Abi: tassi sui mutui a 1,44% a novembre 2019. Stabile l’andamento dei prestiti

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Abi, Rapporto mensileA novembre 2019 il tasso dei mutui si è attestato a 1,44% ed è rimasto stabile il totale dei finanziamenti a famiglie e imprese. È quanto emerge dal Rapporto mensile dell’Abi di dicembre 2019, reso noto oggi.

Secondo i dati dell’ufficio studi dell’Associazione bancaria italiana, i tassi dei mutui hanno registrato a novembre una lieve crescita rispetto all’1,40% di ottobre, ma risultano comunque di molto inferiori al 5,72% di fine 2007, prima dell’inizio della crisi. Il tasso medio dei prestiti è risultato pari a 2,50% (2,51% il mese precedente e 6,18% a fine 2007), mentre quello sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è sceso a 1,20% da 1,31% di ottobre (5,48% a fine 2007).

L’andamento dei prestiti a novembre

Sulla base di prime stime dell’Abi, il totale prestiti a residenti in Italia (settore privato più Amministrazioni pubbliche al netto dei pct con controparti centrali) a novembre 2019 si colloca a 1.693 miliardi di euro, segnando un aumento su base annua del 0,6%9 (+0,7% il mese precedente). A fine 2007 – prima dell’inizio della crisi – tali prestiti ammontavano a 1.673 miliardi, segnando da allora ad oggi un aumento in valore assoluto di circa 20 miliardi di euro. Il calcolo è stato effettuato includendo i prestiti non rilevati nei bilanci bancari in quanto cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni (ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni).
I prestiti a residenti in Italia al settore privato risultano, a novembre 2019, pari a 1.426 miliardi di euro segnando una variazione annua del +0,2%.
I prestiti a famiglie e società non finanziarie ammontano, nello stesso mese, a 1.277,5 miliardi di euro. Sulla base di stime fondate sui dati pubblicati dalla Banca d’Italia, la variazione annua dei finanziamenti a famiglie e imprese calcolata includendo i prestiti non rilevati nei bilanci bancari in quanto cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni (ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni) risulta pari al +0,1% e in calo rispetto alla dinamica registrata il mese precedente (+0,4%).

Ad ottobre 2019 mutui alle famiglie aumentati del 2,4%

Secondo i dati ufficiali di Banca d’Italia, ripresi dal Rapporto mensile dell’Abi, a ottobre 2019 “la dinamica dei finanziamenti alle famiglie è rimasta solida tanto per la componente dei mutui per l’acquisto di abitazioni (+2,4% la variazione annua), quanto per quella del credito al consumo”.
Nello stesso mese la dinamica dei prestiti alle imprese non finanziarie è risultata pari a -1,4%9 (-1% nel mese precedente, -5,9% a novembre 2013, il picco negativo). Il totale dei prestiti alle famiglie è cresciuto del 2,4% (+2,5% nel mese precedente; -1,5% a novembre 2013).
In particolare, nel terzo trimestre del 2019, la quota di acquisti finanziati attraverso mutuo ipotecario è scesa su valori simili a quelli registrati all’inizio del 2016, al 73,6% dal 79,6%; è invece aumentato di due punti percentuali il rapporto fra il prestito e il valore dell’immobile (76,2%) – prosegue il report -. L’analisi della distribuzione del credito bancario per branca di attività economica mette in luce come ad ottobre 2019 le attività manifatturiere, quella dell’estrazione di minerali ed i servizi coprano una quota sul totale di circa il 56,6%, la quota delle sole attività manifatturiere è del 26%. I finanziamenti al commercio ed attività di alloggio e ristorazione detengono un’incidenza sul totale di circa il 21,8%, il comparto delle costruzioni l’11,6% mentre quello dell’agricoltura il 5,6%. Le attività residuali circa il 4,4%”.

I tassi di prestiti e mutui

Dalle segnalazioni del Si-Abi si rileva che a novembre 2019 si è attestato a 1,44% il tasso sui mutui per l’acquisto di abitazioni, che sintetizza l’andamento dei tassi fissi e variabili ed è influenzato anche dalla variazione della composizione fra le erogazioni in base alla tipologia di mutuo. Era a 1,40% il mese precedente e a 5,72% a fine 2007.
Sul totale delle nuove erogazioni di mutui oltre l’84% sono mutui a tasso fisso. “Nell’ultimo mese la quota del flusso di finanziamenti a tasso fisso è risultata pari all’84,1% (86,2% il mese precedente)”, precisa il Rapporto mensile di dicembre.
Il tasso medio sui nuovi prestiti in euro alle società non finanziarie è sceso al minimo storico e risulta pari all’1,20% (1,31% il mese precedente; 5,48% a fine 2007). Infine, il tasso medio ponderato sul totale dei prestiti a famiglie e società non finanziarie è risultato a novembre 2019 pari al 2,50% (2,51% il mese precedente; 6,16% a fine 2007).

