Abi: mutui, tassi a 1,47% ad agosto. Da inizio anno saliti dello 0,2%

Abi, Rapporto mensileIl tasso medio sui mutui è stato pari a 1,47% ad agosto, in lieve aumento rispetto all1,4% di luglio. È quanto emerge dal Rapporto mensile dell’Abi (Associazione bancaria italiana), diffuso oggi. Da inizio anno i tassi sull’acquisto delle abitazioni hanno fatto registrare un trend in salita, aumentando dello 0,2%. Nel dettaglio sono partiti da 1,27% a gennaio, per poi salire a 1,29% a febbraio e a 1,37% a marzo. Si sono poi attestati sui valori di 1,38% ad aprile, 1,4% a maggio, 1,42% a giugno, per poi tornare a 1,4% a luglio e salire a 1,47% ad agosto.

Restano comunque su valori inferiori rispetto al picco della fine del 2007, quando si collocavano al 5,72%.

Tassi sui prestiti al 2,19%

Ad agosto 2021, secondo il report dell’Abi, il tasso medio sul totale dei prestiti è pari al 2,19%, come il mese precedente; mentre il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è attestato a 1,08% (1,05% il mese precedente). A fine 2007 erano rispettivamente pari a 6,18% e 5,72%.

Prestiti a famiglie e imprese saliti del 2,3%

Il report mensile dell’Abi parla di una crescita dei prestiti a imprese e famiglie del 2,3% rispetto a un anno fa. “Tale evidenza emerge dalle stime basate sui dati pubblicati dalla Banca d’Italia, relativi ai finanziamenti a imprese e famiglie (calcolati includendo i prestiti cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni, ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni)”, precisa.

A luglio 2021, per i prestiti alle imprese si registra un aumento dell’1,7% su base annua. L’aumento è del 3,8% per i prestiti alle famiglie.

Qualità del credito: sofferenze in calo a luglio

Le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse) a luglio 2021 sono 17,9 miliardi di euro, in riduzione rispetto ai 24,6 miliardi di luglio 2020 (-6,8 miliardi pari a -27,4%) e ai 31,9 miliardi di luglio 2019 (-14,1 miliardi pari a -44,1%) (cfr. Tabella 10). Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di 71 miliardi (pari a -79,9%).

Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è pari all’1,03% a luglio 2021, (era 1,41% a luglio 2020, 1,83% a luglio 2019 e 4,89% a novembre 2015).