Andrea Giani, direttore generale Eurofidi: “Ecco i punti chiave del nostro riassetto societario”

Giani, Eurofidi“La nostra società aveva la necessità di una profonda riorganizzazione a tutti i livelli perché il modello distributivo adottato fino a circa un anno fa era orientato alla ricerca dei volumi a ogni costo, a discapito della qualità del credito e delle garanzie rilasciate. Questo tipo di scelta ha finito per pesare sensibilmente sui bilanci e continuerà a manifestare i suoi effetti negativi sul nostro conto economico almeno fino alla fine del prossimo anno. A questo si deve aggiungere un altro importante elemento: oggi all’interno del mercato dei confidi gli spazi di manovra si sono consistentemente ridotti rispetto al passato visto che le banche possono accedere direttamente al Fondo centrale di garanzia, fattore che ha determinato una “disintermediazione” e una conseguente riduzione del ruolo dei consorzi di garanzia. L’insieme di questi fattori ci ha spinto a rivedere il nostro modello di business e le nostre politiche distributive”. Andrea Giani è stato nominato direttore generale di Eurofidi a marzo scorso. Da allora ha avviato un processo di ristrutturazione aziendale del quale ci ha spiegato i dettagli nel corso di una chiacchierata telefonica.

Domani scade la data per la presentazione della domanda di iscrizione al nuovo albo unico degli intermediari finanziari. Come vi siete “preparati” alla scadenza?
Eurofidi ha già presentato la domanda, contestualmente al piano di attività relativo al periodo 2015-2018, orientato come ho accennato poc’anzi a una sostanziale diversificazione del business e a una differenziazione dei ricavi.

Come cambierà, dunque, il vostro modello di business?
Il nuovo piano industriale fa i conti con volumi di garanzie che tra il 2010 e il 2014 si sono ridotti del 30-40% e con la necessità di consolidare linee di prodotto e servizi diversi. Stiamo lavorando per affiancare alla nostra tradizionale rete di consulenti diretti una serie di agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi. Fino a questo momento abbiamo inserito nella nostra struttura quattro nuovi agenti in attività finanziaria; puntiamo ad arrivare intorno ai venti entro 9-12 mesi. Per quanto riguarda invece i mediatori creditizi stiamo facendo scouting per individuare le società più importanti, con l’obiettivo di iniziare a lavorare con 10-15 realtà presenti su tutto il territorio nazionale.

E le politiche distributive?
Il nostro core business rimane il prodotto garanzia ma nell’ottica di una diversificazione delle fonti di ricavo ci stiamo muovendo anche in altre direzioni. La prima è quella di offrire agli istituti di credito di piccole e medie dimensioni un servizio di service per l’accesso diretto al Fondo centrale di garanzia. La seconda è quella dell’intermediazione finanziaria: dall’inizio di quest’anno ci occupiamo di consulenza per il reperimento di fonti di finanziamento per i nostri 57.000 soci. La terza è la consulenza finanziaria, gestionale e direzionale per le imprese, che offriamo già da diversi anni ma che adesso stiamo implementando. La quarta e ultima è quella della finanza agevolata, dai fondi europei ai bandi camerali. Anche in questo caso si tratta di un settore in cui siamo attivi da anni e che tuttavia presenta ulteriori margini di crescita che intendiamo sfruttare. In aggiunta a tutto ciò stiamo rivedendo le nostre politiche di credito, che attualmente sono orientate a una sana e prudente gestione delle relazioni con piccole e medie imprese meritevoli di accedere a finanziamenti per lo sviluppo della loro attività.

Andrea Giani, direttore generale Eurofidi: “Ecco i punti chiave del nostro riassetto societario” ultima modifica: 2015-10-10T11:07:16+00:00 da Paolo Tosatti

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