Dinamica dei finanziamenti influenzata da andamento investimenti e ciclo economico

La dinamica del credito continua ad essere influenzata dall’andamento degli investimenti e del ciclo economico la cui dinamica rimane modesta – spiega l’ufficio studi dell’Abi -. In particolare, posto uguale a 100 il valore reale degli investimenti fissi lordi al primo trimestre 2008, nel terzo trimestre del 2019 l’indice si è posizionato a 81,7 con una perdita complessiva pari a 18,3 punti.
Secondo i dati pubblicati dal Cerved, nei primi sei mesi del 2019 sono cresciuti i casi di chiusura aziendale, più sensibili alla congiuntura economica, come le liquidazioni volontarie e i concordati preventivi, mentre prosegue il calo dei fallimenti, che invece fotografano casi di crisi aziendali che vengono più da lontano. Nel dettaglio, tra marzo e giugno sono fallite 2.844 imprese, portando il totale di procedure nei primi mesi dell’anno a quota 5.691 società, in calo del 5,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I miglioramenti hanno riguardato tutte le forme giuridiche e i settori economici ma non tutta la Penisola, con incrementi in diverse regioni italiane: significativi gli aumenti in Sardegna, Abruzzo e Veneto (che blocca la riduzione dei default nel Nord-Est)”.
Tornano a crescere le procedure concorsuali non fallimentari (+7,3% su base annua), soprattutto per effetto della crescita dei concordati preventivi: tra gennaio e giugno 2019 sono state presentate 296 domande di concordato, un dato lontano dai picchi osservati durante le fasi più acute della crisi, ma in aumento del 18% rispetto ai minimi dello stesso periodo del 2018. Calano drasticamente le liquidazioni coatte amministrative (-43%) in accelerazione rispetto al primo semestre del 2018 (-15,5%).
In base alle stime nel secondo trimestre del 2019 hanno avviato chiusure volontarie 14mila società, cui corrisponde un aumento del 6,2% su base annua. L’aumento segue quello degli ultimi mesi del 2018 e dei primi tre mesi del 2019, confermando un peggioramento delle aspettative di profitto degli imprenditori: il totale di liquidazioni nella prima metà dell’anno sale a quota 31 mila, in crescita del 4,3% su base annua: punte di aumento, sopra il 10%, si evidenziano in Piemonte e Friuli. Si riduce invece il numero di “vere” società di capitale (-6,1%), ovvero imprese che hanno presentato un bilancio in almeno uno dei tre anni precedenti alla liquidazione.

Le previsioni per domanda e offerta di mutui e prestiti

Secondo quanto emerge dall’ultima indagine trimestrale sul credito bancario (Bank lending survey di ottobre 2019), nel terzo trimestre del 2019 i criteri di offerta sui prestiti sia alle imprese sia alle famiglie per l’acquisto di abitazioni hanno registrato un lieve allentamento. Per il trimestre in corso, gli intermediari si attendono politiche di offerta invariate per i mutui alle famiglie e un ulteriore lieve allentamento per i prestiti alle imprese”, conclude il Rapporto mensile dell’Abi pubbilcato oggi.
La domanda di finanziamenti da parte delle imprese ha registrato una moderata contrazione, principalmente riconducibile alle minori esigenze connesse con il finanziamento degli investimenti fissi e della spesa per scorte e capitale circolante. La domanda di prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni è lievemente aumentata, sostenuta dal contributo positivo delle prospettive del mercato degli immobili residenziali e dei bassi tassi di interesse. In prospettiva, la domanda di prestiti da parte delle imprese resterebbe invariata, mentre quella delle famiglie continuerebbe a rafforzarsi.
In particolare, “si è registrato un diminuzione della dinamica della domanda di finanziamento delle imprese legata agli investimenti (in termini dell’indicatore espresso dalla percentuale netta: -20%; +20% nel primo trimestre del 2019)”. È cresciuta del 10% la variazione della domanda di finanziamenti per operazioni di fusioni, incorporazioni e ristrutturazione degli assetti societari (+10% anche nel primo trimestre del 2019), mentre quella per scorte e capitale circolante è diminuita del 20% (+10% nel trimestre precedente); nulla quella per ristrutturazione del debito (0% anche nel trimestre precedente) e quella legata al livello dei tassi di interesse (+20% nel trimestre precedente).