Al via il 23 la prima prova valutativa gestita dall’Oam. Ma il nuovo sistema, pensato per escludere alcuni operatori della formazione scorretti, finisce per danneggiare i futuri collaboratori

Simplybiz_80x80(SNAP)Dal primo settembre 2015 sono cambiati i meccanismi per sostenere la prova valutativa per gli intermediari del credito che intendono iscriversi negli elenchi tenuti dall’Organismo agenti e mediatori. La prova valutativa non sarà più effettuata tramite società di formazione esterne come accaduto finora, ma sarà internalizzata ed erogata direttamente dall’Oam.

L’esame consisterà nel superamento di un test composto da 20 domande alle quali bisognerà rispondere in 20 minuti e servirà per valutare le competenze possedute dal candidato sulle materie rilevanti per le attività di agenzia in attività finanziaria e di mediazione creditizia. Pertanto non saranno considerate valide le prove valutative effettuate presso altri enti.

La prima data utile prevista in cui sarà possibile sostenere la prova è il prossimo 23 settembre. I candidati dovranno registrarsi sul portale dal 10 al 14 settembre, secondo le modalità specificate nel bando e già pubblicato sul portale dell’Organismo.

Rispetto alle vecchie modalità di svolgimento, le novità principali riguardano il fatto che numerose incombenze vengono poste direttamente in capo al candidato, il quale, dopo aver frequentato un corso di formazione professionale di almeno 10 ore ed essersi dotato di una casella Pec dovrà effettuare la registrazione sul portale dell’Oam, prenotare la prova valutativa, versare il contributo richiesto e renderne noti gli estremi e scaricare un apposito software necessario per lo svolgimento del test.

È comprensibile la motivazione per cui l’Oam ha introdotto queste novità. Non tutti gli operatori si sono finora comportati in maniera corretta rispetto alla normativa e a quanto sancito dall’Organismo stesso. Ma come spesso accade quando si interviene dall’alto e forse lo strumento adottato risulta eccessivo rispetto agli obiettivi che si intendevano raggiungere – sottolinea Flavio Meloni, direttore responsabile di Simplybiz e amministratore dell’omonima società di formazione –. Se l’obiettivo era quello di moralizzare gli operatori poco seri bisognava colpire loro, non i collaboratori. D’altra parte, noi enti formatori ci troviamo nella condizione di non poter dare quel supporto aggiuntivo utile al candidato per l’espletamento delle varie incombenze burocratiche, fornendo di fatto un servizio ‘zoppo’”.

Sarà dunque buona cosa che l’Organismo metta in conto il rischio intasamento del suo call center, soprattutto nei giorni di prenotazione delle prove.

Anche dal punto di vista dei costi ci sono evidenti novità. Mentre in precedenza il candidato sopportava un costo unitario legato alla frequenza al corso di formazione e successivo superamento della prova effettuata attraverso il medesimo ente abilitato, ora le voci paiono ampliate e, complessivamente, maggiorate. “Il candidato dovrà sostenere il costo legato alla formazione, alla creazione dell’indirizzo di posta certificata, all’iscrizione sul portale dell’Organismo che ammonta a 100 euro – spiega Meloni -. Nei fatti, con le nuove regole, si prevede un raddoppio dei costi rispetto al passato”.

L’Organismo, nel frattempo, ha pubblicato sul portale il database dal quale verranno estratte le domande. Si tratta di 3.511 domande e tale database è collocato separatamente rispetto a quello contenente le domande per la prova d’esame per agenti in attività finanziaria. La percentuale di candidati che supereranno la prova dovrebbe essere destinata a ridimensionarsi rispetto al passato, considerando che finora gli “idonei” sono stati quasi la totalità.

Dal punto di vista strettamente formativo – chiarisce il direttore di Simplybiz – il database contiene 3.500 domande che sono praticamente uguali per numero e livello di difficoltà rispetto a quelle previste per l’esame da agente in attività finanziaria. Il corso che eravamo abituati a erogare oggi non è più coerente con la difficoltà della prova. Inoltre, il nuovo sistema di accesso alla professione è numericamente contingentato: l’Oam ha bandito un numero finito di sessioni che potrebbero risultare inferiori rispetto alla reali necessità, ponendo nei fatti una barriera alla possibilità di accesso alla professione. Se una grossa società di mediazione vuole inserire un numero consistente di collaboratori, dovrà attendere date e posti messi a disposizione dall’Oam, che dovrebbero essere dai 300 ai 500 all’anno. Ciò potrebbe non rispecchiare le reali esigenze di inserimento del mercato. Solo Simplybiz nel 2015 ha erogato almeno 500 prove. Se sommiamo anche quelle realizzate dalle altre società di formazione è chiaro che le disponibilità preventivate dall’Organismo non saranno sufficienti. La richiesta del mercato è ben superiore”.

La nuova metodologia operativa stabilisce poi che la prova debba svolgersi mediante l’utilizzo di un apposito software che dovrà essere scaricato dal portale e installato sul pc del candidato. Una volta validata la prenotazione, ciascun candidato riceverà sul proprio indirizzo Pec le istruzioni per il download dell’applicativo, le credenziali, la password e il token (codice alfanumerico) per l’esecuzione della prova. “Anche dal punto di vista informatico – conclude Meloni – è richiesto al candidato il possesso di un pc dotato di webcam e microfono e determinate caratteristiche tecniche che potrebbero rivelarsi di difficile gestione per i soggetti che non hanno molta dimestichezza con l’informatica. È poi escluso dalla prova chiunque possieda un dispositivo marchiato Apple, visto che il browser necessario all’espletamento della prova non è supportato da questi computer e non ci risulta che esistano applicativi per questi sistemi operativi. Gli enti di formazione al momento non sono attrezzati per sostenere i futuri collaboratori, che potrebbero dover affrontare ulteriori costi legati all’intervento domestico di un tecnico per predisporre adeguatamente il proprio computer. Per questo stiamo anche pensando di creare una nostra aula telematica per i discenti che volessero usufruire di una macchina già rodata”.

Il risultato del test sarà visualizzabile al termine della prova stessa anche se il formale superamento unitamente al relativo attestato sarà comunicato ai partecipanti con le modalità e i termini individuati nel bando di riferimento. L’attestato dovrà essere conservato dall’iscritto e dal dipendente/collaboratore per almeno tre anni dopo la cessazione del rapporto tra iscritto e collaboratore. In caso di mancato superamento della prova, il candidato potrà sostenerla nuovamente senza obbligo di ulteriore partecipazione al percorso formativo.

Il comitato di gestione dell’Oam, almeno 10 giorni prima della data prevista per ciascuna sessione, nominerà una commissione di valutazione composta da un numero compreso tra tre e cinque commissari, oltre a tre membri supplenti, che avrà il compito di avviare le operazioni preliminari, monitorare i candidati connessi accedendo alle immagini e all’audio rilevati durante lo svolgimento della prova, verificare il tempo residuo e lo stato di completamento da parte dei singoli candidati, attestare i risultati finali.

I dipendenti e collaboratori che avranno superato la prova valutativa, qualora dovessero cessare il rapporto di dipendenza o di collaborazione per instaurarne uno nuovo, non saranno tenuti a sostenere nuovamente la prova, fatta salva l’ipotesi che si verifichi un periodo continuativo di inattività pari o superiore a tre anni.

Al via il 23 la prima prova valutativa gestita dall’Oam. Ma il nuovo sistema, pensato per escludere alcuni operatori della formazione scorretti, finisce per danneggiare i futuri collaboratori ultima modifica: 2015-09-03T10:57:11+00:00 da Valentina Petracca

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli che potrebbero interessarti: