Alessio Amadori, presidente Assonova: “È necessaria una riorganizzazione della disciplina che regola l’attività dei professionisti del settore bancario e creditizio”

Amadori AssonovaOrmai da tempo e con interesse crescente le banche guardano all’offerta di prodotti e servizi “fuori sede” come a una direttrice di sviluppo fondamentale del proprio business. Per fare solo alcuni esempi, nei giorni scorsi Unicredit ha reso noto che entro il primo semestre 2015 sarà attivo un “esercito” di 2.000 promotori finanziari impegnato su tutto il territorio nazionale. A fine 2017 i promotori di Monte dei Paschi di Siena diventeranno, grazie a una crescente azione di reclutamento, 843. E ancora, il piano di sviluppo della Banca Popolare di Milano prevede l’inserimento di 300 professionisti del credito incaricati di gestire l’offerta lontano dagli sportelli bancari. “In Italia gli sportelli rappresentano un aspetto ineliminabile dell’offerta bancaria e creditizia e la loro importanza non è certo in discussione. Parallelamente, però, si impone una razionalizzazione di questa offerta, che vede aumentare l’importanza della parte ‘fuori sede’”, spiega a Simplybiz Alessio Amadori, eletto a settembre presidente di Assonova. “Nel futuro si assisterà a una riorganizzazione delle reti fisiche delle banche sul territorio e allo sviluppo di canali di vendita alternativi. Inoltre la clientela sarà sempre più bisognosa di consulenza specializzata, necessaria a soddisfare una domanda di prodotti finanziari che va differenziandosi notevolmente. Il nostro obiettivo, come associazione, è quello di orientare questi processi, attraverso un dialogo con gli altri soggetti coinvolti”.

All’avvio del suo mandato lei ha dichiarato di ritenere “inderogabile l’apertura di un confronto con le nostre controparti per sciogliere alcuni nodi irrisolti, come ad esempio quello delle garanzie contrattuali dei promotori finanziari, che hanno col datore di lavoro un rapporto di sostanziale parasubordinazione”. Come intendete muovervi su questo fronte?

Già nel 2003 la Fabi aveva presentato attraverso lo Snaprofin, il Sindacato dei promotori finanziari che faceva capo alla federazione stessa, una proposta per elaborare un contratto ad hoc per i promotori finanziari. Poi, per una serie di motivi, quel progetto non venne realizzato, ma non è stato messo da parte, visto che oggi la nostra associazione continua a lavorare in quella direzione. È nostro precipuo interesse ricercare tutte le soluzioni che possano risultare utili a migliorare la posizione contrattuale dei promotori finanziari, che, in quanto agenti monomandatari, sono spesso esposti agli arbitri del mandante.

L’altra direttrice importante del vostro intervento è nel campo della formazione…

Sì, visto che la consideriamo un elemento imprescindibile per lo sviluppo della professione. La formazione deve essere diffusa il più possibile e fruibile da ogni membro della categoria. In alcune aree la Fabi e l’Assonova organizzano già da 14 anni corsi di preparazione all’esame per diventare promotore finanziario. Accanto a questo, inoltre, stiamo lavorando per proporre ai nostri iscritti una serie quanto più ampia possibile di agevolazioni per la fruizione di servizi collegati all’esercizio della professione.

Quali sono le vostre previsioni per il 2015? Vi unite la coro di coloro che prevedono una più volte annunciata ma ancora latitante ripresa?

A mio avviso si deve evitare di sprofondare in previsioni pessimistiche, ma piuttosto che parlare di ripresa credo sia più costruttivo prendere atto che oggi esistono nuovi standard di riferimento rispetto al passato. La crisi ci ha messo di fronte a un contesto che risulta ben più complicato di quello a cui eravamo abituati. Aspettarsi miracolose inversioni di rotta mi sembra fuori luogo. È invece opportuno ragionare sul fatto che, evitando la facile retorica, una crisi ci pone davanti a una serie di problemi ma ci offre anche una serie di opportunità. In questo momento quello che conta è mettere da parte qualsiasi tipo di visione a corto raggio e avviare un confronto tra tutti gli operatori, le istituzioni e le associazioni di categoria impegnati nel mondo del credito e della finanza per riuscire a invertire la rotta attuale.

Come vi ponete nei confronti della questione Enasarco?

Non abbiamo ancora preso una posizione ufficiale in merito, anche perché riteniamo che in questa fase sia un problema non prioritario. A nostro avviso deve essere riconsiderata nel complesso la collocazione del promotore finanziario nell’ambito degli agenti di commercio. Più in generale è l’intera disciplina che regola l’attività e l’inquadramento dei professionisti che operano nel settore bancario e creditizio che dovrebbe essere riorganizzata, in modo da favorire un maggior coordinamento tra i vari albi e limitare l’eccessiva frammentazione.

Alessio Amadori, presidente Assonova: “È necessaria una riorganizzazione della disciplina che regola l’attività dei professionisti del settore bancario e creditizio” ultima modifica: 2014-12-12T17:49:02+00:00 da Paolo Tosatti

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