
È online l’aggiornamento della “Statistiche catastali 2024 – Catasto fabbricati” dell’Osservatorio del mercato immobiliare (Omi) dell’Agenzia delle Entrate che, giunte alla diciottesima edizione, rappresentano una sintesi su entità e caratteristiche dello stock dei fabbricati.
Secondo l’analisi, lo stock immobiliare censito negli archivi catastali italiani al 31.12.2024 consiste di oltre 79 milioni di immobili o loro porzioni, di cui:
- poco meno di 68 milioni sono censiti nelle categorie catastali ordinarie e speciali, con attribuzione di rendita;
- oltre 3,8 milioni sono censiti nelle categorie catastali del gruppo F, che rappresentano unità non idonee, anche se solo temporaneamente, a produrre ordinariamente un reddito (aree urbane, lastrici solari, unità in corso di costruzione o di definizione, unità collabenti);
- circa 7,1 milioni sono beni comuni non censibili, cioè di proprietà comune e che non producono reddito, o unità ancora in lavorazione (quasi 66.000).
Secondo quanto riportato nelle “Statistiche catastali 2024 – Catasto fabbricati” dell’Agenzia delle Entrate, non considerando gli immobili che non producono reddito del gruppo F, i beni comuni non censibili e gli immobili in lavorazione, le unità immobiliari censite sono pari, come detto, a quasi 68 milioni, di cui la maggior parte è censita nel gruppo A (53,4%) e nel gruppo C (43,4%), dove sono compresi, oltre ad immobili commerciali (negozi, magazzini e laboratori) anche le pertinenze delle abitazioni, ovvero soffitte, cantine, box e posti auto.
La restante parte dello stock, il 3%, è costituita da immobili censiti nei gruppi a destinazione speciale (gruppo D, 2,5%), particolare (gruppo E, 0,3%) e d’uso collettivo (gruppo B, 0,3%).
In termini di rendita catastale, la quota maggiore è ancora rappresentata dagli immobili del gruppo A e C, che corrispondono a quasi i due terzi del totale. Le unità del gruppo D rappresentano, di contro, una rilevante quota di rendita del patrimonio immobiliare italiano, il 28,7%, a fronte di una quota di solo il 2,5% in termini di numero di unità.
Stock immobiliare è al 90% di proprietà di persone fisiche
Lo stock immobiliare italiano nel 2024 è aumentato dello 0,7%, circa 525.000 unità in più del 2023. Nel 2024 lo stock immobiliare è per quasi il 90% di proprietà di persone fisiche, il 10,8% è detenuto da persone non fisiche e una quota residua, circa lo 0,2%, riguarda proprietà comuni ossia bcc.
La rendita catastale complessiva attribuita allo stock immobiliare italiano ammonta, nel 2024, a oltre 38,7 miliardi di euro, di cui quasi il 61% relativo ad immobili di proprietà delle persone fisiche (circa 23,5 miliardi di euro) e il restante 39,2% (oltre 15 miliardi di euro) è detenuto dalle persone non fisiche (enti, società, fondazioni, etc.).
Risulta pari a 32,5 milioni di euro (solo lo 0,1% del totale) la rendita catastale dei Beni Comuni Censibili. Rispetto al 2023, la rendita catastale è aumentata di quasi 244 milioni di euro, +0,6%.






















