Agenzia delle Entrate, chiarimenti sulle partecipazioni acquisite per il recupero di crediti bancari

Per chiarire le modalità di applicazione della normativa l’Agenzia ha diramato lo scorso 3 agosto la circolare 42/E, fornendo spiegazioni ed esempi pratici.

Sempre più spesso le banche realizzano operazioni di conversione di crediti in partecipazioni nella società debitrice o procedono all’acquisizione di interessenze detenute dalla stessa al fine di tutelare maggiormente le proprie ragioni creditorie. Si tratta di operazioni che permettono alle imprese in crisi economica e finanziaria di avviare un processo di risanamento aziendale e alle banche di tutelare al meglio i propri interessi poiché i crediti, nella sostanza, sono “rimborsati” attraverso l’assegnazione di partecipazioni.

In particolare, le operazioni di conversione di crediti in partecipazioni possono risultare vantaggiose a condizione che le cause che determinano la crisi economica e finanziaria dell’impresa debitrice abbiano carattere temporaneo e presentino delle ragionevoli prospettive di riequilibrio finanziario di breve o medio periodo in capo all’impresa debitrice. È per questo motivo che si ricorre a questo strumento con frequenza sempre maggiore attraverso piani di ristrutturazione dei debiti, come quelli previsti dall’articolo 182-bis della legge fallimentare, per evitare l’instaurarsi di procedure a carattere liquidatorio, anche di tipo concorsuale.

Agenzia delle Entrate, chiarimenti sulle partecipazioni acquisite per il recupero di crediti bancari ultima modifica: 2010-08-13T07:00:00+00:00 da Flavio Meloni

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