Alessandro D’Agata, direttore commerciale di CheBanca: “Puntiamo sulle società di mediazione creditizia e sulla professionalità dei loro collaboratori”

D'Agata CheBancaNata nel 2008 e parte del Gruppo Mediobanca, CheBanca è una realtà che unisce una consolidata esperienza con i mercati finanziari a una forte componente di innovazione digitale e che conta oggi 800.000 clienti e più di 20 miliardi di raccolta. Il direttore commerciale Alessandro D’Agata illustra a SimplyBiz le strategie distributive della banca e il sistema di gestione delle reti terze.

Siete entrati nel mercato con un modello di distribuzione multicanale orientato alla massima efficienza, che comprende web, filiali tradizionali, contact center, rete di consulenti finanziari e partnership esterne. Che importanza rivestono in questo quadro gli intermediari del credito?
A partire dall’entrata in vigore della nuova disciplina dell’intermediazione del credito contenuta nel decreto legislativo 141 del 2010 abbiamo deciso di investire molto sui mediatori creditizi, selezionando le reti di maggiori dimensioni e più strutturate, che offrono a nostro avviso maggiori garanzie sull’attività dei loro professionisti. Oggi abbiamo una quarantina di dipendenti sparsi sul territorio che, all’interno della direzione lending, gestiscono i mediatori creditizi, occupandosi dell’attività formativa, del controllo delle pratiche e dell’animazione commerciale. Questo modello distributivo si è rivelato particolarmente efficace: da un lato accentra la delibera consentendo l’assoluta tranquillità circa la qualità del credito erogato, dall’altro garantisce un importante supporto commerciale sul territorio. Nel settore dei mutui lavoriamo invece con una ventina di reti di mediazione creditizia, che realizzano circa i due terzi della nostra produzione complessiva. Basti sottolineare a questo riguardo che tra gennaio e marzo abbiamo erogato circa 300 milioni di euro di mutui, di cui 195 da parte delle reti terze. Crediamo molto nel canale dei mediatori perché abbiamo avuto modo di verificare che negli ultimi anni le società di mediazione creditizia hanno continuato a investire in maniera consistente nella formazione dei propri collaboratori. La qualità della consulenza e la capillarità delle reti rappresentano quindi un elemento su cui scommettere rispetto alle sempre più rarefatte competenze degli istituti tradizionali nel settore dei mutui. Abbiamo poi una partnership molto importante con la rete Azimut, che distribuisce i nostri prodotti di conto corrente, carta di credito e conto deposito.

Avete anche una rete proprietaria…
Sì, nel modello di CheBanca la rete fisica sul territorio è un canale fondamentale che lavora in stretta sinergia con gli altri.I dati del CheBanca Digital Banking Index infatti parlano chiaro: web e app sono usati sempre di più, ma prevalentemente per operazioni di base come controllare saldo e movimenti o effettuare bonifici e pagamenti. Solo il 3% accede dai canali digitali per il trading e l’investimento in fondi e polizze: per queste operazioni la filiale rimane il punto di riferimento. Abbiamo circa 400 consulenti dipendenti nelle nostre filiali, più della metà dei quali abilitati all’offerta fuori sede. Oltre alla rete dipendente di CheBanca, è operativa da agosto anche una rete di consulenti finanziari agenti, costituita da 67 professionisti che operano nelle principali città d’Italia organizzati per distretti e per gruppi. I progetti di sviluppo sono piuttosto ambiziosi, considerato che il piano industriale di Mediobanca per il periodo 2016-2019 prevede un numero di reclutamenti che si aggira intorno ai 120-130 professionisti l’anno.

Quando inizierete la selezione?
Il reclutamento è già in corso e abbiamo intenzione di intensificare ulteriormente l’attività a partire dal mese di giugno, quando sarà ultimata la migrazione dei sistemi informatici su cui lavorava la ex rete Barclays e su cui operano oggi i nostri consulenti finanziari.

Alessandro D’Agata, direttore commerciale di CheBanca: “Puntiamo sulle società di mediazione creditizia e sulla professionalità dei loro collaboratori” ultima modifica: 2017-04-21T19:05:34+00:00 da Paolo Tosatti

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