Adelio Ferrari, presidente nazionale Fedart Fidi: “Servono interventi straordinari per favorire l’erogazione di credito alle imprese”

Ferrari, Fedart Fidi“Nel complesso il 2014 è stato un altro anno complicato per le micro e le piccole imprese, che hanno dovuto affrontare un ulteriore inasprimento delle politiche di erogazione del credito da parte delle banche. Questo chiaramente ha penalizzato quella parte del tessuto produttivo e imprenditoriale che, è il caso di ricordarlo, rappresenta oltre il 90% del Pil nazionale. In tale contesto il Fondo centrale di garanzia, che costituisce oggi il principale strumento di agevolazione pubblica per l’accesso al credito, si pone sempre più in concorrenza diretta con i confidi. Stando così le cose è inevitabile registrare un preoccupante peggioramento della situazione economica e finanziaria riguardante l’operatività dei consorzi di garanzia collettiva dei fidi. E tuttavia, grazie a uno sforzo e a un impegno costanti, queste realtà stanno continuando a fare il loro lavoro nel difficile contesto economico che ci circonda, superando, in molti casi brillantemente, la vigilanza della Banca d’Italia”. Per Adelio Ferrari, nominato a settembre presidente nazionale di Fedart Fidi, la Federazione nazionale unitaria dei consorzi e delle cooperative artigiane di garanzia, quella svolta dai confidi continua a essere una funzione fondamentale, anche se troppo spesso sottovalutata, all’interno della filiera del credito. Con Ferrari parliamo delle aspettative per l’anno in corso, dei progetti in cantiere e degli strumenti che potrebbero essere messi in campo per sostenere i consorzi di garanzia dei fidi.

Come è andato il 2014 dal punto di vista dei numeri?

Ad oggi la nostra federazione conta circa 130 confidi e 730.000 imprese associate, a favore delle quali detiene 6,4 miliardi di garanzie a fronte di 13,7 miliardi di finanziamenti. Complessivamente nel 2014 i confidi associati a Fedart hanno garantito il 16,7% del credito totale erogato dalle banche al comparto artigiano. Le sofferenze sono intorno al 12,5%, un dato preoccupante ma comunque inferiore a quello del 16% registrato dalle imprese.

Quali sono al momento le vostre priorità?

Attualmente siamo concentrati soprattutto sull’attuazione del comma 54 dell’articolo 1 della Legge di Stabilità 2014, che prevede una serie di misure volte a favorire la patrimonializzazione dei confidi. I relativi fondi non sono ancora stati sbloccati, ma la situazione dovrebbe risolversi nelle prossime settimane. Parallelamente stiamo cercando di agire sul Fondo centrale di garanzia per cercare di semplificarne il funzionamento e trasformarlo in uno strumento che possa essere veramente utile alle micro e alle piccole imprese. Ancora, siamo impegnati sulla riforma del Testo unico bancario, che attendiamo ormai da oltre quattro anni. Questa riforma dovrebbe portare, tra le altre cose, a un aumento del volume minimo di attività finanziaria richiesta ai confidi. Infine lavoriamo sulla legge delega di riforma del sistema dei confidi per tentare di ottenere la contribuzione pubblica.

Che risposta state avendo da parte delle istituzioni e delle banche?

I nostri rapporti con le istituzioni e il mondo bancario sono improntati alla trasparenza e alla collaborazione. Quello che ci interessa è riuscire a mettere in piedi, attraverso uno sforzo il più possibile condiviso, una serie di strumenti che possano garantire maggiore disponibilità di credito alle imprese. Chiaramente i tempi della politica e della burocrazia sono molto diversi da quelli che noi vorremmo, ma nel complesso, seppure tra mille ostacoli, sono stati fatti una serie di passi in avanti.

A che punto sono i lavori per la costituzione dell’Organismo per la tenuta dell’elenco dei confidi?

Al momento sono state avanzate una serie di ipotesi. Alcune ci soddisfano, altre meno. A nostra avviso, ad esempio, è un errore avere escluso le confederazioni dall’Organismo, visto che i loro rappresentanti possono svolgere meglio di altri soggetti il ruolo di portavoce delle imprese, facendosi interpreti delle loro esigenze e delle loro richieste. Su questo punto comunque ci stiamo già muovendo. Quello che mi sembra opportuno sottolineare è che questo Organismo potrà svolgere un ruolo importante nel rafforzare la reputazione del sistema dei confidi nel suo complesso, tutelando al tempo stesso le imprese da quei soggetti, che ancora oggi esistono, che operano al di fuori delle regole.

Quali sono le vostre previsione per il 2015?

I dati di inizio anno mostrano una situazione di leggera ripresa nell’ambito del credito. Certamente c’è ancora molto lavoro da fare e in questo senso anche la mano pubblica è chiamata a svolgere un ruolo fondamentale. Servono leggi straordinarie per pulire le banche dall’enorme ammontare di sofferenze che gravano sui loro bilanci, perché tornare a erogare credito con questa zavorra è impossibile. Noi come confidi siamo ovviamente a disposizione per vagliare tutte le strade percorribili.

Adelio Ferrari, presidente nazionale Fedart Fidi: “Servono interventi straordinari per favorire l’erogazione di credito alle imprese” ultima modifica: 2015-03-27T15:35:44+00:00 da Paolo Tosatti

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