Abi: mutui, tassi al 3,3% a novembre 2025. Erogazioni alle famiglie in crescita per l’11° mese consecutivo

Abi, Rapporto mensile

A novembre 2025 i tassi di interesse sui mutui si sono attestati a 3,30%. Lo segnala il Rapporto mensile dell’Abi (Associazione bancaria italiana), che sintetizza l’andamento dei tassi fissi e variabili ed è influenzato anche dalla variazione della composizione fra le erogazioni in base alla tipologia di mutuo.

Secondo i dati diffusi sabato scorso nella sintesi del bollettino, il valore era pari a 3,23% a novembre 2024 e a 4,50% a novembre 2023.

Il valore di ottobre è superiore di 18 punti base rispetto all’inizio dell’anno. Secondo le stime dell’Abi, i tassi medi si sono attestati a 3,12% a gennaio; 3,18% a febbraio; 3,14% a marzo; 3,27% ad aprile; 3,17% a maggio; 3,19% a giugno; 3,20% a luglio; 3,28% ad agosto e settembre; a 3,31% a ottobre; a 3,30% a novembre.

Tassi di interesse bancari nel 2025 (medie mensili – valori %)

Mese di riferimento

Tassi sui mutui (nuove operazioni)

Tasso di riferimento Bce

Euribor a 3 mesi (Area euro)

Irs a 10 anni (Area euro)

Gennaio

3,12%

3,00%

2,71%

2,49%

Febbraio

3,18%

2,75%

2,53%

2,38%

Marzo

3,14%

2,50%

2,44%

2,67%

Aprile

3,27%

2,25%

2,24%

2,52%

Maggio

3,17%

2,25%

2,09%

2,53%

Giugno

3,19%

2,00%

1,98%

2,55%

Luglio

3,20%

2,00%

1,99%

2,64%

Agosto

3,28%

2,00%

2,02%

2,66%

Settembre

3,28%

2,00%

2,03%

2,67%

Ottobre

3,31%

2,00%

2,03%

2,64%

Novembre

3,30%

2,00%

2,04%

2,72%

Fonte: Monthly outlook Abi.

Su SimplyBiz è disponibile anche l’andamento dei tassi nel 2024.

L’andamento di Euribor e Irs da inizio anno

Secondo i dati diffusi dall’Abi, nella media del mese di novembre 2025 il tasso Euribor a 3 mesi si è attestato a 2,04%.

Il valore è risultati pari a 2,71% a gennaio; 2,53% a febbraio; 2,44% a marzo; 2,24% ad aprile; 2,09% a maggio; 1,98% a giugno; 1,99% a luglio; 2,02% ad agosto; 2,03% a settembre e ottobre; 2,04% a novembre.

Il tasso sui contratti di Interest rate swaps (Irs) a 10 anni a ottobre 2025 è risultato pari a 2,72%.

Il valore è risultati pari a 2,49% a gennaio; 2,38% a febbraio; 2,67% a marzo; 2,52% ad aprile; 2,53% a maggio; 2,55% a giugno; 2,64% a luglio; 2,66% ad agosto; 2,67% a settembre; 2,64% a ottobre; 2,72% a novembre.

Come si può notare, a partire dal mese di marzo si è verificata un’inversione di tendenza e il tasso fisso ha superato il variabile, mantenendosi su livelli più elevati per tutto il resto dell’anno.

A novembre il differenziale tra il tasso Irs a 10 anni e il tasso Euribor a 3 mesi è risultato in media pari a 68 punti base.

I tassi degli altri prestiti 

Secondo la sintesi del bollettino mensile dell’Abi, a novembre 2025:

  • Il tasso medio sul totale dei prestiti a famiglie e società non finanziarie, quindi sottoscritti negli anni, è risultato pari a 3,96%;
  • il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è stato pari a 3,44%, in calo dal 3,52% del mese precedente.

