
Sono online sul sito dell’Agenzia delle Entrate le statistiche catastali del 2025 che forniscono una sintesi sull’entità e le caratteristiche dello stock dei fabbricati censiti nel catasto.
Giunte alla diciannovesima edizione, sono riferite a tutto il territorio nazionale, comprendendo anche lo stock immobiliare delle province di Trento e Bolzano, che gestiscono in proprio gli archivi censuari del Catasto. Si tratta di informazioni che riguardano un totale di oltre 79 milioni di beni fra unità immobiliari urbane ed altre tipologie immobiliari che non producono reddito.
Per le unità immobiliari urbane forniscono la numerosità dello stock, la sua consistenza fisica e la correlata base imponibile fiscale determinata dal Catasto, distinta a seconda se l’intestatario catastale, che detiene un diritto reale sull’immobile, è una persona fisica o meno.
La fotografia del 2025
Lo stock immobiliare riportato nelle Statistiche Catastali 2025 e censito negli archivi catastali al 31 dicembre 2025 si attesta a 79.568.700 immobili o loro porzioni, di cui più di 68 milioni sono censiti nelle categorie catastali ordinarie e speciali, con attribuzione di rendita, oltre 3,8 milioni sono censiti nelle categorie catastali del gruppo F, che rappresentano unità non idonee, anche se solo temporaneamente, a produrre ordinariamente un reddito (aree urbane, lastrici solari, unità in corso di costruzione o di definizione, unità collabenti) e circa 7,2 milioni sono beni comuni non censibili, cioè di proprietà comune e che non producono reddito, o unità ancora in lavorazione (circa 64 mila).
Non considerando gli immobili che non producono reddito del gruppo F, i beni comuni non censibili e gli immobili in lavorazione, le unità immobiliari censite sono pari, a quasi 68,5 milioni, di cui:
- il 53,2% censita nel gruppo A;
- il 43,6% nel gruppo C, in cui sono compresi, oltre ad immobili commerciali (negozi, magazzini e laboratori) anche le pertinenze delle abitazioni, ovvero soffitte, cantine, box e posti auto;
- il 3,2% da immobili censiti nei gruppi a destinazione speciale (gruppo D, 2,6%), particolare (gruppo E, 0,3%) e d’uso collettivo (gruppo B, 0,3%).
In termini di rendita catastale, la quota maggiore è ancora rappresentata dagli immobili del gruppo A e C, che corrispondono a quasi i due terzi del totale. Le unità del gruppo D rappresentano, di contro, una rilevante quota di rendita del patrimonio immobiliare italiano, il 28,9%, a fronte di una quota di solo il 2,6% in termini di numero di unità.



















