i tassi sui mutui si sono attestati in media al 2,13%, in lieve flessione rispetto al 2,15% di luglio. Da inizio anno si è registrato un incremento dello 0,68% È quanto emerge dal Rapporto mensile dell’Abi (Associazione bancaria italiana), che sintetizza l’andamento dei tassi fissi e variabili ed è influenzato anche dalla variazione della composizione fra le erogazioni in base alla tipologia di mutuo. L’Associazione bancaria ricorda come il tasso medio aveva raggiunto il 5,72% a fine 2007, prima della crisi.

Tassi di interesse bancari nel 2022 (medie mensili – valori %)

Mese di riferimento

Tassi sui mutui (nuove operazioni)

Tasso di riferimento Bce

Euribor a 3 mesi (Area euro)

Irs a 10 anni (Area euro)

Gennaio 2022

1,45%

0,00%

-0,56%

0,38%

Febbraio 2022

1,49%

0,00%

-0,53%

0,76%

Marzo 2022

1,66%

0,00%

-0,50%

0,99%

Aprile 2022

1,82%

0,00%

-0,45%

1,50%

Maggio 2022

1,92%

0,00%

‐0,39%

1,76%

Giugno 2022

2,04%

0,00%

-0,24%

2,26%

Luglio 2022

2,15%

0,50%

0,04%

1,96%

Agosto 2022

2,13%

0,50%

0,40%

1,96%

Fonte: Monthly outlook Abi.

Su SimplyBiz è disponibile anche l’andamento dei tassi nel 2021.

Irs a 10 anni arrivato a 2,48% nella prima settimana di settembre

Il tasso Euribor a tre mesi nella media del mese di agosto 2022 si è attestato a 0,40%, rispetto allo 0,04% del mese precedente. Nella media della prima settimana di settembre 2022 è salito a 0,81%. Il tasso sui contratti di Interest rate swaps (Irs) si è mantenuto stabile rispetto al mese di luglio e pari a 1,96%. Nella media della prima settimana di settembre 2022 si è registrato un valore pari a 2,48%. Ad agosto 2022, il differenziale tra il tasso Swap a 10 anni ed Euribor a 3 mesi è risultato, in media, di 156 punti base (192 p.b. il mese precedente e 46 p.b. un anno prima).

Percentuale di mutui tasso fisso scesa del 35,2% da inizio anno

Dalle segnalazioni del Si-Abi, si rileva che ad agosto 2022 sul totale delle nuove erogazioni di mutui l’51,2% erano a tasso fisso. Da inizio anno la percentuale di mutui a tasso fisso è diminuita del 35,2% (era pari all’86,4% a gennaio).

Il Rapporto mensile dell’Abi riepiloga i dati del Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia di agosto 2022 della Banca d’Italia, in base al quale nel secondo trimestre del 2022 la quota di acquisti di abitazioni finanziati con mutuo ipotecario è scesa al 67,5% dal 69,7% del I trimestre. Il rapporto fra l’entità del prestito e il valore dell’immobile è salito al 78,9% dal 78,4% del trimestre precedente, e risulta essere il valore più alto dall’inizio della rilevazione.

I tassi degli altri prestiti

Secondo il bollettino mensile dell’Abi, ad agosto 2022:

  • il tasso medio sul totale dei prestiti, dopo l’aumento dello 0,50% del tasso di politica monetaria della Bce, è risultato pari al 2,32% (2,25% a luglio);
  • il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è attestato a 1,26%, in flessione dall’1,31% di luglio.

Dinamica dei prestiti bancari. Mutui saliti del 5,2%

Secondo i dati ufficiali di Banca d’Italia, a luglio 2022 il totale dei prestiti alle famiglie è cresciuto del 4% (+4,1% nel mese precedente; -1,5% a novembre 2013). La dinamica dei finanziamenti alle famiglie è risultata in lieve calo rispetto al mese precedente per la componente dei mutui per l’acquisto di abitazioni (+5,2% rispetto al +5,4% del mese precedente), mentre stabile è stata la variazione del credito al consumo (+2,6%).

L’analisi della distribuzione del credito bancario per branca di attività economica mette in luce come a luglio 2022 le attività manifatturiere, quella dell’estrazione di minerali ed i servizi rappresentino una quota del 58,9% sul totale (la quota delle sole attività manifatturiere è del 27,9%). I finanziamenti al commercio ed attività di alloggio e ristorazione incidono sul totale per circa il 22,3%, il comparto delle costruzioni l’8,9% mentre quello dell’agricoltura il 5,4%. Le attività residuali rappresentano circa il 4,5%.

Pari a 16,8 miliardi le sofferenze nette a luglio 2022

Le sofferenze nette, cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse, a luglio 2022 si sono attestate a 16,8 miliardi di euro, in aumento di circa 0,8 miliardi di euro rispetto al mese precedente e in calo di circa 1 miliardo rispetto a luglio 2021 e di 72,1 rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi).