
I prestiti a famiglie e imprese registrano il sedicesimo mese consecutivo di espansione con un incremento del 2,7% su base annua. Sul fronte del retail, il tasso medio sulle nuove operazioni di mutuo ha interrotto la flessione dei mesi precedenti attestandosi al 3,43% (rispetto al 3,37% di marzo), guidato dalle dinamiche al rialzo di Euribor e Irs.
Lo segnala il Rapporto mensile dell’Abi (Associazione bancaria italiana), diffuso sabato scorso.
Il report, che sintetizza l’andamento dei tassi fissi e variabili ed è influenzato anche dalla variazione della composizione fra le erogazioni in base alla tipologia di mutuo, indica il tasso medio pari a 3,43%. Il valore era pari a 3,27% ad aprile 2025 e a 3,67% ad aprile 2024.
Secondo le stime dell’Abi, i tassi medi dei mutui si sono attestati a 3,45% a gennaio, a 3,44% a febbraio, a 3,37% a marzo e a 3,43% ad aprile.
Tassi di interesse bancari nel 2025 (medie mensili – valori %)
Mese di riferimento | Tassi sui mutui (nuove operazioni) | Tasso di riferimento Bce | Euribor a 3 mesi (Area euro) | Irs a 10 anni (Area euro) |
Gennaio | 3,45% | 2,00% | 2,03% | 2,89% |
Febbraio | 3,44% | 2,00% | 2,01% | 2,79% |
Marzo | 3,37% | 2,00% | 2,11% | 2,96% |
Aprile | 3,43% | 2,00% | 2,17% | 3,06% |
Fonte: Monthly outlook Abi.
Su SimplyBiz è disponibile anche l’andamento dei tassi nel 2025.
L’andamento di Euribor e Irs
Secondo i dati diffusi dall’Abi, ad aprile risultano in aumento sia l’Euribor a 3 mesi che l’Irs a 10 anni.
Nella media del mese di aprile il tasso Euribor a 3 mesi si è attestato a 2,17%. Nel 2026 il valore è risultato pari a 2,03% a gennaio; 2,01% a febbraio; 2,11% a marzo; 2,17% ad aprile.
Il tasso sui contratti di Interest rate swaps (Irs) a 10 anni ad aprile è risultato pari a 3,06%, in aumento di 0,10% rispetto al mese precedente. Nel 2026 il valore è risultato pari a 2,89% a gennaio; 2,79% a febbraio; 2,96% a marzo; 3,06% ad aprile.
A marzo il differenziale tra il tasso Irs a 10 anni e il tasso Euribor a 3 mesi è risultato in media pari a 89 punti base.
I tassi degli altri prestiti
Secondo la sintesi del bollettino mensile dell’Abi, ad aprile:
- Il tasso medio sul totale dei prestiti a famiglie e società non finanziarie, quindi sottoscritti negli anni, è risultato pari a 4,02%;
- il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è stato pari a 3,62%, 24 centesimi in più rispetto al mese precedente.
Secondo le stime dell’Associazione bancaria italiana, i tassi sui prestiti a famiglie e società non finanziarie si sono attestati a 3,97% a gennaio; a 3,99% a febbraio e marzo e a 4,02% ad aprile.
I tassi sui prestiti alle società non finanziarie (nuove operazioni) sono invece risultati in media pari a 3,53% a gennaio; 3,33% a febbraio; 3,38% a marzo; 3,62% ad aprile.
Tassi di interesse bancari nel 2026 (medie mensili – valori %)
Mese di riferimento | Tassi prestiti a famiglie e società non finanziarie | Tasso alle società non finanziarie (nuove operazioni) |
Gennaio | 3,97% | 3,53% |
Febbraio | 3,99% | 3,33% |
Marzo | 3,99% | 3,38% |
Aprile | 4,02% | 3,62% |
Fonte: Monthly outlook Abi.
Prestiti a famiglie e imprese +2,7% ad aprile. È il 16° mese consecutivo di crescita
Sulla base di prime stime del Si-Abi, il totale prestiti a residenti in Italia (settore privato più Amministrazioni pubbliche al netto dei pronti contro termine con controparti centrali) ad aprile si è collocato a 1.680,6 miliardi di euro, con una variazione annua pari a 2,7%, calcolata includendo i prestiti non rilevati nei bilanci bancari in quanto cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni (ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni).
I prestiti al settore privato sono risultati pari a 1.449 miliardi di euro, in aumento del 2,8% rispetto ad un anno prima.
I prestiti a famiglie e imprese si stimano pari a 1.300 miliardi di euro con una variazione annua pari al 2,7%.
“Ad aprile 2026, l’ammontare dei prestiti a imprese e famiglie è cresciuto del 2,7% su base annua, confermando la variazione registrata il mese precedente, proseguendo il percorso di crescita dei prestiti iniziato a marzo 2025. Per le famiglie è il sedicesimo mese consecutivo di incremento e per le imprese è il decimo mese consecutivo di crescita dei prestiti. Infatti, a marzo 2026 i prestiti alle famiglie sono aumentati del 2,7%, mentre quelli alle imprese del 2,8%”, precisa l’Associazione bancaria italiana.
Impieghi delle banche, variazioni percentuali
Mese di riferimento | Impieghi delle banche in Italia – settore privato (variazione percentuale) | Impieghi delle banche in Italia – a famiglie e imprese (variazione percentuale) |
Gennaio | +2,2% | +2,1% |
Febbraio | +2,2% | +2,2% |
Marzo | +2,8% | +2,7% |
Aprile | +2,8% | +2,7% |
Fonte: Monthly outlook Abi.
Crediti deteriorati pari a 26,9 mld ad aprile
A marzo 2026 i crediti deteriorati netti (cioè l’insieme delle sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute e/o sconfinanti calcolato al netto delle svalutazioni e degli accantonamenti già effettuati dalle banche) sono risultati pari a 26,9 miliardi di euro.
A gennaio ammontavano a 27,1 miliardi di euro; a febbraio, a 27,6 miliardi; a marzo, a 26,9 miliardi. Erano pari a 27,7 miliardi a dicembre 2025 e a 31,3 miliardi a dicembre 2024.
“Rispetto al loro livello massimo, 196,3 miliardi raggiunti nel 2015, sono risultati in calo di oltre 169 miliardi. A marzo 2026 i crediti deteriorati netti rappresentavano l’1,28% dei crediti totali. Tale rapporto era inferiore rispetto a dicembre 2025 (1,32%)”, conclude l’Abi.
Crediti deteriorati al netto delle rettifiche nel 2026
| Consistenze (mld euro) | In % sugli impieghi totali |
Gennaio | 27,1 | 1,28% |
Febbraio | 27,6 | 1,32% |
Marzo | 26,9 | 1,28% |
Fonte: Elaborazioni analisi economiche Abi su dati trimestrali Banca d’Italia fino a settembre 2025 e stime Abi per gennaio 2026.
Includono le sofferenze, le inadempienze probabili e le esposizioni scadute e/o sconfinanti.
