Secondo le stime dell’Associazione bancaria italiana, i tassi sui prestiti a famiglie e società non finanziarie si sono attestati a 4,32% a gennaio; 4,28% a febbraio; 4,21% a marzo; 4,14% ad aprile; 4,08% a maggio; 4,02% a giugno; 3,94% a luglio; 3,92% ad agosto; 3,96% a settembre, ottobre e novembre.

I tassi sui prestiti alle società non finanziarie (nuove operazioni) si sono attestati in media a 4,13% a gennaio; 3,99% a febbraio; 3,92% a marzo; 3,76% ad aprile; 3,66% a maggio; 3,60% a giugno; 3,50% a luglio; 3,39% ad agosto; 3,38% a settembre; 3,52% a ottobre; 3,44% a novembre.

Tassi di interesse bancari nel 2025 (medie mensili – valori %)

Mese di riferimento

Tassi prestiti a famiglie e società non finanziarie

Tasso alle società non finanziarie (nuove operazioni)

Gennaio

4,32%

4,13%

Febbraio

4,28%

3,99%

Marzo

4,21%

3,92%

Aprile

4,14%

3,76%

Maggio

4,08%

3,66%

Giugno

4,02%

3,60%

Luglio

3,94%

3,50%

Agosto

3,92%

3,39%

Settembre

3,96%

3,38%

Ottobre

3,96%

3,52%

Novembre

3,96%

3,44%

Fonte: Monthly outlook Abi.

Prestiti a famiglie e imprese +1,5% a ottobre

Sulla base di prime stime del Si-Abi, il totale prestiti a residenti in Italia (settore privato più Amministrazioni pubbliche al netto dei pronti contro termine con controparti centrali) a novembre 2025 si è collocato a 1.651,7 miliardi di euro, con una variazione annua pari a 1,2%, calcolata includendo i prestiti non rilevati nei bilanci bancari in quanto cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni (ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni).

I prestiti al settore privato sono risultati pari a 1.425 miliardi di euro, in aumento dell’1,8% rispetto ad un anno prima.

I prestiti a famiglie e imprese si stimano pari a 1.284 miliardi di euro con una variazione annua pari all’1,9%.

Per le famiglie è l’undicesimo mese consecutivo in cui si è registrato un incremento e per le imprese è il quinto mese consecutivo in cui sono cresciuti i finanziamenti”, precisa l’Associazione bancaria italiana.

Impieghi delle banche, variazioni percentuali

Mese di riferimento

Impieghi delle banche in Italia – settore privato (variazione percentuale)

Impieghi delle banche in Italia – a famiglie e imprese(variazione percentuale)

Gennaio

-0,3%

-0,8%

Febbraio

0,0%

-0,6%

Marzo

0,5%

0,0%

Aprile

1,0%

0,3%

Maggio

0,7%

0,1%

Giugno

1,1%

1,0%

Luglio

1,3%

1,3%

Agosto

1,6%

1,6%

Settembre

1,6%

1,7%

Ottobre

1,7%

1,5%

Novembre

1,8%

1,9%

Fonte: Monthly outlook Abi.

Crediti deteriorati pari a 29,4 miliardi a ottobre

A ottobre 2025 i crediti deteriorati netti (cioè l’insieme delle sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute e/o sconfinanti calcolato al netto delle svalutazioni e degli accantonamenti già effettuati dalle banche) sono risultati pari a 29,4 miliardi di euro.

Ammontavano a 29,3 miliardi di euro ad agosto e a 30,2 miliardi a marzo (31,3 miliardi a dicembre 2024). Rispetto al loro livello massimo, 196,3 miliardi raggiunti nel 2015, sono in calo di 167 miliardi.

A settembre 2025 i crediti deteriorati netti rappresentavano l’1,41% dei crediti totali, come a settembre. Tale rapporto è inferiore rispetto all’1,48% di marzo e all’1,46% di giugno (1,51% a dicembre 2024; 9,8% a dicembre 2015).