A novembre 2024 i tassi di interesse sui mutui si sono attestati a 3,23%. Lo segnala il Rapporto mensile dell’Abi (Associazione bancaria italiana), che sintetizza l’andamento dei tassi fissi e variabili ed è influenzato anche dalla variazione della composizione fra le erogazioni in base alla tipologia di mutuo.
Secondo i dati pubblicati nel bollettino, il valore era pari al 4,50% a novembre 2023 e a 3,06% a novembre 2022; 1,44% un anno prima.
I tassi di interesse sui mutui sono andati progressivamente diminuendo da inizio anno, perdendo
lo 0,75%. Erano pari a 3,98% a gennaio e sono passati a 3,89% a febbraio; a 3,79% a marzo; a 3,67% ad aprile; a 3,61% a maggio; a 3,55% a giugno; a 3,44% a luglio; 3,59% ad agosto; 3,31% a settembre e 3,27% a ottobre.
Tassi di interesse bancari nel 2024 (medie mensili – valori %)
Mese di riferimento | Tassi sui mutui (nuove operazioni) | Tasso di riferimento Bce | Euribor a 3 mesi (Area euro) | Irs a 10 anni (Area euro) |
Gennaio | 3,98% | 4,50% | 3,93% | 2,63% |
Febbraio | 3,89% | 4,50% | 3,92% | 2,73% |
Marzo | 3,79% | 4,50% | 3,92% | 2,64% |
Aprile | 3,67% | 4,50% | 3,89% | 2,76% |
Maggio | 3,61% | 4,50% | 3,81% | 2,80% |
Giugno | 3,55% | 4,25% | 3,73% | 2,79% |
Luglio | 3,44% | 4,25% | 3,69% | 2,74% |
Agosto | 3,59% | 4,25% | 3,55% | 2,50% |
Settembre | 3,31% | 3,65% | 3,43% | 2,44% |
Ottobre | 3,27% | 3,40% | 3,17% | 2,43% |
Novembre | 3,23% | 3,40% | 3,01% | 2,33% |
Fonte: Monthly outlook Abi.
Su SimplyBiz è disponibile anche l’andamento dei tassi nel 2023.
Irs a 10 anni sceso a 2,15% nei primi 12 giorni di dicembre
Secondo i dati diffusi dall’Abi, nella media del mese di novembre il tasso Euribor a 3 mesi si è attestato a 3,01%, in calo dal 3,17% di ottobre. Era pari al 3,93% a gennaio, a 3,92% a febbraio e marzo, a 3,89% ad aprile, a 3,81% a maggio, a 3,73% a giugno, a 3,69% a luglio, a 3,55% ad agosto, a 3,43% a settembre, a 3,17% a ottobre e a 3,01% a novembre. Nei primi 12 giorni di dicembre si è attestato a 2,88%.
Il tasso sui contratti di Interest rate swaps (Irs) a 10 anni a novembre 2024 è risultato pari a 2,33%. In diminuzione dello 0,1% rispetto al 2,43% di ottobre. Da inizio anno si è attestato a 2,63% a gennaio, a 2,73%, a febbraio, a 2,64% a marzo, a 2,76% ad aprile, a 2,8% a maggio, a 2,79% a giugno, a 2,74% a luglio, 2,50% ad agosto, 2,44% a settembre, 2,43% a ottobre e 2,33% a novembre. Nei primi 12 giorni di dicembre il tasso Irs a 10 anni è stato in media del 2,15%.
I tassi degli altri prestiti
Secondo la sintesi del bollettino mensile dell’Abi, a novembre 2024:
- Il tasso medio sul totale dei prestiti a famiglie e società non finanziarie, quindi sottoscritti negli anni, è risultato pari a 4,55% (4,78% a gennaio; 4,80% a febbraio e marzo; 4,81% ad aprile; 4,8% a maggio; 4,77% a giugno; 4,74% a luglio; 4,72% ad agosto; 4,7% a settembre; 4,62% a ottobre);
- il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è stato pari a 4,47% (5,48% a gennaio; 5,34% a febbraio; 5,26% a marzo; 5,3% ad aprile; 5,38% a maggio; 5,26% a giugno; 5,28% a luglio; 5,13% ad agosto; 4,9% a settembre; 4,73% a ottobre).
Tassi di interesse bancari nel 2024 (medie mensili – valori %)
Mese di riferimento | Tassi prestiti a famiglie e società non finanziarie | Tasso alle società non finanziarie (nuove operazioni) |
Gennaio | 4,78% | 5,48% |
Febbraio | 4,80% | 5,34% |
Marzo | 4,80% | 5,26% |
Aprile | 4,81% | 5,3% |
Maggio | 4,8% | 5,38% |
Giugno | 4,77% | 5,26% |
Luglio | 4,74% | 5,28% |
Agosto | 4,72% | 5,13% |
Settembre | 4,7% | 4,9% |
Ottobre | 4,62% | 4,73% |
Novembre | 4,55% | 4,47% |
Fonte: Monthly outlook Abi.
Prestiti a famiglie e imprese -1,4%
Sulla base di prime stime del Si-Abi, il totale prestiti a residenti in Italia (settore privato più Amministrazioni pubbliche al netto dei pronti contro termine con controparti centrali) a novembre 2024 si è collocato a 1.639,9 miliardi di euro, con un calo su base annua dell’1,4% (-1,5% nel mese precedente), calcolata includendo i prestiti non rilevati nei bilanci bancari in quanto cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni (ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni).
A ottobre i prestiti al settore privato sono risultati pari a 1.405 miliardi di euro in calo dell’1,2% rispetto a un anno prima (1.399,3 miliardi e -1,1% a ottobre 2024).
I prestiti a famiglie e imprese ammontavano a 1.268 miliardi di euro, con una variazione annua pari a -1,6%, (-1,6% il mese precedente).
“Il calo dei volumi di credito è conseguente al rallentamento della crescita economica che contribuisce a deprimere la domanda di prestiti”, precisa l’Associazione bancaria italiana.
Crediti deteriorati saliti di quasi 1 mld ad agosto
A ottobre 2024 i crediti deteriorati netti, cioè l’insieme delle sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute e/o sconfinanti calcolato al netto delle svalutazioni e degli accantonamenti già effettuati dalle banche, si sono attestati a 30,9 miliardi di euro. Erano pari a 31,1 miliardi ad agosto e a 30,2 miliardi di euro a luglio 2024 (30,5 miliardi a dicembre 2023).
“Rispetto al loro livello massimo, 196,3 miliardi raggiunti nel 2015, sono in calo di 165 miliardi. A ottobre 2024 i crediti deteriorati netti rappresentano l’1,49% dei crediti totali. A giugno 2024, tale rapporto era l’1,51% (1,41% a dicembre 2023; 9,8% nel 2015)”, conclude l’Abi.