Abi, Sabatini: “Sviluppo del Mezzogiorno al centro delle politiche di crescita”

“Ora che i mercati finanziari stanno mostrando segnali di rallentamento delle turbolenze che danneggiano pesantemente economie ad alto debito come la nostra – ha sottolineato Sabatini – occorre mantenere una forte attenzione sui conti pubblici e concentrarsi sulle soluzioni aperte dall’accordo sulla produttività per rafforzare il sistema industriale e tutelare l’occupazione. Stabilità e crescita sono le due variabili della complessa equazione che dobbiamo risolvere per assicurare il futuro del nostro Paese”.

“In Italia – ha aggiunto Sabatini – imprese bancarie e altre imprese condividono un destino comune. Tanto più nel Mezzogiorno che ha bisogno di recuperare risorse e concrete prospettive su settori peculiari legati al turismo o a tutta la filiera agroalimentare, anche investendo sulla crescita dimensionale delle aziende per soddisfare una qualunque ambizione verso l’export”.

Proprio sulle Pmi, l’Abi valuta con moderato ottimismo il rinvio dell’entrata in vigore di Basilea 3. “Questo – ha proseguito Sabatini – dovrebbe permettere alle banche di operare con maggiore fluidità sul fronte delle erogazioni, perché le regole originarie della normativa avrebbero potuto determinare, invece, un credit crunch tecnico. È obiettivo di tutti evitare limitazioni creditizie alle imprese a prescindere dal vero rischio di credito aziendale”.

È anche vero che per facilitare l’accesso al credito occorre continuare ad allentare le tensioni che aumentano la percezione del rischio paese. Per Sabatini “ciò significa riportare questo rischio a livelli ragionevoli, precedenti il 2011, per immaginare che costo e quantità del credito possano migliorare. Il livello attuale dello spread è certamente un’ottima notizia, ma è pur sempre il doppio se non il triplo della congiuntura pre-crisi”.

“È fondamentale – ha proseguito Sabatini – che cresca nel Paese la consapevolezza del ruolo delle banche e del fatto che le difficoltà che oggi si stanno manifestando nell’erogazione creditizia potrebbero accentuarsi se le imprese bancarie fossero sottoposte a ulteriori penalizzazioni, specie sul piano fiscale e regolamentare. In un quadro congiunturale e prospettico che presenta molteplici fattori di compressione della redditività, le banche dovranno recuperare sia sul fronte dei ricavi sia sul fronte dei costi, sfruttando le nuove tecnologie, aumentando flessibilità ed efficienza a vantaggio dei clienti”.

Su questo percorso gravano insostenibili aumenti della pressione fiscale: rispetto ai principali competitors europei, nella media degli ultimi 10 anni, si è registrata una tassazione superiore di 15 punti percentuali. Tale onere comporta un effetto negativo sulla capacità di autofinanziamento delle banche italiane, che si riflette in una minore capacità di sostenere l’economia e conseguentemente in una riduzione del gettito complessivo.

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Abi, Sabatini: “Sviluppo del Mezzogiorno al centro delle politiche di crescita” ultima modifica: 2013-01-28T10:01:14+00:00 da Flavio Meloni

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