Abi: mutui, tassi all’1,3% a febbraio 2021. Prestiti cresciuti del 5,1%

Abi, Rapporto mensileI tassi sui mutui si sono attestati all’1,3% a febbraio, in lieve aumento rispetto all’1,27% di gennaio. È quanto emerge dal rapporto mensile dell’Associazione bancaria italiana (Abi). Il bollettino, diffuso oggi, precisa che lo scorso mese “i tassi di interesse sulle operazioni di finanziamento si mantengono su livelli particolarmente bassi, sui minimi storici”.

Il tasso medio sul totale dei prestiti è sceso al 2,24%, dal 2,26% di gennaio (6,18% prima della crisi, a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è l’1,30%, dall’1,27% di gennaio 2021 (5,72% a fine 2007), mentre il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è l’1,10%, rispetto all’1,18% del mese precedente (5,48% a fine 2007).

Prestiti a famiglie e imprese saliti del 5,1% rispetto al 2020

Secondo il bollettino mensile dell’Abi, a febbraio 2021, i prestiti a imprese e famiglie sono aumentati del 5,1% rispetto a un anno fa. “Tale evidenza emerge dalle stime basate sui dati pubblicati dalla Banca d’Italia, relativi ai finanziamenti a imprese e famiglie (calcolati includendo i prestiti cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni, ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni”, chiarisce l’associazione.

A gennaio 2021, per i prestiti alle imprese si è registrato un aumento del 7,2% su base annua. L’aumento è stato del 2,2% per i prestiti alle famiglie.

Qualità del credito

Le sofferenze nette, cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse, sono scese sotto i 20 miliardi a gennaio 2021, attestandosi a 19,9 miliardi di euro. Si tratta, specifica l’Abi, del livello minimo da giugno 2009, “in riduzione rispetto ai 20,9 miliardi di dicembre 2020 e ai 26,3 miliardi di gennaio 2020 (-6,5 miliardi pari a -24,6%) e ai 33,5 miliardi di gennaio 2019 (-13,7 miliardi pari a – 40,7%)”.

Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di circa 69 miliardi (pari a -77,6%). “ll rapporto sofferenze nette su impieghi totali si è ridotto all’1,14% a gennaio 2021, livello minimo da giugno 2009, (era 1,21% a dicembre 2020, 1,55% a gennaio 2020, 1,93% a gennaio 2019 e 4,89% a novembre 2015)”,si legge nel report.

Dinamica della raccolta da clientela

In Italia, a febbraio 2021, la dinamica della raccolta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) risulta in crescita del 7,6% su base annua. “I depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) sono aumentati, nello stesso mese, di oltre 161 miliardi di euro rispetto ad un anno prima (variazione pari a +10,2% su base annuale), mentre la raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, è scesa, negli ultimi 12 mesi, di circa 22 miliardi di euro in valore assoluto (pari a -9,4%)”, conclude l’Abi.