Affitti, Immobiliare.it: offerta su del 14,2%. Milano record, con +68,7%. Ma scende la domanda

Immobiliare.it LogoSe è vero che per il mattone gli effetti di crisi improvvise non sono immediati come in altri settori, le conseguenze della pandemia si sono fatte sentire da subito nel settore delle locazioni. È quanto emerge dai dati registrati dall’Osservatorio di Immobiliare.it e Mioaffitto.it tra marzo e settembre 2020.

Negli ultimi sei mesi l’offerta è cresciuta del 14,2%, con prezzi sono praticamente fermi, nelle grandi città prese in considerazione, e cioè Roma, Firenze, Venezia, Bologna, Napoli, Genova, Torino, Bari e Palermo. Al tempo stesso la domanda è scesa del 13,2%. La situazione risulta più complessa a Milano, dove l’offerta è salita del 68,7%, a fronte di una domanda salita di un irrisorio 0,5%.

Nonostante ciò, e nonostante un’offerta in costante aumento, non si è ancora assistito a un calo dei prezzi che questo quadro poteva far presagire. La variazione semestrale si è infatti fermata a +1%, sintomo di un atteggiamento di prudenza e attesa da parte dei proprietari, ancora non convinti a procedere col ribasso dei canoni e speranzosi in una veloce ripresa dell’economia. Ciò comporta che a Milano gli affitti restino esosi: per un bilocale da 65 metri quadri si spendono in media 1.267 euro al mese. Nei grandi centri invece affittare un bilocale costa mediamente 839 euro al mese.

“Nel caso delle locazioni si può dire che il Covid ne abbia sconvolto subito gli equilibri, provocando immediati scossoni – dichiara Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it -. Se per i prezzi è ancora troppo presto e si conferma il clima di attesa da parte dei locatori, domanda e offerta manifestano chiaramente il contraccolpo della crisi. Da un lato ci sono i proprietari di immobili turistici, spesso di qualità migliore rispetto alla media, che hanno messo sul mercato a medio termine le loro abitazioni, gonfiando l’offerta. Dall’altra la situazione precaria del lavoro, lo spopolamento dei grandi centri e l’incertezza economica hanno portato a un netto calo dei volumi della domanda”.

Nelle città più piccole prese in esame – e cioè L’Aquila, Potenza, Catanzaro, Trieste, Ancona, Campobasso, Cagliari, Trento, Perugia e Aosta – domanda e offerta seguono gli stessi trend dei grandi centri, ma cambia la situazione dei prezzi. “Sebbene una variazione semestrale del 4,8% in positivo non comporti un evidente rialzo dei canoni di locazione, già fermi a cifre ben distanti da quelle dei grandi centri (478 euro al mese per un bilocale), la ripresa partita poco prima della pandemia non sembra essersi arrestata, almeno per il momento – si legge nell’analisi di Immobiliare.it e Mioaffitto.it -. Bisognerà attendere qualche mese per capire l’evoluzione di una situazione che, in ogni caso, vede una domanda scendere del 12,3% e l’offerta aumentare dell’11,4%”.

In provincia e nei piccoli centri la domanda, nel post Covid, ha subito l’oscillazione negativa più evidente con un calo del 13,5% rispetto allo scorso marzo. Qui l’offerta non ha evidenziato particolari variazioni e in sei mesi è rimasta praticamente ferma (+0,5%). Risulta invece più chiara la coda lunga della lievissima ripresa dei prezzi iniziata nel periodo precedente alla pandemia: la variazione semestrale è stata pari al 6,8% ma le cifre rimangono ben lontane da quelle delle città e per un bilocale da 65 metri quadri bastano 419 euro al mese.