Agcm: multa di 300.000 euro a Findomestic. Omessa comunicazione dei tempi di sospensione dei finanziamenti su sito web

Agcm Antitrust LogoL’Autorità garante per la concorrenza e il mercato (Agcm) ha inflitto a Findomestic una multa da 300.000 euro per aver omesso tra marzo e settembre 2020 modalità e tempistiche massime di lavorazione/accoglimento delle istanze di sospensione dei finanziamenti, previste dal decreto Cura Italia, per le micro-imprese, ovvero le imprese con meno di 10 dipendenti e meno di 2 milioni di euro di fatturato annuo.

La decisione è arrivata lo scorso 22 dicembre con il provvedimento n. 28511 e riportato nel bollettino n.2, dell’11 gennaio 2021, emesso dall’Agcm a seguito di un iter iniziato l’11 giugno 2020.

La ricostruzione della vicenda

L’Agcm, nella parte relativa alle evidenze acquisite, segnala come sul sito internet di Findomestic il 28 maggio fosse presente l’indicazione della “possibilità per le microimprese di avvalersi della sospensione delle rate dei finanziamenti ai sensi dell’art. 56, comma 2, lettera c) del citato D.L. n. 18/2020”, nonché l’indicazione delle modalità con cui farlo: “a) La sospensione delle rate di finanziamento/leasing alle aziende pmi (piccola media impresa) è a titolo gratuito e comprende sia la quota capitale che la quota interessi…. Alla fine della sospensione, il rimborso del finanziamento/leasing riprenderà con il conseguente allungamento del piano di ammortamento; b) dalla medesima sezione è scaricabile il modulo per la relativa richiesta, che può essere inviato via email agli indirizzi indicati. Con riferimento agli interessi, tale modulo riporta la seguente precisazione: “sospensione a titolo gratuito delle/dei rate/canoni non ancora maturate/i in scadenza prima del 30/09/2020”, mentre non riporta alcun dato circa la tempistica di lavorazione e riscontro delle richieste di sospensione”.

Le argomentazioni di Findomestic

Nel provvedimento si riportano le motivazioni di Findomestic, che “ha affermato di aver registrato alcuni ritardi nella gestione di alcune richieste di sospensione dei finanziamenti in oggetto nel primo periodo di applicazione della legislazione speciale, soprattutto per la novità di tale disciplina e per le difficoltà di gestione del proprio personale addetto alle funzioni in questione che operava con modalità delocalizzate (c.d. smart working)”. In ogni caso, la regolamentazione vigente, secondo la società, “non prevede alcuno specifico onere informativo circa modalità e tempi massimi di lavorazione e di accoglimento delle richieste di sospensione dei finanziamenti in questione, non essendo presente un particolare obbligo in tal senso circa le indicazioni da fornire alla clientela”.

Inoltre la compagnia ha reso noto di aver inserito nel proprio sito web, a partire da fine settembre 2020, apposite precisazioni circa la tempistica massima di evasione delle richieste e la procedura da seguire, chiarendo che “Findomestic prenderà in carico la richiesta e, dopo aver effettuato le verifiche necessarie, provvederà a comunicare l’esito tramite indirizzo di posta elettronica entro massimo 10 giorni dal ricevimento della documentazione completa”.

La decisione

La condotta della compagnia, secondo l’Authority, viola l’art. 22 del Codice del Consumo, sotto forma di omissioni rilevanti nel sito web del Professionista, per l’assenza di informazioni chiare e complete sulle tempistiche di accoglimento delle richieste di sospensione del pagamento delle rate dei finanziamenti, potendosi così generare situazioni di incertezza e possibili ambiguità procedurali. Inoltre, “avrebbe potuto indurre le microimprese interessate ad adottare scelte commerciali che altrimenti non avrebbero preso, non consentendo loro di valutare consapevolmente soluzioni alternative alla sospensione delle rate”.

Con il provvedimento n. 28511 l’Agcm ha deciso di considerare la natura della pratica, “consistente nell’omissione informativa circa la tempistica per ottenere in concreto la sospensione dei finanziamenti in questione”, e della debolezza dei destinatari della stessa pratica, “vale a dire microimprese in situazione di difficoltà e di pressione connesse con l’emergenza sanitaria e con la terribile crisi economica da covid-19”, nonché la durata della violazione, “dagli elementi acquisiti agli atti risulta che la condotta sia stata attuata dal mese di marzo 2020 al mese di settembre 2020”. E, sulla base di tali elementi, ha determinato l’importo della sanzione amministrativa pecuniaria nei confronti di Findomestic in misura pari a euro 300.000 euro.

Findomestic annuncia ricorso al Tar

Findomestic ha dichiarato che “dal mese di marzo fino al mese di settembre 2020 ha consentito gratuitamente la sospensione delle rate a tutti i clienti“. L’istituto di credito, inoltre, ha annunciato di voler fare “ricorso al Tar contro questa decisione dell’Agcm, poiché, offrendo al cliente la totale gratuità per il rinvio del pagamento delle rate, ritiene di avergli fornito la migliore opzione possibile e la contestazione sulla mancata indicazione delle tempistiche di evasione appare ragionevolmente poco rilevante”.