Affida lancia il trattamento di fine mandato meritocratico e triplicabile

Affida ha lanciato lo scorso mese il trattamento di fine mandato. Caratteristiche principali dell’iniziativa: il criterio meritocratico dell’applicazione e la possibilità di triplicare l’importo a fine carriera. All’iniziativa hanno già aderito quasi tutti i trecento i collaboratori della società di mediazione creditizia, che hanno ricevuto e firmato i nuovi mandati contenenti l’integrazione.

La novità deriva, da un lato, dalla volontà di innovare un settore che ormai appare livellato e popolato da società che si somigliano sempre di più tra loro e, dall’altro, dal desiderio di fidelizzare la rete e premiare i collaboratori sulla base del tempo di permanenza in azienda. Vogliamo offrire a chi lavora con noi la prospettiva di poter realizzare qualche obiettivo per sé o per la propria famiglia quando andrà in pensione”, commenta il presidente di Affida, Stefano Grassi.

Come funziona

Il funzionamento del trattamento di fine mandato è lo stesso del trattamento di fine servizio (tfs) e di fine rapporto (tfr). “Abbiamo voluto inserire all’interno del nostro settore quella forma di liquidazione che è prevista in quasi tutti gli altri comparti, nel pubblico con il tfs e nel privato con il tfr, e che nel nostro manca – spiega Grassi -. Certo, i collaboratori delle società di mediazione creditizia hanno a disposizione il Firr (Fondo indennità di risoluzione del rapporto) dell’Enasarco quando lasciano un’azienda, smettono di lavorare o vanno in pensione. Però desideravamo fare un ulteriore sforzo per rappresentare la nostra vicinanza a chi ci dà fiducia e premiarlo tanto più quanto più rimare con noi”.

L’approccio meritocratico

L’approccio del trattamento di fine mandato di Affida è meritocratico: un meccanismo di calcolo fa sì che venga accantonata una percentuale del fatturato che i collaboratori realizzano ogni anno. Percentuale che viene poi riconosciuta a fine mandato con un cap, nel caso in cui la persona vada a lavorare per una società concorrente, o con un premio, se nel chiudere il mandato si impegna con un patto di non concorrenza.

Il patto di non concorrenza e la possibilità di triplicare il tfm

La percentuale accantonata verrà triplicata nel caso in cui il collaboratore, al momento di lasciare l’azienda, firmi un patto di non concorrenza, impegnandosi a non restare nel settore per almeno 30 mesi, e cioè 2 anni e mezzo. “L’obiettivo è premiare chi vorrà restare sempre con noi, sino al termine del suo percorso professionale nel settore e/o della sua attività lavorativa in generale, ricambiando la sua fiducia e contribuendo alla realizzazione di qualche suo desiderio a fine carriera. Riconosceremo comunque il tfm, con un tetto massimo, anche a coloro che dovessero lasciare l’azienda continuando a lavorare nel comparto dell’intermediazione del credito, purchè siano rimasti con noi per almeno 4 anni”, precisa Grassi.

Altri cento collaboratori entro giugno 2022

L’iniziativa, che ha ottenuto ampio gradimento nella rete, verrà estesa anche ai nuovi collaboratori. La società di mediazione ha infatti intenzione di inserire altre persone nei prossimi 12 mesi, per iniziare a traguardare quota 400. Un bel risultato per un’azienda operativa da poco più di due anni.