Agenti e mediatori: centrale rischi? No, grazie

CrExpert LogoArticolo a cura di Andrea Isacchi, founder CRexpert

Ci si riferisce in particolare ai finanziamenti alle imprese, ma vale anche per i mutui immobiliari, essendoci in Italia circa tre milioni di società di persone dove redditi personali e d’impresa sono di fatto la stessa cosa.

È noto che ogni istruttoria fidi di un istituto contempla come primo passo la consultazione delle banche dati proprie del circuito degli intermediari del credito vigilati, ancora prima di valutare sia il profilo economico-patrimoniale che quello finanziario.

La presenza di anomalie quali ad esempio sconfini ripetuti, mancati pagamenti di rate e canoni, l’utilizzo improprio delle linee di affidamento con presenza continuativa di tensione finanziaria per sovrautilizzo delle stesse, rappresentano una barriera insuperabile per proseguire l’istruttoria.

La buona prassi dovrebbe quindi consigliare di conoscere queste informazioni prima richiedendo le medesime informazioni di cui dispone l’istituto alle stesse banche dati che gratuitamente le rilasciano all’impresa o a un suo delegato.

Prendendo ad esempio la centrale rischi della Banca d’Italia le informazioni contenute nel documento rilasciato sono addirittura più ricche, analitiche ed approfondite di quelle di cui può disporre l’istituto interrogando la medesima banca dati per la stessa impresa. È possibile interrogarla gratuitamente ogni mese per le posizioni dei singoli soci ed amministratori, anche con procedura online firmata con Spid che consente di ottenerla in pochi minuti.

Spesso è l’imprenditore  che non vuole farlo prima, quasi sempre perché non ne conosce l’importanza, mentre purtroppo a volte non è indirizzato in tal senso dal consulente incaricato, il quale probabilmente teme che assumendo delle informazioni prima e potendo risultare esse in parte o in toto pregiudizievoli per l’inoltro della richiesta, preferisce raccogliere la documentazione e inoltrarla direttamente all’istituto, con la speranza, quasi sempre infondata, che quelle informazioni non vengano giudicate gravi a tal punto da provocare un diniego.

Alcune società, in particolare di mediazione creditizia, hanno istituito una divisione imprese ed erogano formazione qualificata in ordine alla consultazione preventiva delle banche dati, quali la Centrale Rischi Banca d’Italia, Crif, Experian, Assilea, fornendo anche strumenti software (www.crexpert.it) per l’analisi di tali documenti in tempo reale e ottenendo report profilati con la medesima metrica temporale e qualitativa utilizzata dagli istituti.

Tuttavia l’utilizzo di questa buona prassi non è ancora diffusa tra tutti gli operatori, quantomeno non è utilizzata costantemente, questo aspetto ci porta a fare un’ulteriore considerazione in merito al valore che può avere per l’impresa e per il suo consulente il monitoraggio di tali banche dati.

Per l’impresa il monitoraggio è fondamentale per conoscere non solo la possibile presenza di anomalie ed errate segnalazioni a carico dei ma soprattutto per verificare come l’amministrazione gestisce gli affidamenti.

È ancora più importante per il consulente che, in questo modo, incontra periodicamente l’imprenditore cogliendo in anticipo le esigenze di ottenere nuovi affidamenti ma anche offrendo la propria competenza nel valutare se la scelta di uno od altro strumento finanziario è adeguata alle esigenze dell’impresa.

Si creerebbe quindi un “circuito virtuoso” anche con gli istituti di credito che raccoglierebbero richieste già profilate adeguatamente ed accompagnate da una presentazione ricca di documenti utili e proattivi ai fini di un’istruttoria e delibera più veloci.