Abi: priorità alle energie verdi in un quadro di regole certe

Investire nelle energie rinnovabili e concentrare l’attenzione sui riflessi che i nuovi meccanismi di incentivazione per la produzione di elettricità da fonti alternative avranno sulla filiera industriale e sull’attività di finanziamento in generale. Queste le tematiche al centro del primo Forum Abi (Associazione bancaria italiana) Green Energy: rinnovare il credito alle energie rinnovabili, che si è svolto il 16 giugno a Roma.

In base alle le stime del Piano di azione nazionale (Pan) del ministero dello Sviluppo economico, per il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Ue al 2020, nel corso dei prossimi dieci anni è previsto un investimento complessivo in energie rinnovabili per circa 52 miliardi di euro, di cui 40 solo nei comparti dell’eolico e del fotovoltaico.

Numeri e risorse
Nel corso del 2010 il settore delle rinnovabili ha mostrato una forte crescita, con una potenza installata che ha raggiunto 30.000 megawatt (+12% rispetto al 2009) e una produzione complessiva di oltre 75.000 gigawatt (+9%). Per supportare questo sviluppo, ha sottolineato l’Abi, le banche sono chiamate a svolgere un duplice ruolo: da un lato, quello di soggetti finanziatori di nuovi impianti e della relativa filiera di produzione; dall’altro, quello di utilizzatori di energia, impegnati a garantire la continuità dei servizi offerti. Con un accresciuto livello di concorrenza nel settore, negli ultimi anni gli istituti italiani hanno assunto impegni di finanziamento pari a 13 miliardi di euro tra il comparto eolico e fotovoltaico, relativamente a operazioni di project financing e leasing.

Il quadro regolamentare
Secondo l’Abi è importante una sinergia forte con istituzioni e imprese in una cornice di regole certe. Il susseguirsi di modifiche normative e di interventi correttivi negli ultimi anni non ha contribuito a definire chiaramente il quadro operativo, con il rischio di incidere negativamente su presupposti e condizioni base che hanno determinato l’equilibrio economico-finanziario dei progetti già finanziati o deliberati dalle banche, e in particolare sulle previsioni di flussi di cassa elaborate a suo tempo sulla scia dei meccanismi di incentivazioni vigenti. Nel frattempo l’entrata in vigore del nuovo “IV Conto Energia” apre nuovi scenari agli operatori che intendono investire in tale comparto. Al riguardo, secondo l’associazione, è certamente condivisibile lo spirito del decreto e in particolare l’esigenza di una progressiva riduzione delle tariffe e di un contenimento del costo complessivo del sistema di incentivazione, necessari per allineare il nostro Paese ai livelli comunitari. Condivisibile è anche inoltre l’esigenza di razionalizzare il sistema al fine di controllare più efficacemente l’onere sulla bolletta elettrica a carico dei cittadini e delle imprese. Fondamentali gli strumenti previsti dal decreto per potenziare la filiera industriale italiana, attiva nella produzione di impianti solari fotovoltaici. Tutti maggiori istituti italiani hanno costituito in questi anni specifiche strutture e desk dedicati al finanziamento delle energie rinnovabili, creando centri di eccellenza in grado di offrire un’ampia gamma di servizi finanziari tarati sulle specifiche esigenze di famiglie, imprese ed enti pubblici. In questo quadro, l’Abi ha avviato il suo Osservatorio rinnovabili, che aspira a diventare un  punto di riferimento per lo sviluppo, l’approfondimento e l’aggiornamento sul tema delle rinnovabili in banca.

Abi: priorità alle energie verdi in un quadro di regole certe ultima modifica: 2011-06-20T07:10:00+00:00 da Flavio Meloni

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