Abi: mutui, tassi a 1,37% a marzo 2021. In aumento rispetto all’1,27% di gennaio

Abi, Rapporto mensileContinuano a salire i tassi sui mutui casa nei primi mesi del 2021. A marzo si sono attestati all’1,37%, secondo l’outlook mensile dell’Associazione bancaria italiana (Abi). In aumento rispetto a febbraio, quando erano all’1,3%, e a gennaio, quando erano all’1,27% (1,25% un anno prima).

L’Abi rende disponibili una serie di informazioni quantitative in anticipo rispetto ad ogni altra rilevazione in proposito, poiché le banche sono i produttori stessi di queste informazioni. Nei primi due mesi dell’anno le rilevazioni sono risultate lievemente più basse rispetto a quelle della Banca d’Italia, secondo la quale i tassi di interesse dei mutui per l’abitazione principale sono stati pari a 1,61% a gennaio e a 1,65% a febbraio.

La dinamica dei prestiti bancari

Secondo il bollettino mensile dell’Abi, a marzo 2021, i prestiti a imprese e famiglie sono aumentati del 4,5% rispetto a un anno fa. Tale evidenza emerge dalle stime basate sui dati pubblicati dalla Banca d’Italia, relativi ai finanziamenti a imprese e famiglie, e sono calcolati includendo i prestiti cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni, ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni. A febbraio 2021, per i prestiti alle imprese si registra un aumento del 7,6% su base annua. L’aumento è del 2,4% per i prestiti alle famiglie.

Tassi di interesse sui prestiti

A marzo 2021 i tassi di interesse sulle operazioni di finanziamento si mantengono su livelli particolarmente bassi, sui minimi storici”, precisa l’Abi. E registrano le seguenti dinamiche:

  • il tasso medio sul totale dei prestiti è sceso al 2,24% (2,25% il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007);
  • il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è l’1,20% (1,15% il mese precedente; 5,48% a fine 2007);
  • il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è l’1,37% (1,30% a febbraio 2021, 5,72% a fine 2007).

Qualità del credito

Le sofferenze nette, cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse, a febbraio 2021 sono state pari a 20,1 miliardi di euro, in riduzione rispetto ai 26,4 miliardi di febbraio 2020 (-6,3 miliardi pari a -23,8%) e ai 33,6 miliardi di febbraio 2019 (-13,5 miliardi pari a -40,2%). “Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di circa 69 miliardi (pari a -77,3%) – conclude l’analisi -. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è l’1,16% a febbraio 2021, (era 1,55% a febbraio 2020, 1,95% a febbraio 2019 e 4,89% a novembre 2015)”.