Ance e Reag, i driver per rilanciare il mercato immobiliare terziario, logistico e commerciale

Progetti ecosostenibili attenti al risparmio energetico e alla certificazione ambientale, recupero di aree centrali e semiperiferiche ex industriali, valorizzazione e dismissione asset enti locali, mix funzionali: sono questi gli interventi su cui puntare per rilanciare l’edilizia non residenziale. È quanto emerge da uno studio intitolato “Tipologie immobiliari innovative insediabili nel mercato italiano non residenziale” realizzato da Ance, Associazione Nazionale Costruttori Edili, e Reag, Real Estate Advisory Group.

Le prospettive del mercato non residenziale

La ricerca nasce in una fase di crisi internazionale, che da ottobre 2008 ha avuto ricadute evidenti anche sul mercato immobiliare italiano, caratterizzato oggi da un blocco delle operazioni dovuto principalmente alle crescenti difficoltà di accesso al credito e dalla contrazione della domanda.

In Lombardia il settore non residenziale, entrato già a partire dal 2006 in una fase di rallentamento dopo la crescita esponenziale del decennio precedente, ha assistito a una notevole flessione lo scorso anno (-10,3% rispetto al 2007, in base a dati Cresme) – si legge in un comunicato dell’Associazione -. Nel 2009 si attende una ulteriore frenata per tutto il comparto non residenziale (a cominciare dal produttivo e dalla logistica): i dati a oggi disponibili, preludono ad un calo complessivo delle compravendite non residenziali in tutto il Nord del 27%, lievemente superiore alla media nazionale, che si attesta sul -25%”.

I contenuti della ricerca

Lo studio è partito dall’analisi del mercato non residenziale (uffici, commerciale, turisticoalberghiero, logistico-industriale) in 4 paesi europei: Francia, Germania, Regno Unito e Spagna. Nazioni che hanno dimostrato una maggiore capacità di innovazione rispetto al nostro paese. Nuovi concept, mix di funzioni, tecnologie avanzate, elevate prestazioni ambientali caratterizzano infatti i progetti stranieri esaminati (circa 40, con un approfondimento su 6 “casi di studio” ritenuti di particolare interesse in relazione al mercato immobiliare italiano).

Si tratta di interventi realizzati negli ultimi 5 anni o ancora in via di realizzazione, su progetti elaborati da professionisti prevalentemente locali, scelti quindi in quanto espressione specifica del paese – precisa la nota -. L’esame di tali progetti ha permesso di individuare gli aspetti innovativi in ciascuna realtà di riferimento, evidenziando la loro potenziale applicabilità al mercato italiano, generalmente conservativo anche a causa di normative tendenzialmente restrittive (che frenano ad esempio la possibilità di demolire e ricostruire, molto diffusa all’estero)”.

I risultati dell’indagine

Edifici verdi, ricerca di mix funzionali, attenzione alla fruibilità dei luoghi sono i tratti distintivi dei progetti esaminati. Di qui le indicazioni per l’avvio di nuovi progetti, individuando le caratteristiche delle iniziative destinate, con più probabilità, a rivelarsi attrattive e facilmente collocabili sul mercato.

Nascono così le linee guida per la messa in campo di operazioni innovative in ciascun comparto. In particolare, nel settore commerciale si consiglia la riqualificazione, con integrazione di altre funzioni, delle aree servizi e parcheggi dei centri commerciali periferici e inserimento di servizi pubblici; il recupero di edifici industriali dismessi da destinare ad outlet con l’obiettivo di rendere “visibile” il processo di produzione e la realizzazione di spazi commerciali integrati nei luoghi di transito giornaliero, dove risulta marcato l’uso dei mezzi di trasporto pubblico.

Nell’ambito ricreativo è invece più opportuno puntare sulla riqualificazione di medi spazi sportivi attraverso l’inserimento di mix funzionali, sulla costruzione di centri con forte connotazione architettonica per proporre nuove identità a clienti esigenti e sulla riqualificazione di aree naturali dismesse per la creazione di nuovi centri con funzioni miste. Nel logistico le iniziative devono trovare collocazione in aree ben collegate, possibilmente da interconnessioni bimodali (gomma, ferro), e mirare a una elevata flessibilità degli spazi.

Si dovrà poi migliorare il livello qualitativo delle strutture esistenti secondo gli standard internazionali delle catene alberghiere e valorizzare le aree naturalistiche e culturali di nicchia attraverso costruzioni in armonia con il contesto di riferimento per rilanciare il settore ricettivo; e riqualificare e costruire di edifici di grado A con mix funzionale diversificato, puntando sullo sviluppo verticale nelle aree centrali per gli uffici.

Ance e Reag, i driver per rilanciare il mercato immobiliare terziario, logistico e commerciale ultima modifica: 2009-10-22T09:28:42+00:00 da Flavio Meloni

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