Agenzia del Territorio: censite come urbane 570.000 case ex rurali

L’attività di accertamento messa in atto dall’Agenzia del Territorio ha permesso di censire al catasto edilizio urbano circa 570.000 unità immobiliari, precedentemente ricomprese nell’ambito dei fabbricati rurali. Questo ha comportato, nel periodo 2008-2010, un incremento di rendita catastale pari a circa 115 milioni di euro.

Lo ha reso noto il direttore dell’Agenzia, Gabriella Alemanno, lo scorso 22 febbraio nel corso di un’audizione alla Commissione Finanze della Camera sul trattamento tributario degli immobili rurali.

Tradotto in termini di Ici, si tratta di 50 milioni in più nelle casse comunali, poiché in rarissimi casi ci si trova di fronte ad edifici adibiti a prima abitazione. Su questo tema il direttore si è soffermata sottolineando la particolare criticità che “nasce da alcune pronunce della Cassazione” che ritengono esenti da questa imposta solo i fabbricati rurali classificati A/6 (abitazioni di tipo rurale) e D/10 (fabbricati per funzioni produttive connesse alle attività agricole).

Alemanno ha ricordato che i requisiti necessari e sufficienti per il riconoscimento del carattere di ruralità di un immobile sono quelli previsti dall’articolo 9 del decreto 557/93 e sono “del tutto indipendenti dalla categoria catastale attribuita al medesimo immobile”. L’articolo stabilisce infatti che “i fabbricati ad uso abitativo, che hanno le caratteristiche delle unità immobiliari urbane appartenenti alle categorie A/1 [abitazioni di tipo signorile] ed A/8 [abitazioni in ville], ovvero le caratteristiche di lusso previste dal decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 agosto 1969 …, non possono comunque essere riconosciuti rurali”. ”.

Leggi il testo integrale.

Agenzia del Territorio: censite come urbane 570.000 case ex rurali ultima modifica: 2011-02-25T08:00:00+00:00 da Flavio Meloni

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