Affitti brevi, associazioni di categoria: “Sì al codice unico nazionale, no al divieto di affittare per una notte”

Affitti brevi 3Confedilizia, Fiaip, Prolocatur, Confassociazioni RE, PMI, Rescasa Lombardia, Host + Host, Host Italia, Bre-VE, Myguestfriend, OspitaMI, Abbav e F.A.R.E accolgono con favore la previsione di un unico codice identificativo nazionale in sostituzione dei vari codici identificativi regionali, pur rilevando che sarebbe necessario eliminare anche altre comunicazioni in essere. Esprimono, invece, forte contrarietà nei confronti dell’introduzione del divieto per il proprietario dell’immobile o per il suo gestore professionale di darlo in locazione per una sola notte, considerandola, a tutti gli effetti, una norma discriminatoria, liberticida e con profili di dubbia costituzionalità, che alimenterà forme di evasione fiscale e di illegalità varie. Il tutto, peraltro, con un arcobaleno di discipline in funzione del Comune di ubicazione dell’immobile, che produrrà un caos indescrivibile.

Lo hanno reso noto ieri sera con un comunicato congiunto le tredici associazioni di categoria coinvolte dalla ministra del turismo Daniela Santanchè in un incontro il 23 marzo scorso, nel corso del quale presentarono cinque proposte condivise.

La ricostruzione delle associazioni

Secondo quanto si legge nella nota stampa, la sera del 29 maggio l’ufficio legislativo del ministero del turismo ha inviato alle associazioni di categoria interessate, la bozza della proposta di legge in materia di locazioni brevi con finalità turistiche che “nelle dichiarate intenzioni del ministro Santanchè, vuole fornire ‘una disciplina uniforme a livello nazionale volta a fronteggiare il rischio di un turismo sovradimensionato rispetto alle potenzialità ricettive locali, a salvaguardare la residenzialità dei centri storici ed impedirne lo spopolamento’”. 

Tra le tematiche più rilevanti, le associazioni di categoria, individuano quelle contenute negli articoli 3 e 4 della proposta di legge, che, rispettivamente prevedono un unico codice identificativo nazionale (cin) in sostituzione dei vari codici identificativi regionali (cir) e l’introduzione della durata minima di due notti, a pena di nullità, del contratto di locazione breve per finalità turistica. “Durata minima obbligatoria prevista – ad eccezione dell’ipotesi in cui la parte conduttrice sia costituita da un nucleo familiare composto da almeno un genitore e tre figli – per gli immobili siti nei centri storici delle città metropolitane e rimessa alla scelta dei Comuni in una serie di altri centri”, precisano le associazioni.

Il commento

Confedilizia, Fiaip, Prolocatur, Confassociazioni RE, PMI, Rescasa Lombardia, Host + Host, Host Italia, Bre-VE, Myguestfriend, OspitaMI, Abbav e F.A.R.E sostengono che si tratta di “una proposta di legge che contiene alcuni elementi apprezzabili in accoglimento di una parte delle nostre istanze, su tutti la volontà di uniformare gli adempimenti prevedendo un unico codice identificativo Nazionale ma che, nello stesso tempo, presenta, sia tecnicamente che nel merito, diversi aspetti su cui riteniamo indispensabile intervenire prioritariamente eliminando la previsione di insensati limiti temporali alla libertà di affittare liberamente il proprio immobile acquistato spesso e volentieri con i risparmi accumulati in anni e anni di sacrifici”.

E annunciano che nei prossimi giorni presenteranno un documento dettagliato, contenente le osservazioni delle associazioni, “confermando la massima disponibilità, oltre che l’opportunità, a presentarle al prossimo incontro che il ministro Santanchè si è detta intenzionata ad organizzare con l’auspicata convinzione che possano essere integralmente recepite”.