Amadori, Assonova: “Non ha senso che industria e commercio abbiano un accordo per gli agenti e il nostro settore no”

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Assonova Logo“L’industria bancaria, creditizia, finanziaria e assicurativa, con le sue specificità settoriali, richiede unitarietà d’intenti, e la Fabi, principale sindacato di categoria, ha le carte in regola per rappresentare l’intero settore, a prescindere dalla forma contrattuale di chi opera in tale settore, dipendenti e lavoratori autonomi. Gli otto principali conglomerati finanziari, che hanno natura bancaria, controllano la quasi totalità del mercato, e la Fabi è l’interlocutore più rappresentativo della categoria”. Così Alessio Amadori, presidente Assonova, nel corso del suo intervento alla convention di Federagenti che si è tenuta nei giorni scorsi durante il Forum Agenti di Milano.

Amadori Assonova“Renzi – ha aggiunto Amadori – ha annunciato 100mila esuberi tra i lavoratori del sistema, e ci si può attendere che molti di essi sceglieranno il lavoro autonomo, quindi la Fabi è in grado di continuare a rappresentare autorevolmente tali lavoratori nella loro nuova veste contrattuale.

A tal proposito merita evidenziare che, dalla forte intesa sui temi sindacali della categoria, è nato un accordo nazionale tra Assonova e Federagenti, in base al quale le 95 sedi provinciali della Fabi potranno avvalersi sul territorio dei servizi previdenziali e legali offerti dalle oltre 70 sedi Federagenti, permettendo una sinergia territoriale forte. È certamente nodale, in questa fase storica, fare fronte comune anche per dotare la categoria dei lavoratori autonomi della finanza di un accordo quadro, che metta finalmente ordine nella giungla informe dei contratti proposti dalle banche e dalle reti. Non ha senso che industria e commercio abbiano un accordo per gli agenti e rappresentanti e il nostro settore non sia riuscito a esprimere un accordo quadro per la finanza”. 

La Fabi, ha concluso il numero uno di Assonova, “è pronta anche a intervenire nel rinnovo contrattuale degli agenti in attività finanziaria  accanto a Simedia, che con Assonova ha sostenuto la lista Adesso Basta alle elezioni Enasarco di aprile, le prime democratiche nella storia della Fondazione”.