
A marzo i tassi di interesse sui mutui si sono attestati a 3,36%. Lo segnala il Rapporto mensile dell’Abi (Associazione bancaria italiana), che sintetizza l’andamento dei tassi fissi e variabili ed è influenzato anche dalla variazione della composizione fra le erogazioni in base alla tipologia di mutuo.
Secondo i dati, diffusi sabato scorso nella sintesi del bollettino, il valore era pari a 3,14% a marzo 2025 e a 3,79% a marzo 2024.
Secondo le stime dell’Abi, i tassi medi dei mutui si sono attestati a 3,45% a gennaio e a 3,44% a febbraio.
Tassi di interesse bancari nel 2025 (medie mensili – valori %)
Mese di riferimento | Tassi sui mutui (nuove operazioni) | Tasso di riferimento Bce | Euribor a 3 mesi (Area euro) | Irs a 10 anni (Area euro) |
Gennaio | 3,45% | 2,00% | 2,03% | 2,89% |
Febbraio | 3,44% | 2,00% | 2,01% | 2,79% |
Marzo | 3,36% | 2,00% | 2,11% | 2,96% |
Fonte: Monthly outlook Abi.
Su SimplyBiz è disponibile anche l’andamento dei tassi nel 2025.
L’andamento di Euribor e Irs
Secondo i dati dell’Associazione bancaria, a marzo risultano in aumento sia l’Euribor a 3 mesi che l’Irs a 10 anni.
Nella media del mese di marzo il tasso Euribor a 3 mesi si è attestato a 2,11%. Nel 2026 il valore è risultato pari a 2,03% a gennaio; 2,01% a febbraio; 2,11% a marzo.
Il tasso sui contratti di Interest rate swaps (Irs) a 10 anni è risultato pari a 2,96%. Nel 2026 il valore è risultato pari a 2,89% a gennaio; 2,79% a febbraio; 2,96% a marzo.
A marzo il differenziale tra il tasso Irs a 10 anni e il tasso Euribor a 3 mesi è risultato in media pari a 85 punti base.
I tassi degli altri prestiti
Secondo le stime dell’Abi, a marzo:
- Il tasso medio sul totale dei prestiti a famiglie e società non finanziarie, quindi sottoscritti negli anni, è risultato pari a 3,98%;
- il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è stato pari a 3,26%.
Secondo le stime dell’Associazione bancaria italiana, i tassi sui prestiti a famiglie e società non finanziarie si sono attestati a 3,97% a gennaio e a 3,98% a febbraio e marzo.
I tassi sui prestiti alle società non finanziarie (nuove operazioni) si sono attestati in media a 3,53% a gennaio; 3,33% a febbraio; 3,26% a marzo.
Tassi di interesse bancari nel 2026 (medie mensili – valori %)
Mese di riferimento | Tassi prestiti a famiglie e società non finanziarie | Tasso alle società non finanziarie (nuove operazioni) |
Gennaio | 3,97% | 3,53% |
Febbraio | 3,98% | 3,33% |
Marzo | 3,98% | 3,26% |
Fonte: Monthly outlook Abi.
Prestiti a famiglie e imprese +2,4% a marzo
Sulla base di prime stime del Si-Abi, il totale prestiti a residenti in Italia (settore privato più Amministrazioni pubbliche al netto dei pronti contro termine con controparti centrali) a marzo si è collocato a 1.678 miliardi di euro, con una variazione annua pari a 2,3%, calcolata includendo i prestiti non rilevati nei bilanci bancari in quanto cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni (ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni).
I prestiti al settore privato sono risultati pari a 1.442 miliardi di euro, in aumento del 2,1% rispetto ad un anno prima.
I prestiti a famiglie e imprese si stimano pari a 1.299 miliardi di euro con una variazione annua pari al 2,4%.
“A marzo 2026, l’ammontare dei prestiti a imprese e famiglie è cresciuto del 2,4% su base annua, in accelerazione rispetto al +2,2% registrato a febbraio, proseguendo il percorso di crescita dei prestiti iniziato a marzo 2025. In dettaglio, per le famiglie si tratta del quindicesimo mese consecutivo di incremento, mentre per le imprese è il nono mese consecutivo di crescita dei prestiti. Infatti, a febbraio 2026 i prestiti alle famiglie sono aumentati del 2,6%, mentre quelli alle imprese dell’1,8%”, precisa l’Associazione bancaria italiana.
Impieghi delle banche, variazioni percentuali
Mese di riferimento | Impieghi delle banche in Italia – settore privato (variazione percentuale) | Impieghi delle banche in Italia – a famiglie e imprese (variazione percentuale) |
Gennaio | 2,2% | 2,1% |
Febbraio | 2,2% | 2,2% |
Marzo | 2,1% | 2,4% |
Fonte: Monthly outlook Abi.
Crediti deteriorati pari a 27,6 mld a febbraio
A febbraio 2026 i crediti deteriorati netti (cioè l’insieme delle sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute e/o sconfinanti calcolato al netto delle svalutazioni e degli accantonamenti già effettuati dalle banche) sono risultati pari a 27,6 miliardi di euro.
A gennaio ammontavano a 27,1 miliardi di euro. Erano pari a 29,3 miliardi di euro ad agosto, 30 miliardi a settembre, a 29,4 miliardi di euro a ottobre, 29,7 miliardi di euro a novembre. Erano 31,3 miliardi a dicembre 2024.
“Rispetto al loro livello massimo, 196,3 miliardi raggiunti nel 2015, sono risultati in calo di quasi 169 miliardi. A febbraio 2026 i crediti deteriorati netti rappresentavano l’1,32% dei crediti totali”, conclude l’Abi.
Crediti deteriorati al netto delle rettifiche nel 2026
| Consistenze (mld euro) | In % degli impieghi totali |
Gennaio | 27,1 | 1,28% |
Febbraio | 27,6 | 1,32% |
Fonte: Elaborazioni analisi economiche Abi su dati trimestrali Banca d’Italia fino a settembre 2025 e stime Abi per gennaio e febbraio 2026.
Includono le sofferenze, le inadempienze probabili e le esposizioni scadute e/o sconfinanti.























