Abusivismo finanziario e autoriciclaggio: 8 arresti e sequestri per 20 milioni di euro

Gdf, Guardia di Finanza Usura Frode Fiscale Abusivismo finanziarioLo scorso 13 marzo i finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Monza, hanno arrestato 9 persone e sottoposto a sequestro preventivo beni immobili, mobili e dei saldi attivi dei conti correnti fino a 20 milioni di euro. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di reati fiscali e associazione a delinquere finalizzata all’abusivismo finanziario, alla truffa, all’autoriciclaggio e alla bancarotta fraudolenta.

Le indagini hanno consentito di accertare che gli arrestati, avvalendosi di quattro società agli stessi riconducibili, hanno esercitato, in assenza delle prescritte autorizzazioni, un’illecita attività finanziaria secondo il c.d. schema Ponzi, promuovendo, attraverso simulati contratti di compravendita e/o locazione, prodotti finanziari a rendimenti elevati e ripagando gli incauti investitori con fondi raccolti presso nuovi clienti – spiega una nota della Guardia di Finanza -. La restituzione degli interessi ai risparmiatori, tesa a incentivare la stipulazione di nuovi contratti, ha successivamente determinato il fallimento di due delle quattro società coinvolte nella frode”.

Per la promozione dei prodotti finanziari, che venivano gestiti tramite una piattaforma informatica creata ad hoc, gli indagati “si sono avvalsi di tecniche diversificate, sfruttando anche i social network e organizzando vere e proprie convention in Lombardia, Lazio, Toscana, Emilia-Romagna e Sardegna”.

Secondo le ricostruzioni della Guardia di Finanza, il sodalizio criminale si caratterizzava per un’organizzazione dalla struttura piramidale, “al cui vertice era il dominus delle società e a un livello inferiore si ponevano i suoi più stretti collaboratori, i quali lo coadiuvavano nella gestione del sodalizio e promuovevano i prodotti nella piena consapevolezza dell’effettiva natura delle transazioni. Nell’ambito delle investigazioni risultano, altresì, individuati 15 soggetti nominati leader regionali, i quali, pur avendo investito loro stessi somme nell’acquisto dei prodotti, si erano costituiti per trarre a loro volta delle provvigioni un proprio nutrito portafoglio clienti, coinvolgendo anche familiari e conoscenti”.

C’era poi un ulteriore livello rappresentato dai procacciatori (circa 370), i quali, avendo anch’essi acquistato dei prodotti, si sono poi occupati di collocarne degli altri sul mercato, in cambio di una provvigione. “L’attività fraudolenta, perpetrata dal 2016 al 2018 e commessa ai danni di circa 2.000 risparmiatori, i quali hanno investito somme che oscillano da 5.000 a 600.000 euro, ha permesso agli indagati di raccogliere sull’intero territorio nazionale capitali per circa 20 milioni di euro. Sono in corso di esecuzione le misure cautelari personali nei confronti di 8 soggetti, di cui 7 destinatari di custodia cautelare in carcere e 1 sottoposto agli arresti domiciliari nonché il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni immobili e mobili e dei saldi attivi dei conti correnti fino a concorrenza di 20 milioni di euro”, conclude il comunicato della Guardia di Finanza.