Quali sono i punti di contatto più promettenti tra credito e assicurazioni? Come si può usare l’intelligenza artificiale, non solo per vendere meglio, ma anche per aiutare le famiglie e le imprese a capire quali sono i rischi da proteggere? Perché l’IA è moto presente in settori come l’underwriting, il risk, la compliance ma non viene ancora scalata a livello enterprise? Come potranno banche, compagnie e broker utilizzare l’intelligenza artificiale per supportare le reti vendite e la catena distributiva?
A queste domande ha risposto Simone Ranucci Brandimarte, presidente dell’Italian Insurtech Association, a margine della terza tappa del tour di EGG finance dedicato a “Come l’AI sta trasformando il mercato del credito – e perché il momento è adesso”, tenutasi lo scorso 16 giugno a Milano.
Nel corso del suo intervento nell’ambito della sessione “Leader di mercato e fintech” Simone Ranucci Brandimarte ha fornito i numeri relativi alla presenza dell’IA nel comparto assicurativo:
- entro il 2030, l’80% delle polizze globali passerà da piattaforme digitali, e in Italia il mercato assicurativo digitale traguarderà i 28,6 miliardi di euro;
- gli investimenti in sola intelligenza artificialenel comparto assicurativo italiano toccheranno i 250 milioni di euro nel 2026, concentrandosi prevalentemente su underwriting & risk (50-70%) e customer interaction (60%).
Tuttavia ha anche evidenziato l’esistenza di un forte digital divide:
- se l’85% dei clienti spinge per la modalità di acquisto self assisted,
- il 70% degli addetti della industry ammette un forte gap nelle proprie competenze digitali,
- il 51% è fortemente preoccupato per questa carenza formativa.
Durante l’intervista ha approfondito le tematiche affrontate e individuato criticità e trend più promettenti per l’uso dell’IA.
“Ci sono due temi fondamentali che stanno accelerando e continueranno ad accelerare il processo di vendita da parte degli istituti di credito di prodotti di protezione – ha precisato il presidente dell’IIA -. Il primo è che le pmi italiane, circa 3 milioni, sono di base sotto assicurate e gli istituti di credito, banche in primis, sono ben posizionati per beneficiare di questa opportunità e per svolgere un ruolo che è un ruolo sociale, un ruolo di protezione. Secondo elemento fondamentale sono i dati in possesso degli istituti di credito, che permettono di velocemente andare a elaborare quali sono i soggetti che sono più promettenti di altri a sottoscrivere prodotti. Un vantaggio competitivo che vedrà gli istituti di credito avere un ruolo di primo piano nella distribuzione di protezione, danni e non solo vita”.
Per diffondere la cultura assicurativa, che in Italia si posiziona al di sotto della media europea, sarà fondamentale il ruolo dei “non assicurativi”, i quali dovranno “continuare a parlare dei prodotti assicurativi facendo educazione”.
Infine, Simone Ranucci Brandimarte si è soffermato su due temi: digital divide e dimension divide.
E ha indicato le direttrici che istituti di credito, compagnie e broker possono seguire nei prossimi 5 anni per ottenere un vantaggio dall’uso dell’IA non solo per velocizzare i processi ma anche per migliorare la loro capacità di supportare le reti vendite e la catena distributiva.






















